Il Tribunale di Napoli ha accolto in rito abbreviato le richieste della Procura, disponendo anche un risarcimento danni di 200mila euro
Il Tribunale di Napoli ha condannato a 14 anni di reclusione un uomo di 79 anni, residente a Portici, ritenuto colpevole di violenza sessuale aggravata e produzione di materiale pedopornografico ai danni delle sue nipotine gemelle di soli sei anni. La sentenza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Fabio Provvisier al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. In particolare, l’anziano, nonno paterno delle vittime, era stato arrestato nell’agosto del 2025 dai carabinieri della compagnia di Torre del Greco.
Le indagini e la scoperta delle violenze
La drammatica vicenda è emersa grazie al coraggio e alla fiducia delle due bambine, che hanno trovato la forza di confidarsi inizialmente con la zia e con la nonna materna. Per questo motivo, i racconti delle piccole hanno immediatamente allarmato i familiari. Di conseguenza, ciò ha spinto i genitori a sporgere una formale denuncia alle forze dell’ordine. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Barbara Aprea della Procura della Repubblica di Napoli, hanno trovato una svolta decisiva negli accertamenti tecnici. Infatti, gli esperti informatici nominati dagli investigatori hanno analizzato i dispositivi tecnologici in uso all’anziano. All’interno del telefono cellulare del 79enne sono state individuate e sequestrate le fotografie che l’uomo scattava durante gli abusi. Pertanto, questo ha configurato il reato di produzione di materiale pedopornografico.

La sentenza del Tribunale e i risarcimenti
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale partenopeo ha accolto integralmente l’impianto accusatorio presentato dalla Procura. Inoltre, ha confermato la gravità dei reati contestati all’imputato. La scelta del rito abbreviato ha consentito all’uomo di beneficiare dello sconto di un terzo della pena. In effetti, la pena è stata determinata in 14 anni di reclusione complessivi.
Oltre alla sanzione detentiva, il giudice ha stabilito severe misure sul fronte civile. Perciò, l’imputato è stato condannato al pagamento di un risarcimento danni complessivo quantificato in 200mila euro in favore delle parti civili, rappresentate dai genitori delle bambine e assistite dall’avvocato Maurizio Capozzo. Il tribunale ha inoltre disposto il versamento immediato di una provvisionale esecutiva pari a 30mila euro.
Le reazioni della difesa e il profilo umano
La conclusione del primo grado di giudizio lascia un solco profondo nella famiglia colpita da questa tragedia. Al termine dell’udienza, il legale della famiglia delle vittime ha voluto sottolineare la distanza tra la definizione del percorso penale e il recupero psicologico delle minori coinvolte. “È una sentenza che pone fine a una vicenda giudiziaria ma non certamente alla vicenda umana che ha coinvolto queste bambine che porteranno per tutta la vita i segni di questa orribile esperienza”, ha commentato l’avvocato Maurizio Capozzo. L’orribile vicenda si chiude così dal punto di vista processuale con una condanna severa. Inoltre, questa decisione conferma l’efficacia della rete di protezione attivata dai familiari e la rapidità dell’intervento degli inquirenti di Torre del Greco. In particolare, essi erano riusciti a bloccare l’uomo e a mettere in sicurezza le due sorelline nell’estate dello scorso anno.


