abusi edilizi Torre del Greco
Comune di Torre del Greco
📍 Torre del Greco

6 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Abusi edilizi vista mare, bufera su Torre del Greco: sei interdetti e l’assessore all’Urbanistica finisce nell’inchiesta

Abusi edilizi Torre del Greco, inchiesta sullo Yachting Club: sei misure interdittive per dirigenti comunali, tecnici e imprenditori, coinvolto anche l’assessore all’Urbanistica Francesco Leone

Nuovo terremoto giudiziario al Comune di Torre del Greco. Un’inchiesta della Procura di Torre Annunziata sugli abusi edilizi vista mare nell’area portuale riaccende i riflettori su rapporti opachi tra amministrazione, tecnici e imprenditori. Al centro del fascicolo lo Yachting Club, ristorante affacciato sul mare e chiuso da anni, attorno al quale – secondo l’ipotesi accusatoria – si sarebbero consumati falsi in atti pubblici, irregolarità nelle procedure edilizie e pressioni sui funzionari comunali.

Il gip ha disposto sei misure cautelari interdittive, con sospensioni dalla professione tra sei e dodici mesi. Nell’inchiesta compare anche il nome dell’assessore all’Urbanistica Francesco Leone, lambito dal terzo filone d’indagine, ma per il quale i pm non hanno chiesto l’allontanamento dalla Giunta.

La nuova inchiesta sugli abusi vista mare a Torre del Greco

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, al centro dell’indagine ci sono segnalazioni di inizio attività non conformi, pedane realizzate in zona demaniale in presunta violazione dei vincoli paesaggistici e un tentativo – tutto da provare in sede processuale – di “ammorbidire” una relazione tecnica sugli abusi edilizi rilevati nello Yachting Club.

Il ristorante, situato nell’area portuale di Torre del Greco e da tempo chiuso, diventa così il punto di convergenza di tre fronti investigativi distinti, tutti ruotanti intorno alla gestione delle concessioni, al controllo delle opere e alla rimozione – solo parziale, secondo gli inquirenti – delle opere abusive.

Le sei misure interdittive e le accuse contestate

L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore capo Nunzio Fagliasso e si è tradotta nell’emissione di sei misure cautelari interdittive. I destinatari sono dirigenti comunali, un’ex dirigente dell’Ente, un progettista, un avvocato e un imprenditore.

Le ipotesi di reato, elencate nelle 160 pagine del provvedimento firmato dal gip Mariaconcetta Criscuolo, vanno dal falso ideologico in atto pubblico alla truffa ai danni della pubblica amministrazione, fino alla tentata concussione.

Si tratta, allo stato, di contestazioni che necessitano del vaglio dei giudici: tutti gli indagati restano infatti presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

Dirigenti, tecnici, imprenditori: chi sono gli indagati

Nel mirino degli inquirenti sono finite le attività di:

  • Maria Gabriella Camera, dirigente comunale
  • Antonio Sarnello, dirigente comunale
  • Claudia Sacco, ex dirigente dell’Ente
  • Giovanni Salerno, ingegnere progettista
  • Pietro Paolo Palumbo, avvocato
  • Giuseppe Fornito, imprenditore, ritenuto titolare di fatto della Gusto Srl

Secondo la Procura, questi soggetti avrebbero avuto ruoli diversi nei vari segmenti investigativi, accomunati dal presunto obiettivo di rendere regolari – sul piano formale – situazioni che per gli inquirenti presentavano profili di irregolarità edilizia e amministrativa.

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Pedane e Scia “valida ed efficace”: il primo filone di indagine

Il primo fronte dell’indagine riguarda la realizzazione, nell’estate 2021, di due pedane nell’area demaniale di via Principal Marina, riconducibili alle società Ati Gusto e Voce del Mare, già oggetto di un precedente sequestro preventivo per abusivismo.

Per questo episodio, la Procura ipotizza che sia stato falsamente attestato l’esame della Scia, sostenendo che fosse «valida ed efficace». Dagli accertamenti svolti – è la tesi accusatoria – emergerebbe invece che:

  • non sarebbe stata avviata alcuna istruttoria effettiva;
  • la Scia sarebbe stata in realtà “improcedibile” e avrebbe richiesto integrazioni sulle modalità di ancoraggio della pedana.

Questo scarto tra quanto dichiarato negli atti e lo stato reale delle pratiche è al centro delle contestazioni per falso ideologico.

La gara del 2016 per l’area demaniale: l’appalto allo Yachting Club

Il secondo filone riguarda la gara bandita dal Comune nel 2016 per la concessione demaniale di un’area di via Principal Marina destinata all’avvio di attività di ristorazione.

Secondo l’impostazione accusatoria, la procedura sarebbe stata gestita con irregolarità in favore dell’Ati Gusto, che si sarebbe aggiudicata la concessione in violazione delle regole previste. Anche in questo caso, la Procura contesta profili di truffa ai danni della pubblica amministrazione, chiamando in causa sia funzionari pubblici che soggetti privati coinvolti nel procedimento.

Pressioni sugli uffici antiabusivismo: il nome dell’assessore Leone

Il terzo segmento dell’indagine è quello che tocca direttamente la sfera politica. In questo filone compare il nome di Francesco Leone, assessore all’Urbanistica della Giunta guidata dal sindaco Luigi Mennella, esponente del Partito Democratico.

Le accuse, formulate nei suoi confronti in concorso con la dirigente dell’ufficio servizio Antiabusivismo Maria Gabriella Camera, parlano di un presunto abuso dei propri poteri per condizionare il lavoro di tre dipendenti comunali.

Secondo quanto riportato nel provvedimento, l’assessore e la dirigente sono accusati di averli minacciati verbalmente e con note scritte per costringerli a modificare la bozza di relazione tecnica sul sopralluogo dell’8 marzo 2024 presso lo Yachting Club, facendo risultare falsamente il «ripristino integrale» degli abusi edilizi.

Ai tre funzionari sarebbero stati paventati procedimenti disciplinari e dinieghi sulle liquidazioni delle indennità relative al 2023. I dipendenti, però, non avrebbero ceduto alle pressioni, scelta che – sempre secondo la ricostruzione accusatoria – avrebbero pagato con trasferimenti e retrocessioni di ruolo.

Palazzo Baronale sotto pressione tra giustizia e politica

L’inchiesta sugli abusi edilizi vista mare arriva in una fase già delicata per l’amministrazione di Torre del Greco. Il coinvolgimento di dirigenti, tecnici, un imprenditore e la stessa figura dell’assessore all’Urbanistica contribuisce a tenere alta la tensione a Palazzo Baronale, sede del Comune.

Sul piano giudiziario, il fascicolo è ora nelle mani della magistratura che dovrà verificare, udienza dopo udienza, la solidità delle ipotesi accusatorie su falsi, truffa e tentata concussione. Sul fronte politico, la Giunta Mennella è chiamata a misurarsi con le ricadute di un’inchiesta che mette in discussione la gestione dell’urbanistica e del demanio marittimo in uno dei luoghi più simbolici della città: l’area portuale affacciata sul mare.

L’indagine della Procura di Torre Annunziata apre dunque un nuovo capitolo nella complessa storia dei rapporti tra urbanistica, interessi economici e gestione del territorio a Torre del Greco. Al momento, si tratta di contestazioni ancora tutte da provare, che dovranno essere approfondite nel contraddittorio processuale.

Dirigenti, tecnici, professionisti, imprenditori e lo stesso assessore Leone restano presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Sarà la magistratura, nelle prossime fasi dell’inchiesta, a stabilire se le accuse di abusi edilizi, falsi e pressioni sugli uffici comunali troveranno o meno conferma in aula.

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