Mani del medico che tengono le mani della donna
Mani del medico che tengono le mani della donna

27 Aprile 2026

Cristina Siciliano

In Campania aborto farmacologico senza ricovero. Fico: «Tutela concreta per le donne»

La Regione introduce un percorso ambulatoriale che consente alle donne di completare l’Ivg a casa con la seconda dose del farmaco

In Campania sarà possibile accedere all’aborto farmacologico senza ricovero ospedaliero. La novità consente alle donne di completare l’interruzione volontaria di gravidanza a domicilio, assumendo la seconda somministrazione del farmaco fuori dalle strutture sanitarie. Il provvedimento è stato annunciato dal presidente della giunta regionale Roberto Fico, che lo ha definito un passo concreto per la tutela della salute e dei diritti delle donne.

La nuova procedura ambulatoriale

La Regione Campania ha introdotto un percorso ambulatoriale coordinato e complesso che modifica le modalità di accesso all’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica. In base alla nuova organizzazione, le pazienti potranno assumere il primo farmaco in ambulatorio e completare il trattamento a casa con la seconda somministrazione. Fino ad oggi, nella maggior parte dei casi, la procedura avveniva in ospedale e spesso prevedeva il ricovero, anche in reparti non sempre dotati di spazi dedicati. Il cambiamento mira a rendere il percorso più accessibile e meno gravoso per il sistema sanitario, oltre che per le pazienti.

Il presidente della Regione ha dichiarato che si tratta di «un passo concreto per tutelare la salute delle donne, rafforzandone diritti e autodeterminazione», sottolineando l’importanza di una sanità più vicina alle esigenze delle cittadine.

Il contesto regionale e i dati sull’obiezione di coscienza

La Campania si inserisce tra le prime regioni italiane ad adottare in modo strutturato questa modalità. Secondo quanto riporta Il Corriere, il contesto regionale è caratterizzato da una percentuale elevata di obiettori di coscienza tra il personale sanitario: secondo i dati del 2023, il 73% dei medici si dichiara obiettore, a fronte di una media nazionale del 51%. Questo elemento ha spesso reso più complesso l’accesso ai servizi legati all’interruzione volontaria di gravidanza. La nuova procedura ambulatoriale è stata quindi interpretata anche come una risposta organizzativa a tali criticità, con l’obiettivo di garantire una maggiore uniformità nell’erogazione delle prestazioni.

Le reazioni politiche e associative

Il provvedimento ha suscitato reazioni differenti nel panorama politico e sociale. Esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui Marco Nonno e Luigi Rispoli, hanno espresso «forte preoccupazione» per quella che definiscono una semplificazione di una questione complessa. Secondo la loro posizione, la priorità dovrebbe essere quella di creare condizioni favorevoli all’accoglienza della vita, piuttosto che facilitare l’accesso all’interruzione di gravidanza.

Di segno opposto le reazioni delle associazioni impegnate sui diritti civili. L’Associazione Luca Coscioni ha accolto positivamente la misura, sottolineando come arrivi a distanza di quasi tre anni dalla determina regionale che già prevedeva la possibilità dell’aborto farmacologico senza ricovero. Le rappresentanti della campagna “Aborto senza ricovero” hanno evidenziato che finalmente anche in Campania le donne potranno scegliere di assumere il misoprostolo a domicilio.

Impatto su sanità e risorse pubbliche

Tra gli aspetti evidenziati dai sostenitori del provvedimento vi è anche quello legato all’ottimizzazione delle risorse sanitarie. La possibilità di evitare il ricovero consente infatti di ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere, liberando posti letto e personale per altre necessità. Secondo le responsabili della campagna a favore della misura, il risparmio di risorse pubbliche rappresenta un elemento rilevante, ma non centrale. Il punto principale resta il riconoscimento del diritto di scelta delle donne, definito come «il dato più eclatante» della riforma.

Sulla stessa linea si è espressa la deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello, secondo cui il provvedimento dimostra che, in presenza di una chiara volontà politica, i diritti possono essere concretamente garantiti.

Giunta Fico conflitto di interessi
Claudia Pecoraro

Il riferimento alle indicazioni sanitarie internazionali

L’assessora regionale alle Pari Opportunità Claudia Pecoraro ha richiamato le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, che considera l’aborto farmacologico una pratica sicura e raccomandata. Secondo queste linee guida, la procedura è in grado di tutelare la salute fisica, emotiva e psicologica delle donne. L’introduzione della modalità domiciliare si inserisce quindi in un quadro più ampio di adeguamento alle raccomandazioni internazionali e di modernizzazione dei servizi sanitari regionali.

Con questa decisione, la Campania compie un passo significativo nell’organizzazione dei servizi per l’interruzione volontaria di gravidanza, aprendo un nuovo scenario nel dibattito tra accesso ai diritti, sostenibilità del sistema sanitario e posizioni etiche divergenti.

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