Regionali Campania 2025: la galassia di De Luca tra la lista “A Testa Alta”, i consiglieri fedeli e le nuove strategie dell’ex governatore
Vincenzo De Luca non ha alcuna intenzione di uscire dalla scena politica. A pochi giorni dalle Regionali 2025, l’ex governatore continua a rappresentare un punto di pressione costante all’interno della maggioranza che sostiene Roberto Fico.
Lo fa attraverso la sua rete politica, attraverso la lista “A Testa Alta”, e attraverso una serie di consiglieri eletti in altri partiti che, secondo molti osservatori, sarebbero comunque riconducibili alla sua area di influenza. Il quadro che emerge è quello di un leader che non ha alcuna intenzione di appendere le scarpette al chiodo.
“A Testa Alta”: una lista senza nome ma di proprietà deluchiana
La lista “A Testa Alta”, da cui De Luca ha dovuto rimuovere il proprio nome ma che resta a tutti gli effetti una sua creazione politica, ha ottenuto un risultato sorprendente:
- quattro eletti (Giovanni Porcelli, Lucia Fortini, Cascone e Oliviero)
- quasi il 9% dei voti in Campania
Una performance che la colloca subito dietro il Partito Democratico e la rende la terza forza della maggioranza, soprattutto nelle province di Caserta, Napoli e Salerno.
In sostanza, una lista in grado di condizionare gli equilibri interni al nuovo Consiglio regionale.

La “rete parallela”: non solo la civica, ma anche consiglieri in altri partiti
Secondo quanto riportato, la forza deluchiana non si esaurisce nella sua lista.
A rispondere politicamente all’ex governatore sarebbero anche:
- i dem Picarone e Matera
- i socialisti Volpe e Mensorio
- il forzista Zannini
Un “blocco” di otto-nove consiglieri che, pur distribuiti in partiti diversi, verrebbero percepiti come politicamente vicini a De Luca.
Una rete trasversale che gli garantisce voce, peso negoziale e capacità di incidere indirettamente sulle dinamiche della maggioranza.
L’unico tallone d’Achille: la provincia di Benevento
Il dato debole arriva dalla provincia di Benevento, dove il sindaco Clemente Mastella ha rappresentato un muro invalicabile.
La sua lista ha garantito l’elezione del figlio Pellegrino Mastella, mentre i deluchiani si sono fermati al 4,27%.
Una sconfitta che ha irritato De Luca, che avrebbe liquidato così il leader centrista:
«Clemente? Un notabile».
Uno scontro che si rinnova a distanza di anni, e che conferma la storica rivalità tra le due aree politiche.

De Luca ai suoi: «Non ho alcuna intenzione di fermarmi»
L’ex governatore ha inviato un messaggio chiaro ai suoi: restare pronti.
Nei giorni scorsi ha dichiarato:
«Per un altro quarto di secolo seguirò la Campania. Sono sulla linea Napolitano-De Mita».
Una frase che racconta l’autopercezione di lungo corso di De Luca, la sua idea di un ruolo ancora attivo, e una leadership costruita sulla continuità, più che sulla transizione.
L’ipotesi più clamorosa: il ritorno a sindaco di Salerno
Tra le possibilità che circolano, c’è quella che De Luca stia meditando un ritorno alla guida del Comune di Salerno, la città dove ha iniziato la sua carriera politica.
Un quinto mandato, che diventerebbe anche un nuovo mandato alla Provincia.
Secondo la ricostruzione, il piano sarebbe questo:
- approvazione del bilancio
- dimissioni dell’attuale sindaco Enzo Napoli
- nuove elezioni nel 2026
Un’ipotesi tutta da verificare, ma che molti considerano coerente con la volontà deluchiana di non abbandonare la scena politica campana.
Le strategie parallele: dalla cabina di regia regionale alla fantapolitica
Tra gli scenari emersi nelle ultime ore:
- l’idea che De Luca, forte della sua civica e dei “fedelissimi”, possa partecipare in qualche forma alla cabina di regia della transizione regionale
- l’ipotesi – considerata fantapolitica – di un ingresso in Giunta, magari alla Sanità, settore in cui le sue battaglie sulle liste d’attesa sono state al centro anche di scontri giudiziari (come la querela per diffamazione contro Report)
Sono voci, speculazioni politiche, ipotesi circolate negli ambienti regionali dopo il voto.
Ma tutte rivelano un dato: nessuno immagina De Luca fuori dalla politica.


