morto medico 118
Ciro Senatore
📍 Cava de' Tirreni

21 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Addio al dottor Ciro Senatore, medico del 118: Cava piange un professionista stimato e dal cuore mite

Morto il medico del 118 Ciro Senatore, 66 anni: Cava de’ Tirreni e la Costiera Amalfitana in lutto per un professionista dal cuore buono e instancabile

Uno sguardo buono, un carattere mite, un’umanità rara. Così colleghi, amici e pazienti ricordano il dottor Ciro Senatore, medico del 118 improvvisamente scomparso all’età di 66 anni. Originario di Cava de’ Tirreni, era un volto conosciuto e stimato del servizio di emergenza territoriale, al quale aveva dedicato l’intera carriera. La sua morte arriva a pochi giorni dalla scomparsa del dottor Salvatore Trezza, lasciando un vuoto profondo tra gli operatori sanitari della provincia di Salerno.

Una vita dedicata all’emergenza territoriale

Il dottor Senatore aveva scelto da anni di prestare servizio nella Costiera Amalfitana, un territorio che considerava una seconda casa. Turni massacranti, interventi difficili, corse contro il tempo: nulla lo aveva mai fermato. La sua presenza era sinonimo di affidabilità e calma, qualità preziose in un settore dove ogni minuto fa la differenza. La sua lunga esperienza nel 118 ne aveva fatto un punto di riferimento per i colleghi e un medico molto amato dalle comunità costiere.

Il ricordo dei colleghi: “Era il nostro collante”

La notizia della morte ha suscitato un’ondata di cordoglio, accompagnata dai messaggi di chi con lui aveva condiviso notti di emergenza, interventi complessi e momenti di profonda umanità.
«Oggi tutti perdiamo un grande medico e professionista del 118», scrive un collega e amico, che sui social ha ricordato «migliaia di interventi insieme, migliaia di corse, scale, trasporti», ma soprattutto «la sua dolcezza, la lealtà, l’essere umile e semplice».

Il racconto si fa ancora più intenso quando l’amico ricorda un episodio che entrambi portavano nel cuore: «Non dimenticherò mai il tuo pianto di gioia quando salvammo quel neonato quella famosa notte. Ciao Ciro, l’emergenza non sarà più la stessa senza di te».
Un messaggio che testimonia non solo la professionalità, ma la profonda umanità con cui il medico affrontava ogni intervento.

“E quindi?”: una frase che diventa memoria collettiva

Tra i ricordi emersi in queste ore, c’è anche una frase ricorrente che Senatore rivolgeva ai colleghi nei momenti più frenetici: «E quindi?». Un’espressione semplice, quasi quotidiana, ma che nel contesto del 118 diventava un invito a ragionare, a non cedere al panico, a trovare insieme la soluzione più rapida ed efficace.
Un modo di essere che ha lasciato un’impronta indelebile nel gruppo di lavoro che lui stesso, con la sua presenza equilibrata, riusciva a tenere unito anche nei momenti più difficili.

Una carriera costruita con umanità e professionalità

Prima di stabilizzarsi nel 118, il dottor Senatore aveva prestato servizio nella guardia medica e al pronto soccorso. Ovunque fosse stato chiamato, aveva lasciato tracce di grande umanità e senso del dovere. Il suo temperamento pacifico, mai aggressivo, era considerato un valore aggiunto in ambienti spesso carichi di tensione.

Fra le persone più toccate dalla sua scomparsa c’è l’assessore comunale e collega medico Germano Baldi, che ha condiviso con lui anni di servizio nella guardia medica, per poi affidargli la cura della propria salute come medico di base. «Siamo tutti profondamente addolorati», dichiara Baldi, «era un eccellente professionista dalle grandi doti umane e per noi un amico».

Un dolore che colpisce una comunità intera

Cava de’ Tirreni e la Costiera Amalfitana lo salutano oggi con commozione e riconoscenza. A piangerlo sono tanto i colleghi quanto i cittadini che negli anni si erano affidati alle sue cure. La sua morte improvvisa ha lasciato sgomenti anche i tanti operatori del 118 che, solo pochi giorni fa, avevano dovuto affrontare un altro grave lutto professionale.

Senatore lascia la moglie, Valeria Pecora, e i due figli, cui va l’abbraccio della comunità sanitaria e territoriale.

Un’eredità umana che non si spegne

Chi lo ha conosciuto racconta che non amava essere al centro dell’attenzione. Preferiva il lavoro, la concretezza, il senso del dovere. E forse è proprio questo il lascito più grande: un esempio di dedizione silenziosa, di umiltà e di servizio.

La sua figura resterà nella memoria di chi ogni giorno, nel mondo dell’emergenza, combatte contro il tempo per salvare vite. Un settore che oggi perde non solo un medico competente, ma un uomo che sapeva portare pace e serenità ovunque andasse.

Il dottor Ciro Senatore è stato molto più di un medico: un punto fermo per i colleghi, una presenza rassicurante per i pazienti, un esempio per il 118 e per tutta la sua comunità. La sua scomparsa lascia un vuoto difficile da colmare, ma anche una traccia luminosa nella memoria di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incrociare il suo cammino.

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