La Campania e l’autonomia differenziata, Fico denuncia un blitz della Lega e attacca il governo: «Uno schiaffo ai campani, il Mezzogiorno è nel mirino»
La campagna elettorale per le Regionali della Campania entra nella fase decisiva e il tema dell’autonomia differenziata torna al centro dello scontro politico nazionale e locale. Roberto Fico, candidato della coalizione progressista, interviene con toni durissimi contro il governo e contro la Lega, accusandoli di aver portato avanti un «blitz» sulle pre-intese firmate dal ministro Roberto Calderoli. Una mossa che, secondo l’ex presidente della Camera, avrebbe l’obiettivo di indebolire il Mezzogiorno e colpire proprio regioni come la Campania.
Le dichiarazioni arrivano nel pieno di una competizione elettorale già segnata da una forte contrapposizione tra i due principali candidati, Fico e Edmondo Cirielli. L’autonomia diventa così uno dei terreni più sensibili della sfida, soprattutto perché ritenuta potenzialmente impattante su sanità, scuola, trasporti e distribuzione delle risorse.
L’accusa: «Un blitz della Lega imposto alla premier per prendere voti in Veneto»
Nella sua nota ufficiale, Fico parla senza mezzi termini di un’operazione condotta “per prendere qualche voto in più in Veneto”, descrivendo il comportamento della Lega come un atto di pressione politica nei confronti della presidente del Consiglio.
Al centro della contestazione ci sono le pre-intese firmate da Calderoli, che secondo il candidato progressista rappresenterebbero uno “schiaffo ai campani” e un segnale chiaro delle “reali intenzioni dell’esecutivo”. Fico sostiene che l’autonomia differenziata, se applicata nelle forme attuali, rischierebbe di creare squilibri ancora più profondi tra Nord e Sud, compromettendo l’uguaglianza dei diritti fondamentali.

Perché l’autonomia preoccupa la Campania
In Campania, il dibattito sull’autonomia suscita timori diffusi. Le opposizioni denunciano il rischio di una sanità più fragile, di una scuola con meno risorse e di un sistema dei trasporti che potrebbe ulteriormente soffrire in assenza di investimenti omogenei.
Le parole di Fico si inseriscono proprio in questo quadro, evocando il pericolo di una regione che potrebbe trovarsi penalizzata su servizi essenziali. Lo scontro politico, dunque, non è solo tecnico ma profondamente identitario: chi governerà la Campania dovrà gestire gli effetti immediati e futuri di una riforma che, secondo il candidato del campo largo, “vuole indebolire il Mezzogiorno”.
Una campagna elettorale sempre più tesa
La polemica sull’autonomia esplode mentre il centrodestra schiera la sua massima forza politica sul territorio. In Campania sono arrivati negli ultimi giorni Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini, a sostegno del candidato Edmondo Cirielli.
In questo scenario, la mossa del governo sulle pre-intese rischia di diventare un nuovo terreno di scontro tra i due fronti. Per il centrosinistra, è la prova che il Sud non è tra le priorità dell’esecutivo. Per il centrodestra, invece, l’autonomia rappresenta un percorso di riorganizzazione istituzionale già avviato e politicamente irrinunciabile.


