Il 46enne Mario Castello è morto dopo un mese di agonia: era stato investito sulle strisce pedonali in via Mario Palermo. Napoli conta già otto pedoni uccisi dall’inizio del 2025
Napoli torna a fare i conti con una tragedia della strada. Mario Castello, 46 anni, è morto dopo un mese di ricovero tra l’ospedale Cardarelli e l’Ospedale del Mare. Era stato investito mentre attraversava sulle strisce pedonali a Ponticelli, in via Mario Palermo. La sua è l’ottava vittima pedonale dall’inizio del 2025, un dato che conferma l’emergenza sicurezza sulle strade della città.
L’investimento sulle strisce in via Mario Palermo
La dinamica dell’incidente è chiara sin dai primi rilievi della Polizia Municipale. Mario Castello era appena sceso da un autobus e si stava dirigendo verso le strisce pedonali quando una Renault, guidata da un uomo di 62 anni, lo ha travolto in pieno, sbalzandolo a diversi metri di distanza.
L’urto è stato devastante. Il 46enne è stato soccorso in condizioni critiche e trasferito d’urgenza in Rianimazione al Cardarelli. Dopo cinque giorni è stato trasferito in terapia intensiva all’Ospedale del Mare, dove la situazione clinica è progressivamente peggiorata fino al decesso avvenuto ieri.
L’inchiesta della Polizia Municipale
Come previsto per ogni sinistro mortale, le indagini sono state affidate alla sezione Infortunistica stradale della Municipale, diretta dal comandante Vincenzo Cirillo. I rilievi hanno certificato che la vittima stava attraversando in prossimità delle strisce pedonali, elemento che conferma la gravità dell’investimento.
L’automobilista sessantaduenne è stato sottoposto ai test tossicologici di rito, mentre la sua patente è stata ritirata e il veicolo posto sotto sequestro. Gli accertamenti della Procura chiariranno la velocità tenuta dalla vettura, i tempi di frenata e la visibilità nel tratto interessato.

Una tragedia dentro una crisi più ampia: l’emergenza pedoni
La morte di Mario Castello non è un episodio isolato. È l’ottava vittima pedonale dall’inizio del 2025 su un totale di 19 morti in incidenti stradali a Napoli. Dati che indicano una vera e propria emergenza.
Solo nelle ultime 48 ore un altro investimento mortale ha scosso la città: Nazario Cretella, 93 anni, è deceduto in via Simone Martini, al Vomero, dopo essere stato travolto sulle strisce.
Strade trafficate, velocità eccessive, scarsa attenzione degli automobilisti e attraversamenti in tratti poco protetti concorrono a un bilancio di sangue che continua ad aggravarsi.
Le iniziative dei cittadini: “Non chiamateli incidenti”
La mobilitazione della società civile è immediata. Il coordinamento “Napoli città 30”, insieme a familiari delle vittime e decine di associazioni, ha organizzato un grande flash mob per domenica 16 novembre.
I cortei partiranno da diversi quartieri e confluiranno alle 11:30 in piazza Plebiscito. Parole d’ordine: “Non chiamateli incidenti, basta morti in strada!”.
L’obiettivo è promuovere misure concrete:
– riduzione della velocità nei centri urbani
– più controlli
– attraversamenti protetti
– telecamere attive e funzionanti
– una reale educazione stradale nelle scuole e nei quartieri
Il dolore della famiglia e della comunità
La morte del 46enne scuote l’intera comunità di Ponticelli e il personale sanitario che per un mese ha seguito la sua battaglia. Amici e conoscenti descrivono Mario Castello come un uomo tranquillo, riservato, molto legato alla famiglia. Il quartiere ricorda l’incidente come una scena impressionante: un uomo travolto mentre faceva ciò che dovrebbe essere garantito a chiunque — attraversare la strada in sicurezza.
Sicurezza stradale: cosa dicono gli esperti
Gli esperti di mobilità urbana sottolineano da tempo come Napoli sia tra le città italiane con il più alto tasso di incidenti che coinvolgono pedoni. A incidere sono:
– carreggiate ampie che favoriscono velocità elevate
– scarsa illuminazione in alcuni tratti
– attraversamenti non protetti
– mancanza di deterrenti fisici come dossi e restringimenti
– controlli sporadici
– poca cultura del rispetto dei limiti
Gli urbanisti chiedono un cambio di passo immediato.
La morte di Mario Castello riapre una ferita profonda e richiama le istituzioni a un impegno concreto. Travolgere un pedone sulle strisce è inaccettabile: non può essere considerato un “incidente”, ma il fallimento di un sistema che non riesce a proteggere le vite dei cittadini.


