La Polizia di Stato ha sgominato una banda che utilizzava un mezzo in disuso della Protezione Civile per muovere partite di stupefacenti. Sette persone arrestate, tra loro anche chi minacciava con armi chi non pagava
Un fuoristrada in disuso della Protezione Civile è stato utilizzato come mezzo per trasportare partite di droga tra l’Irpinia e il Sannio.
È quanto ha scoperto la Polizia di Stato di Benevento, che ha arrestato sette persone, al termine di una complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Gli indagati sono accusati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di arma da sparo.
L’escamotage del mezzo della Protezione Civile
Per agire indisturbati, i membri dell’organizzazione avevano escogitato un piano tanto semplice quanto ingegnoso: utilizzare un veicolo della Protezione Civile – ormai fuori servizio – per trasportare la droga tra Avellino e Benevento, fingendo di essere impegnati in attività istituzionali.
L’ente pubblico, totalmente estraneo alla vicenda, è stato citato solo in relazione al mezzo dismesso di cui il gruppo si serviva per i trasferimenti.
Proprio all’interno di quel veicolo gli investigatori hanno installato microspie e dispositivi di tracciamento, riuscendo così a monitorare i movimenti e ricostruire la rete di traffici che si estendeva tra le due province campane.
Le indagini coordinate dalla DDA di Napoli
L’inchiesta, diretta dai pubblici ministeri Henry John Woodcock e Maria Di Lauro, ha permesso di documentare numerosi episodi di compravendita di droga e di sequestrare partite consistenti di sostanze stupefacenti.
Il gruppo, radicato nei territori di Avellino e Benevento, agiva con modalità organizzate e disponeva di diversi punti di stoccaggio e consegna, dove la droga veniva confezionata per la distribuzione al dettaglio.
Durante l’indagine sono stati impiegati anche l’unità cinofila e il Reparto Volo della Questura di Napoli, che hanno supportato le attività di sorveglianza aerea e di localizzazione dei sospettati.

Le accuse e le misure cautelari
Le sette persone arrestate sono accusate, a vario titolo, di:
- Associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti
- Tentata estorsione
- Detenzione e porto abusivo di arma da fuoco
Cinque di loro sono state trasferite in carcere, mentre due si trovano agli arresti domiciliari.
Gli inquirenti hanno inoltre accertato episodi di violenza e minacce: una persona sarebbe stata aggredita e picchiata per costringerla a pagare un debito legato allo spaccio.
Le intercettazioni e i riscontri operativi
Le cimici installate nel fuoristrada hanno avuto un ruolo decisivo per smantellare la rete.
Grazie alle intercettazioni, gli investigatori hanno potuto tracciare con precisione i movimenti del gruppo, individuando le aree di maggiore attività tra il Sannio e l’Irpinia.
Le comunicazioni registrate hanno confermato una struttura criminale ben definita, con ruoli specifici tra chi gestiva il trasporto, chi curava la consegna e chi si occupava della riscossione del denaro.
Un’organizzazione ben radicata nel territorio
Secondo gli inquirenti, la banda non operava in modo occasionale: il traffico di droga rappresentava una fonte stabile di guadagno per i membri coinvolti, che si muovevano con cautela, approfittando della geografia collinare tra Avellino e Benevento per nascondere i punti di rifornimento.
Le indagini, tuttavia, non sono ancora concluse. La DDA di Napoli sta verificando possibili collegamenti con altri gruppi criminali attivi nel territorio campano e contatti con fornitori esterni alla regione.
La lotta allo spaccio tra Irpinia e Sannio
L’operazione odierna conferma l’impegno costante della Polizia di Stato e della Direzione Distrettuale Antimafia nel contrastare le nuove rotte del narcotraffico interne alla Campania.
Avellino e Benevento, pur non avendo una presenza mafiosa strutturata come altre province, sono diventate negli ultimi anni crocevia di traffici locali.
La collaborazione tra Questure, unità cinofile e DDA continua a essere decisiva per interrompere la filiera dello spaccio.
L’utilizzo di un mezzo della Protezione Civile per trasportare droga rappresenta uno degli escamotage più audaci mai scoperti negli ultimi anni in Campania.
L’inchiesta della Procura Antimafia di Napoli dimostra come i gruppi criminali continuino a cercare nuove strategie per eludere i controlli. La tecnologia investigativa però – dalle microspie ai droni – resta uno strumento efficace per smascherare i traffici illeciti.
I sette arresti segnano un colpo importante a un’organizzazione che aveva scelto la mimetizzazione istituzionale come copertura. Artificio smantellato grazie a un’indagine meticolosa e coordinata.


