clima grave Acerra
Alessandro Cannavacciuolo
📍 Acerra

1 Novembre 2025

Redazione il Campano

Regionali in Campania, Cannavacciuolo scrive al prefetto: «Ad Acerra clima di paura e intimidazioni politiche»

L’attivista della Terra dei Fuochi e candidato di Alleanza Verdi e Sinistra, Alessandro Cannavacciuolo, denuncia «un clima di paura e ricatti politici» ad Acerra e chiede l’intervento del prefetto.

Il candidato al Consiglio regionale della Campania Alessandro Cannavacciuolo, attivista della Terra dei Fuochi e volto di Alleanza Verdi e Sinistra, ha inviato una lettera al prefetto di Napoli e al Ministero dell’Interno denunciando un «clima grave e intimidatorio» ad Acerra.
Secondo l’attivista, negli ultimi giorni si sarebbero moltiplicati episodi di minacce, pressioni e ricatti nei confronti di cittadini, professionisti e dipendenti comunali, con l’obiettivo di condizionare il voto.

La lettera al prefetto di Napoli

Nella missiva inviata il 1° novembre, Cannavacciuolo descrive una situazione di forte tensione nella città alle porte di Napoli. Chiede pertanto un «intervento immediato e straordinario» delle autorità.
L’attivista parla di un contesto in cui «la legalità e la libera espressione del voto» sarebbero messe a rischio, a pochi giorni dalle elezioni regionali in Campania.

Le parole di Cannavacciuolo

Nella sua denuncia, il candidato di Alleanza Verdi e Sinistra scrive:

«La gravità del clima che si sta vivendo nel territorio di Acerra necessita di un intervento immediato e straordinario volto a garantire la legalità e la libera espressione del voto».

Cannavacciuolo sostiene che negli ultimi giorni si sarebbe consolidato in città «un clima di paura, intimidazione e ricatto politico».

«Mi sono pervenute segnalazioni di ricatti e minacce nei confronti di cittadini con pendenze urbanistiche, ai quali viene prospettato l’abbattimento di opere edilizie abusive qualora non sostengano determinati candidati; avvertimenti di sanzioni a cittadini in possesso di un passo carrabile non denunciato, nel caso non sostengano determinati candidati; pressioni su attività commerciali, mediante minacce di controlli amministrativi mirati da parte di agenti della Polizia Municipale, in apparente connivenza con esponenti politici locali».

Alessandro Cannavacciuolo
Alessandro Cannavacciuolo

Minacce a cittadini e pressioni sui lavoratori

Nel testo, l’attivista riferisce anche di presunte intimidazioni verso dipendenti comunali e professionisti locali:

«Ho saputo di costrizioni e intimidazioni nei confronti di dipendenti comunali, obbligati, anche indirettamente, a partecipare o sostenere pubblicamente specifiche campagne elettorali, per timore di ritorsioni o discriminazioni sul posto di lavoro, di professionisti e tecnici locali indotti a manifestare pubblicamente il proprio sostegno a determinati candidati, in cambio di presunti favori o agevolazioni presso gli uffici comunali; di pressioni a docenti dell’Istituto Superiore di Via Diaz».

Secondo Cannavacciuolo, il quadro che emerge sarebbe quello di una “campagna elettorale inquinata” da forme di coercizione. Una rete di intimidazioni che coinvolgerebbe diversi ambiti della vita cittadina.

L’episodio del quartiere Madonnelle

Nella lettera si fa riferimento anche a un episodio avvenuto nel quartiere Madonnelle. Scrive Cannavacciuolo di “due individui a bordo di uno scooter che avrebbero minacciato alcuni residenti”.

«Due individui, a bordo di uno scooter scuro, avrebbero intimidito alcuni residenti del quartiere Madonnelle, colpevoli di essersi esposti pubblicamente sui social proprio a sostegno di Cannavacciuolo; le vittime sarebbero state avvertite che, qualora avessero nuovamente pubblicato post a favore di candidati “non graditi”, avrebbero fatto bene a non farsi più vedere in giro».

Un episodio che, secondo il candidato, conferma il clima di paura e di condizionamento presente nella città.

L’appello alle istituzioni

Cannavacciuolo conclude la sua lettera con un appello diretto al prefetto e alle forze dell’ordine:

«Chiedo l’immediato intervento delle forze di polizia e degli uffici prefettizi per ristabilire un clima di ordine, sicurezza e legalità sul territorio comunale».

L’attivista invoca un’azione decisa per garantire la serenità dei cittadini e la regolarità del voto ad Acerra, evidenziando come la tensione sociale rischi di compromettere la partecipazione democratica.

Michele Di Bari
Il prefetto Michele Di Bari

La posizione di Alleanza Verdi e Sinistra

La denuncia di Cannavacciuolo trova eco anche all’interno del suo schieramento politico.
Fonti di Alleanza Verdi e Sinistra confermano la preoccupazione per il “clima pesante” in alcune aree del napoletano e chiedono massima attenzione alle istituzioni.
La priorità, spiegano, deve essere quella di «assicurare la libertà di voto e la trasparenza della competizione elettorale».

Un segnale di allarme alla vigilia del voto

La lettera dell’attivista arriva a pochi giorni dall’apertura delle urne e pone l’accento su un tema sensibile: la tutela della democrazia locale.
Il Comune di Acerra, già teatro di tensioni ambientali e sociali legate alla Terra dei Fuochi, torna al centro dell’attenzione pubblica.
L’invito di Cannavacciuolo alle istituzioni è quello di «non lasciare soli i cittadini» e di garantire il pieno rispetto delle regole.

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