Il viceministro Edmondo Cirielli punta a creare un sistema aeroportuale integrato tra Capodichino, Salerno e Grazzanise. “Una rete unica per sviluppo economico, turismo e mobilità regionale”.
Unire gli aeroporti della Campania in un sistema integrato e competitivo: è l’obiettivo rilanciato dal viceministro delle Infrastrutture Edmondo Cirielli, che ha riportato al centro del dibattito il progetto di rilancio dell’aeroporto di Grazzanise, nel casertano.
Durante la visita del ministro Matteo Salvini a Napoli, Cirielli ha delineato un piano che mira a collegare Capodichino, Salerno e Grazzanise in una rete unica, capace di sostenere sviluppo economico, attrattività turistica e mobilità sostenibile per l’intera regione.
Cirielli: “Una rete unica per la mobilità campana”
«Dobbiamo collegare Capodichino, Salerno e Grazzanise in una rete unica – ha spiegato Cirielli – per garantire mobilità, sviluppo economico e attrattività turistica alla nostra regione».
L’idea, già discussa a livello ministeriale, è quella di trasformare Grazzanise da ex scalo militare in un hub civile strategico a supporto di Capodichino e del nuovo aeroporto di Salerno.
Il progetto di rilancio: 360 milioni per un hub strategico
Il piano, dal valore stimato di circa 360 milioni di euro, rientra nel più ampio programma di sviluppo delle infrastrutture meridionali.
L’obiettivo è creare una rete aeroportuale sinergica che permetta alla Campania di inserirsi stabilmente nei circuiti logistici e turistici nazionali ed europei, riducendo la pressione su Napoli-Capodichino e potenziando la vocazione del territorio casertano.
Grazzanise nel Piano nazionale aeroporti e nel PNRR
Come ricordato dal viceministro, il progetto è in linea con le priorità del Piano Nazionale Aeroporti (PNA) e del Piano di sviluppo del Mezzogiorno.
«Grazzanise rappresenta una delle chiavi per la crescita equilibrata della regione», ha ribadito Cirielli, spiegando che l’infrastruttura sarà complementare agli altri due scali: Capodichino resterà il principale aeroporto passeggeri, mentre Salerno verrà consolidato grazie all’ampliamento della pista e alla gestione integrata con Gesac.

Il ruolo dell’Aeronautica Militare e il tavolo tecnico
Il piano di riconversione prevede anche la collaborazione dell’Aeronautica Militare, che dovrà valutare la compatibilità delle nuove infrastrutture con le strutture già esistenti.
È inoltre in fase di apertura un tavolo tecnico interministeriale tra Infrastrutture, Difesa e Regione Campania per definire i tempi e le modalità di attuazione del progetto.
Collegamenti con Alta Velocità e rete autostradale
Tra i punti qualificanti del progetto c’è la realizzazione di un collegamento diretto con l’Alta Velocità ferroviaria e con le principali arterie autostradali, così da rendere lo scalo facilmente raggiungibile da Napoli, Caserta e Salerno.
Lo studio di fattibilità tecnico-economica verrà avviato entro il 2026, con l’obiettivo di rendere Grazzanise operativo entro pochi anni.
Le polemiche politiche: centrodestra compatto ma con tensioni interne
Il rilancio di Grazzanise ha acceso anche il dibattito politico.
All’interno del centrodestra, i Moderati hanno chiesto chiarezza sul ruolo di Forza Italia e sulla distribuzione delle competenze infrastrutturali, mentre dall’opposizione sono arrivate critiche sui costi e sulla sostenibilità ambientale del progetto.
Cirielli ha risposto con fermezza: «Le infrastrutture non sono una bandiera politica, ma un diritto dei cittadini. La Campania deve contare su una rete aeroportuale moderna e competitiva».
Un piano strategico per la Campania che guarda al futuro
Il rilancio di Grazzanise si inserisce nel più ampio piano infrastrutturale del governo Meloni, volto a rafforzare i collegamenti nel Sud.
Per Cirielli, «rendere la Campania più vicina e più connessa» è la condizione necessaria per garantire sviluppo, turismo e attrattività internazionale.
Con la proposta di un sistema aeroportuale integrato, Cirielli rilancia la sfida per una Campania più moderna e interconnessa.
Il futuro di Grazzanise, da base militare a hub strategico, potrebbe rappresentare la chiave per un nuovo modello di sviluppo territoriale, capace di unire mobilità, turismo e crescita economica.


