De Luca consigliere regionale Campania
Vincenzo De Luca

22 Ottobre 2025

Angela Capasso

Regionali Campania 2025, De Luca verso la candidatura a consigliere regionale: ipotesi Napoli, Avellino e Benevento

Il governatore uscente Vincenzo De Luca valuta la candidatura a consigliere regionale nella lista A Testa Alta. Fonti Pd: “Scelta per sostenere il Campo Largo e rafforzare Fico nei collegi chiave”

La discesa in campo di Vincenzo De Luca come candidato consigliere regionale non è più un’ipotesi remota.
Secondo fonti vicine al Partito Democratico campano, il presidente della Regione starebbe seriamente valutando la candidatura nella lista “A Testa Alta”, formazione civica di diretta espressione del governatore.
Una mossa strategica che, se confermata, ridisegnerebbe gli equilibri interni del centrosinistra, alla vigilia del deposito ufficiale delle liste previsto tra venerdì 24 e sabato 25 ottobre.

La possibile candidatura: De Luca pronto a tornare in campo

A quanto trapela, De Luca starebbe pensando a una candidatura limitata a tre province chiaveNapoli, Avellino e Benevento — territori considerati cruciali per mantenere il baricentro elettorale della coalizione progressista.
Fonti del Pd confermano che il governatore avrebbe “dato segnali concreti di disponibilità”, pur senza una comunicazione ufficiale.

«Non vi dico se mi candido, ma quello che è sicuro è che io controllo, seguo. Potete immaginare che prendo dieci anni di vita e li butto al mare?»

aveva dichiarato solo due giorni fa, lasciando intendere di non volersi tirare fuori dalla competizione.

L’obiettivo: recuperare il voto di opinione

Secondo gli osservatori, la decisione di scendere in campo risponderebbe a una duplice esigenza:

  1. recuperare consenso personale in una fase in cui la campagna di Roberto Fico stenta a decollare;
  2. sostenere indirettamente il candidato del Campo Largo, consolidando il voto d’opinione che ancora ruota attorno alla sua figura.

Fonti dem sottolineano che De Luca “resta il volto più riconoscibile e polarizzante della politica campana”, capace di spostare voti trasversali anche oltre l’area di centrosinistra.
La sua presenza nelle liste potrebbe dunque servire da traino elettorale in province cruciali come Avellino, dove l’elettorato moderato è più fluido.

L’asse con Lucia Fortini

A rafforzare la squadra civica A Testa Alta potrebbe esserci anche Lucia Fortini, assessora regionale all’Istruzione e fedelissima del governatore.
Le indiscrezioni la danno come capolista a Napoli e Avellino, pronta a sostenere la nuova corsa del presidente uscente.

«C’è questa possibilità, mi è stato chiesto e ho dato la mia disponibilità. Non mi sottrarrò: la politica è anche spirito di servizio»,
aveva detto Fortini in un’intervista televisiva, confermando di essere pronta alla riconferma.

La coppia De Luca–Fortini, molto radicata nei settori scuola e sanità, rappresenterebbe un binomio forte per la tenuta del voto territoriale e per arginare l’avanzata di Fratelli d’Italia e Lega nelle aree interne.

Il calendario delle decisioni

La finestra per la presentazione delle liste è ormai imminente:

  • da venerdì 24 ottobre alle ore 8:00,
  • fino a sabato 25 ottobre alle ore 12:00.

Entro queste 28 ore si capirà se De Luca deciderà di trasformare la suggestione in candidatura effettiva.
Fino a quel momento, i contatti tra Santa Lucia (sede della Regione) e il quartier generale del Pd campano restano costanti, ma l’ultima parola spetterà al governatore stesso.

Un segnale politico al Campo Largo

La scelta avrebbe anche un valore politico-simbolico: mostrare unità di intenti con il candidato del centrosinistra Roberto Fico, in un momento di tensione interna.
Secondo fonti dem, De Luca “vuole evitare che la distanza personale con il Movimento 5 Stelle venga letta come ostilità elettorale”.
Un suo ingresso in lista servirebbe a ricompattare l’elettorato e a legittimare la leadership dell’ex presidente della Camera, pur mantenendo l’autonomia della sua rete civica.

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Un bilancio politico dopo dieci anni di governo

Dopo due mandati alla guida della Regione, De Luca resta una figura divisiva ma centrale.
Durante i dieci anni di presidenza ha promosso:

  • il piano di edilizia ospedaliera regionale,
  • la legge sugli psicologi nei distretti sanitari,
  • l’espansione della rete dei trasporti metropolitani,
  • e la realizzazione di progetti infrastrutturali finanziati dal PNRR.

I suoi detrattori lo accusano di ipercentralismo e gestione personalistica, ma anche gli avversari riconoscono la sua capacità di tenere il campo mediatico e politico.

L’ombra di Fico e la corsa del centrodestra

Sul fronte opposto, il candidato del centrodestra Edmondo Cirielli continua a guadagnare terreno, capitalizzando sul tema della sanità regionale e promettendo “la fine del sistema di clientele”.
La discesa in campo di De Luca come candidato consigliere potrebbe essere interpretata come una mossa difensiva per proteggere il terreno storico del centrosinistra.

Nell’area progressista, intanto, Roberto Fico ha posto l’accento su sicurezza e coesione sociale, ma la sua campagna — come riconoscono alcuni dirigenti dem — “non è ancora riuscita a penetrare nel cuore dell’elettorato popolare”.

Roberto Fico presenta il programma per la Campania
Roberto Fico

I riflessi su Napoli, Avellino e Benevento

Le tre province individuate — Napoli, Avellino e Benevento — rappresentano segmenti strategici per motivi diversi:

  • Napoli come capitale elettorale e simbolica del de-lucanesimo;
  • Avellino come provincia chiave per il voto moderato e cattolico;
  • Benevento come terreno di equilibrio con l’area mastelliana.

Una candidatura mirata su questi territori consentirebbe a De Luca di massimizzare l’effetto traino senza disperdere risorse in collegi meno competitivi.

Il rischio e la posta in gioco

Per il governatore uscente si tratterebbe di una scelta ad alto rischio politico:
una candidatura da consigliere regionale, dopo dieci anni di presidenza, equivarrebbe a una discesa di livello istituzionale, ma potrebbe garantire visibilità immediata e potere d’influenza nel futuro Consiglio.
Secondo alcuni analisti, De Luca punta a preservare un ruolo di regia anche in caso di vittoria di Fico o, al contrario, a mantenere una postazione di controllo in caso di sconfitta del centrosinistra.

Cosa succede nelle prossime ore

Le prossime 48 ore saranno decisive.
Entro giovedì sera il Pd e le liste civiche dovranno concludere il lavoro di composizione e verificare la compatibilità territoriale delle candidature.
Nel frattempo, De Luca continua a mantenere il riserbo pubblico, limitandosi a frasi sibilline come quelle pronunciate a Pomigliano d’Arco:

«Fare il presidente o il sindaco non è un lavoro comodo: si deve buttare il sangue dalla mattina alla notte.
Ma chi ha lavorato per dieci anni non butta via la propria esperienza».

Parole che suonano come una conferma implicita.

Analisi: il fattore De Luca nella corsa 2025

Se la candidatura sarà ufficializzata, il fattore De Luca potrebbe rivelarsi decisivo in almeno tre scenari:

  1. Ricomposizione del campo progressista: rafforzando la lista A Testa Alta e garantendo voti al Pd.
  2. Tenuta del consenso personale: misurando sul campo il residuo capitale politico del presidente.
  3. Futuro equilibrio di potere: in caso di vittoria del centrosinistra, un De Luca consigliere diventerebbe interlocutore obbligato di Fico; in caso di sconfitta, resterebbe il principale oppositore del centrodestra in Consiglio.

A pochi giorni dal deposito delle liste, la Campania resta in bilico tra continuità e discontinuità.
La candidatura di Vincenzo De Luca da consigliere regionale, se confermata, avrebbe l’effetto di riaccendere la campagna e spostare l’attenzione dai programmi ai volti.
Un ritorno in campo che, per i sostenitori, rappresenterebbe l’ultima missione di un leader che non vuole “buttare a mare dieci anni di vita”.
Per gli avversari, invece, il segno di una stagione politica che fatica a chiudersi.
Venerdì alle 8:00 inizierà la resa dei conti.

Lascia un commento