Il consigliere comunale di Torre del Greco denuncia la decisione della Commissione elettorale: “Serve trasparenza, non nomine di parte. Il Movimento 5 Stelle non indicherà alcun nome”
“Anche quest’anno mi sono battuto con forza affinché gli scrutatori fossero scelti con il metodo del sorteggio, unico strumento realmente democratico e trasparente”.
Così Mirko Gallo, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Torre del Greco, ha commentato con durezza la decisione della Commissione Elettorale Comunale (CEC) di procedere ancora una volta con le nomine dirette dei componenti dei seggi per le imminenti elezioni regionali.
La polemica accende il dibattito sulla gestione dei seggi elettorali e riporta al centro un tema caro ai pentastellati: la trasparenza nella selezione degli scrutatori, spesso accusata di favorire logiche di partito.
“Solo il sorteggio garantisce democrazia e trasparenza”
«Mi sono battuto affinché gli scrutatori fossero scelti con il metodo del sorteggio, unico strumento realmente democratico e trasparente», ha spiegato Gallo, sottolineando che la sua proposta era già stata avanzata in primavera, in vista del referendum e delle regionali.
Il consigliere ha ricordato di aver incontrato più volte la Dirigenza dei Servizi Elettorali, il Sindaco e i membri della Commissione elettorale – Iolanda Mennella, Antonio D’Ambrosio e Carmela Pomposo – per chiedere l’applicazione del metodo casuale.
Una proposta depositata già in primavera
«In primavera – spiega Gallo – ho presentato la mia proposta ufficiale alla Dirigenza, con incontri a giugno e luglio. Tra i punti principali c’era anche la creazione di un elenco sostitutivo di presidenti e scrutatori, introdotto su mia richiesta durante il precedente referendum».
Una misura, ricorda il consigliere, che aveva già dato risultati positivi:
«Ben 24 rinunce furono sostituite rapidamente grazie a quel sistema, che garantiva maggiore efficienza e imparzialità».

“Decisione sbagliata della Commissione: metodo opaco e discrezionale”
La Commissione elettorale ha tuttavia scelto di non applicare il sorteggio, preferendo la nomina discrezionale degli scrutatori. Una decisione che Gallo giudica “inaccettabile”:
«Apprendo con dispiacere che i componenti della CEC hanno scelto nuovamente la via delle nomine, preferendo un metodo che esclude la trasparenza e non garantisce le stesse opportunità a tutti».
Il consigliere accusa il sistema attuale di essere “una distorsione democratica”, spesso utilizzata per premiare vicinanze politiche o creare reti di consenso.
“Il M5S non nominerà alcuno scrutatore”
In coerenza con la sua battaglia per la trasparenza, Gallo ha annunciato che il Movimento 5 Stelle di Torre del Greco non presenterà alcuna lista di scrutatori propri:
«Il M5S non nominerà alcuno scrutatore di propria preferenza, perché riteniamo questa pratica antidemocratica. Il principio deve essere quello delle pari opportunità per tutti i cittadini».
L’appello alle altre forze politiche
Il consigliere ha poi lanciato un appello a tutte le forze politiche cittadine, invitandole a prendere posizione contro le nomine dirette:
«Chiediamo a chiunque condivida la nostra posizione di prendere pubblicamente le distanze da un metodo che non rappresenta i principi di equità e partecipazione».
Per Gallo, la trasparenza non deve essere un tema di parte, ma “una battaglia di civiltà istituzionale” da condividere tra maggioranza e opposizione.
Il nodo del sorteggio e la questione etica nei Comuni
La denuncia di Gallo riporta alla ribalta una pratica radicata in molti comuni italiani: la nomina politica degli scrutatori.
Sebbene formalmente consentita, la selezione discrezionale è da anni al centro di critiche per la sua mancanza di imparzialità e per l’uso “clientelare” di incarichi pubblici in periodo elettorale.
Il Movimento 5 Stelle ha fatto del sorteggio automatico una delle sue battaglie simboliche fin dalle amministrative del 2016, presentandolo come strumento per garantire merito, trasparenza e fiducia nei cittadini.
L’intervento di Gallo, in questo senso, rafforza la posizione nazionale del partito, che continua a chiedere una riforma del sistema elettorale locale per eliminare ogni discrezionalità politica.
«Il Movimento 5 Stelle continuerà a difendere con coerenza i propri valori, proponendo strumenti concreti di rinnovamento e trasparenza», conclude Gallo.
La polemica di Torre del Greco diventa così simbolo di una sfida più ampia, che tocca il cuore stesso della democrazia partecipativa: chi controlla i seggi, controlla la fiducia nel voto.


