De Luca logo duplex

18 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Regionali in Campania, De Luca e il logo “duplex”: il suo nome c’è e non c’è. Intanto molti fuggono verso Forza Italia

Il governatore ironizza: “Sentiremo una marea di scemenze”. Ma nel centrosinistra cresce l’imbarazzo tra simboli sdoppiati e candidati in fuga verso il centrodestra

Il nome di Vincenzo De Luca sparisce e riappare. Niente “Con De Luca” sul simbolo ufficiale depositato per le regionali, ma una versione parallela per la campagna elettorale in cui il cognome del governatore campeggia, stavolta in posizione laterale, quasi a voler rassicurare i fedelissimi e non turbare gli alleati.
È la nuova mossa politica del presidente uscente della Regione Campania, che ha dato vita a un “logo duplex”, sintesi di compromessi, tensioni interne e pressioni dal Nazareno. Lo riporta questa mattina il Corriere del Mezzogiorno.

Una scelta che racconta meglio di molte parole il momento delicato vissuto dal campo progressista campano, diviso tra l’eredità politica di De Luca, la candidatura di Roberto Fico e la necessità di non spaccare il Partito Democratico, ora guidato a livello regionale dal figlio Piero De Luca.

Il logo “sdoppiato” e il compromesso con Schlein

Secondo quanto riportato dal Corriere, il governatore avrebbe accettato – solo in parte – le pressioni del segretario regionale del Pd e di Elly Schlein, dopo un incontro a tre a Palazzo Santa Lucia.
Il simbolo ufficiale della lista “A testa alta” non riporterà il suo nome, per evitare tensioni con i dem e con il candidato Fico. Tuttavia, nella grafica utilizzata per la comunicazione elettorale, la dicitura “Con De Luca” resta visibile, anche se defilata.

Un escamotage, definito da più fonti un «colpo d’ingegno tipicamente deluchiano», che gli consente di restare in campo senza violare l’accordo politico con la segreteria nazionale.

La “contropartita”: la candidatura di Carmine Mocerino

Dietro la concessione simbolica, però, ci sarebbe un accordo politico sostanzioso: la candidatura di Carmine Mocerino, consigliere regionale uscente da oltre 10mila preferenze, nonostante sia sotto processo.
Il suo nome rischiava di essere escluso per effetto del codice etico voluto da Fico, che imponeva criteri stringenti di selezione dei candidati. Ma, alla fine, Mocerino sarà in lista proprio con “A testa Alta – Fico Presidente”, insieme all’assessora uscente Lucia Fortini.

Una scelta che avrebbe provocato malumori nel Movimento 5 Stelle e in parte del Pd, ma che testimonia la forza contrattuale che De Luca continua a esercitare sulla coalizione.

a testa alta con de luca

Le “fughe” verso Forza Italia e Lega

Mentre il centrosinistra si arrovella sul logo e sulle liste, cresce la diaspora dei deluchiani verso il centrodestra.
Stamattina, a Caserta, durante l’evento organizzato da Fulvio Martusciello, saranno annunciati i nuovi ingressi in Forza Italia: 21 sindaci tra civici e deluchiani, a partire da quelli di Mondragone, Frignano, Vairano e Villa di Briano, pronti a passare con gli azzurri.

Tra i nuovi ingressi figura anche Giovanni Zannini, ex fedelissimo del governatore, oggi passato “armi e bagagli” nel campo di Edmondo Cirielli.
Ma non è l’unico: l’ex sindaca di Avellino Laura Nargi – sfiduciata a luglio – dovrebbe candidarsi proprio con Forza Italia, mentre Felice Di Maiolo, già esponente di “Fare Democratico”, correrà per la Lega.

Fratture e incertezze anche tra i moderati

Altre figure, come Francesco Iovino (Italia Viva) e Giovanni Mensorio (area socialista), sarebbero in bilico.
Il primo – forte di circa 10mila preferenze – starebbe valutando il passaggio al centrodestra; il secondo, dopo la rottura con i socialisti dovuta alla candidatura di Giuseppe Sommese (Azione), potrebbe anch’egli abbandonare il fronte progressista.

Si tratta di spostamenti che rischiano di erodere ulteriormente il consenso del campo largo, già messo alla prova da equilibri fragili e da un elettorato diviso tra continuità e disaffezione.

Il doppio gioco politico: De Luca e Cirielli, avversari ma non troppo

Paradossalmente, osservano gli analisti, De Luca e Cirielli – pur divisi da anni di contrapposizioni personali e ideologiche – sembrano oggi avere un obiettivo comune: indebolire la coppia Manfredi-Fico, pilastro della nuova alleanza progressista.

Il candidato del centrodestra punta a superare la soglia del 40%, mentre De Luca mira a ottenere almeno il 15% con la sua lista personale, per restare un interlocutore politico di peso nella prossima legislatura.
Una strategia che molti nel Pd leggono come una manovra di sopravvivenza politica, capace di garantire al governatore un ruolo anche fuori dal perimetro istituzionale di Palazzo Santa Lucia.

Le parole di De Luca: “Un mese e mezzo di stupidaggini pre-elettorali”

In una delle sue dirette social, De Luca ha liquidato con ironia le polemiche:

«Prepariamoci a un mese e mezzo di stupidaggini pre-elettorali. Di provocazioni, di falsità, di imbecillità. Avremo la consolazione di poter godere di tanti manifesti e di tante facce sui manifesti».

Il governatore ha scherzato anche sulla comunicazione politica dei suoi avversari:

«Io faccio la collezione degli slogan elettorali. La quantità di scemenze che si leggono sui manifesti pre-elettorali è veramente unica».

E ha concluso con un tono di apparente distacco:

«Per quello che mi riguarda, rimango concentrato fino all’ultimo minuto sulle cose da realizzare, sui cantieri da aprire, sulle opere da completare e sul lavoro da creare per i nostri giovani».

Un clima di nervi tesi e strategie incrociate

Le regionali campane entrano dunque in una fase di alta tensione politica, tra simboli sdoppiati, fughe trasversali e leadership in cerca di equilibrio.
Il “logo duplex” rappresenta plasticamente l’ambiguità di un campo che tenta di tenere insieme tutto, ma rischia di smarrire coerenza e identità.

Con Forza Italia e Lega che guadagnano terreno tra ex deluchiani e civici, e un centrosinistra costretto a ricalibrare la propria strategia, la sfida per Palazzo Santa Lucia appare oggi più aperta che mai.

Lascia un commento