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Roberto Fico

15 Ottobre 2025

Angela Capasso

Regionali Campania, Fico: “Le imprese sane vanno sostenute. Sviluppo e lavoro al centro del programma”

Elezioni Campania 2025, il candidato del centrosinistra Roberto Fico a Confcommercio Campania: “Sviluppo d’impresa e lavoro saranno pilastri del programma. Regione pronta ad accompagnare le realtà produttive virtuose”.

L’impresa come motore dello sviluppo, la Regione come alleato della crescita e del lavoro.
È questa la visione di Roberto Fico, candidato del centrosinistra alle Elezioni Campania 2025, che nel suo intervento all’assemblea di Confcommercio Campania ha indicato con chiarezza la direzione economica della sua coalizione: favorire le imprese sane, sostenibili e capaci di creare occupazione stabile.

In un contesto segnato dalle sfide della transizione ecologica, della digitalizzazione e dalla necessità di ridurre i divari territoriali, Fico ha proposto un nuovo patto tra istituzioni e mondo produttivo per rilanciare l’economia campana “a partire dalle realtà virtuose che generano valore e benessere”.

Fico: “Le imprese sane sono la base dello sviluppo regionale”

Nel corso del suo intervento, Fico ha posto il tema dell’impresa al centro del suo programma elettorale, definendolo “uno dei punti fondamentali del progetto politico” per la Campania.

“L’impresa sarà un punto fondamentale del programma della mia coalizione, perché l’impresa sana, che crea lavoro e valore aggiunto, va accompagnata e sostenuta. Va incentivata e aiutata a crescere attraverso strutture territoriali efficienti”, ha dichiarato.

Parole che segnano un cambio di approccio rispetto alla tradizionale visione centralizzata dello sviluppo economico regionale: per Fico, la Regione deve diventare un facilitatore, non un ostacolo burocratico, capace di accompagnare le aziende nel percorso di crescita e innovazione.

Roberto Fico presenta il programma per la Campania
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“Serve un tavolo permanente tra istituzioni e imprese”

Tra le proposte avanzate da Fico spicca la creazione di un tavolo permanente di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria e mondo produttivo.

“Si può fare un grande lavoro, tutti attorno a un tavolo per garantire incentivazioni dove servono e strutture che consentano alle imprese di muoversi nel migliore dei modi, affinché possano svilupparsi, essere concorrenziali e crescere in modo sano”, ha spiegato.

L’obiettivo è quello di superare l’improvvisazione e la frammentazione degli interventi, sostituendoli con una pianificazione condivisa, capace di individuare priorità e strumenti di sostegno mirati per i diversi settori produttivi: dal turismo alla manifattura, dall’artigianato all’innovazione tecnologica.

Un modello di impresa sostenibile e competitiva

Nel suo intervento, Fico ha insistito sulla necessità di conciliare competitività e sostenibilità, indicando l’impresa “sana” come quella che non solo genera profitto, ma investe nel territorio, tutela i lavoratori e rispetta l’ambiente.

“Sostenere l’impresa sana significa sostenere il lavoro vero, la dignità dei lavoratori e il valore sociale dell’economia”, ha affermato, ribadendo l’intenzione di inserire nel programma misure specifiche per promuovere innovazione verde, digitalizzazione e filiere locali sostenibili.

Tra le proposte in discussione nel suo team economico figurano anche:

  • crediti d’imposta per la transizione ecologica delle piccole e medie imprese;
  • incentivi per l’assunzione di giovani e donne;
  • fondi per start-up e cooperative di comunità nelle aree interne.
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L’incontro con Confcommercio Campania

L’intervento di Fico è arrivato durante l’assemblea annuale di Confcommercio Campania, tenutasi a Napoli, dove imprenditori, artigiani e operatori del terziario hanno posto l’accento sulle difficoltà quotidiane del tessuto economico regionale: burocrazia, accesso al credito, infrastrutture carenti e costi energetici.

Il candidato progressista ha ascoltato a lungo gli interventi, promettendo un rapporto costante e costruttivo tra la futura giunta regionale e le organizzazioni di categoria.

“Le imprese non chiedono assistenzialismo – ha sottolineato – ma regole chiare, infrastrutture efficienti e una pubblica amministrazione che accompagni, non ostacoli. È tempo che la Regione diventi un alleato, non un freno allo sviluppo”.

Il discorso ha ricevuto applausi convinti da parte della platea, composta anche da rappresentanti del mondo del commercio e del turismo, due settori considerati strategici per l’economia campana.

Semplificazione e legalità come leve di competitività

Uno dei punti chiave del messaggio di Fico è stato il richiamo alla semplificazione amministrativa e alla trasparenza come strumenti di competitività economica.

“Non basta dare incentivi se poi le imprese devono aspettare mesi per riceverli. Serve una Regione più snella, digitale e trasparente, che elimini le distorsioni e premi chi lavora onestamente”, ha detto.

Fico ha anche ribadito il suo impegno per una lotta ferma alla corruzione e alle infiltrazioni criminali nei bandi pubblici e nelle filiere economiche.
Un tema che in Campania resta di estrema attualità, soprattutto in vista della gestione dei fondi europei e del PNRR, che destina alla Regione oltre 12 miliardi di euro.

Il nodo delle infrastrutture e del credito alle PMI

Oltre alla semplificazione, il candidato del centrosinistra ha richiamato l’attenzione su due criticità strutturali: le infrastrutture e l’accesso al credito.

“Non possiamo parlare di competitività se le merci restano bloccate sulle strade o se un imprenditore deve attendere mesi per un finanziamento. Dobbiamo investire su logistica, porti, digitalizzazione e mobilità sostenibile”, ha affermato Fico.

Per le piccole e medie imprese, la proposta è quella di un fondo regionale di garanzia destinato a facilitare il credito bancario, soprattutto per le microimprese e per le attività dei centri storici.

Il legame tra sviluppo economico e giustizia sociale

Un altro aspetto centrale del suo intervento è stato il collegamento tra sviluppo economico e inclusione sociale.
Per Fico, la crescita delle imprese deve andare di pari passo con la creazione di lavoro stabile e di qualità, riducendo la precarietà e il divario generazionale.

“Ogni euro investito in sviluppo deve produrre anche benessere per le persone. Una Regione che cresce senza creare lavoro è una Regione ingiusta. Noi vogliamo uno sviluppo che includa e che non lasci indietro nessuno”, ha affermato.

Il candidato ha anche ricordato l’importanza della formazione professionale e dei poli tecnici regionali per creare competenze allineate alle esigenze delle imprese, in collaborazione con le università e i centri di ricerca.

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Fico e la visione del “nuovo modello Campania”

Lo sviluppo d’impresa, nella visione di Fico, non è solo una questione economica ma anche culturale e territoriale.
Il suo programma punta a costruire un “nuovo modello Campania”, basato su quattro pilastri:

  1. Innovazione e sostenibilità come leve di sviluppo;
  2. Legalità e trasparenza come garanzia per chi investe;
  3. Territorialità e filiere locali, per valorizzare i distretti produttivi;
  4. Partecipazione e concertazione tra imprese, istituzioni e cittadini.

Un approccio che mira a coniugare crescita e responsabilità sociale, ponendo fine alla contrapposizione tra economia e ambiente che per anni ha rallentato il dibattito politico regionale.

Una Regione alleata del lavoro

In chiusura del suo intervento, Fico ha ribadito che il suo obiettivo è trasformare la Campania in una Regione alleata del lavoro e dell’impresa.

“Non si può costruire sviluppo senza le imprese, ma non si può parlare di imprese senza parlare di lavoro e di diritti. È da qui che parte la nostra idea di futuro per la Campania”.

Un messaggio che intende rassicurare sia il mondo produttivo che l’elettorato di sinistra, mostrando che competitività e giustizia sociale possono coesistere in un progetto di sviluppo condiviso.

Con il suo intervento a Confcommercio Campania, Roberto Fico ha aperto ufficialmente la fase economica della sua campagna elettorale, puntando su un modello di crescita basato su imprese sane, lavoro dignitoso e trasparenza istituzionale.
La sfida sarà tradurre questa visione in misure concrete, in un contesto regionale ancora segnato da forti disuguaglianze territoriali e da un tessuto produttivo frammentato.

Nel confronto con gli altri candidati, Fico scommette su una narrazione diversa: non quella dell’assistenzialismo o del consenso elettorale, ma quella di una Campania produttiva, equa e moderna, capace di competere senza rinunciare ai propri valori sociali.

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