Vincenzo De Luca e Roberto Fico
Vincenzo De Luca e Roberto Fico

15 Ottobre 2025

Angela Capasso

Regionali Campania, Fico rilancia la funivia del Faito e le spiagge: “La nostra è una coalizione forte”. De Luca replica da Salerno: “Chi verrà sarà fortunato”

Elezioni Campania 2025, il candidato del centrosinistra Roberto Fico a Castellammare: “Progetto serio e coalizione forte”. De Luca risponde da Salerno: “Dieci anni di lavoro straordinario, bisogna dare continuità”.

La campagna elettorale per le Regionali Campania 2025 entra nel vivo e si fa sempre più vivace, segnata da una serie di apparizioni parallele che delineano un equilibrio complesso tra continuità e cambiamento.
Il candidato del campo progressista, Roberto Fico, ha scelto Castellammare di Stabia per il suo primo vero comizio, puntando su temi simbolici come la funivia del Faito, il ripascimento delle spiagge pubbliche e la tutela dell’acqua pubblica.
Intanto, a Salerno, il governatore uscente Vincenzo De Luca continua a difendere il lavoro del suo decennio di amministrazione, rilanciando una narrazione basata sulla “concretezza” e sulla “continuità”.
Due protagonisti che, dopo settimane di tensioni e di incontri chiarificatori, sembrano avviarsi verso una convivenza politica forzata ma inevitabile.

Fico a Castellammare: “Abbiamo una coalizione forte e un progetto serio”

Sulla terrazza affacciata sul mare di Castellammare di Stabia, Roberto Fico ha parlato per la prima volta da candidato pienamente in campo.

“Sono sicuro che vinceremo. Abbiamo una coalizione forte e un progetto serio”, ha dichiarato l’ex presidente della Camera, davanti a un pubblico composito che includeva sindaci, amministratori e sostenitori del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico.

Ad accoglierlo c’era Luigi Vicinanza, sindaco stabiese espressione del “campo più largo” — un’alleanza che va dal Pd ai 5 Stelle fino ad Azione. “Intanto abbiamo trovato il nome per le elezioni del 2027: campo stabiese”, ha scherzato Fico, strappando sorrisi.

reddito di cittadinanza regionale Campania
Roberto Fico

Spiagge pubbliche e funivia del Faito: le prime promesse

Fico ha presentato una serie di proposte concrete che parlano direttamente al territorio.
Tra queste, il finanziamento per il ripascimento delle spiagge pubbliche da San Giovanni a Teduccio fino a Castellammare e il rilancio della funivia del Monte Faito, infrastruttura simbolo del turismo vesuviano ma da anni penalizzata da chiusure e carenze gestionali.
“Abbiamo già previsto di lavorare per riportare il Faito al centro di una mobilità turistica sostenibile – ha affermato Fico – e per restituire ai cittadini spiagge accessibili e libere, non privatizzate”.

Accanto a lui, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che lo ha incalzato proprio sulla funivia. “È una promessa che manterremo – ha risposto Fico – perché serve a valorizzare il territorio e a rilanciare il turismo dell’area stabiese”.

“L’acqua deve restare pubblica, è una battaglia di civiltà”

Nel suo discorso, Fico ha toccato anche il tema dell’acqua pubblica, rilanciando una delle battaglie storiche del Movimento 5 Stelle.

“L’acqua è un bene comune e deve restare saldamente in mani pubbliche. È una battaglia di civiltà che porto avanti da quando il Movimento non esisteva ancora”, ha detto, in apparente contrasto con la visione più “amministrativa” deluchiana, che negli ultimi anni ha privilegiato la gestione tecnica delle risorse idriche.

Un riferimento diretto alle recenti polemiche sulla governance degli enti idrici campani e al ruolo del Pd nella gestione del settore.

Fico: “Campagna elettorale di ascolto, non di grandi piazze”

Il candidato progressista ha poi chiarito il tono della sua campagna elettorale: meno spettacolo, più dialogo.

“La mia non sarà una campagna di grandi piazze, ma di ascolto. Dobbiamo essere in connessione con i cittadini. Il servizio pubblico è una responsabilità, non una carriera. Noi siamo al servizio delle istituzioni e dei cittadini per un tempo limitato”, ha affermato Fico.

L’obiettivo è anche contrastare l’astensionismo, che nelle ultime tornate elettorali ha superato il 50%.

“Dobbiamo convincere chi non vota più che partecipare è un atto di fiducia nel futuro”, ha aggiunto, definendo la sua corsa “una sfida di legalità, etica e ascolto”.

De Luca da Salerno: “Bisogna dare continuità al lavoro straordinario di questi anni”

Mentre Fico parlava ai cittadini stabiesi, Vincenzo De Luca era a Salerno, dove ha partecipato a un incontro con amministratori locali.
Nel suo intervento, il governatore ha ribadito il messaggio chiave della sua narrativa politica: la continuità.

“Abbiamo dieci anni di un lavoro straordinario che deve essere completato. Bisogna dare continuità e fare anche cose nuove, ma partendo da questo lavoro”, ha dichiarato.

Il governatore uscente ha elencato le principali opere avviate durante i suoi mandati: i dieci nuovi ospedali in corso di realizzazione, il piano per l’autonomia idrica regionale, il nuovo asse di collegamento tangenziale con l’area ospedaliera dei Colli, e il progetto Afragola-Stazione Centrale per migliorare l’interconnessione ferroviaria.

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Le convergenze sui trasporti e la Circumvesuviana

Paradossalmente, uno dei punti di maggiore convergenza tra i due è proprio il trasporto pubblico locale.
De Luca ha sottolineato che “il 95% dei problemi del trasporto regionale è stato risolto”, ma ha ammesso che “resta la criticità della Circumvesuviana”.
Fico, dal canto suo, ha promesso un impegno diretto: “Dobbiamo lavorare sulla Circumvesuviana, una ferita aperta per migliaia di pendolari”.

Un terreno comune che potrebbe rappresentare un raro punto di incontro tra il pragmatismo deluchiano e l’approccio riformista di Fico.

La convivenza forzata nel campo progressista

Dopo settimane di tensioni, culminate nell’incontro a Palazzo Santa Lucia, i due leader sembrano aver trovato una forma di coabitazione politica.
Fico non ha nascosto le differenze:

“È stato un incontro costruttivo, ma su alcune tematiche siamo in disaccordo. È ovvio che ci siano differenze, come anche polemiche”.

Al centro della disputa restano due questioni:

  • la lista “A Testa Alta con De Luca”, che Fico vorrebbe depurare dal riferimento diretto al governatore;
  • e il “Faro”, il progetto da oltre 400 milioni di euro per la nuova sede della Regione, su cui il candidato progressista ha commentato con prudenza: “Vedremo, un pezzo alla volta”.

De Luca torna a parlare da sindaco di Salerno

Mentre Fico punta a Palazzo Santa Lucia, De Luca sembra già guardare oltre.
Nella sua città, Salerno, è tornato a parlare da amministratore locale:

“Dobbiamo riprendere in mano la città, perché c’è un po’ di sbracamento, un po’ di carnevale che deve essere ricondotto nei limiti del vivere civile”, ha detto.
Ha poi annunciato una visita di controllo al quartiere Carmine, dove – ha spiegato – “si è creato un piccolo accampamento che provoca risse e aggressioni”.

Un discorso che ha riportato molti osservatori a immaginarlo di nuovo nelle vesti di sindaco di Salerno, un ruolo che per anni ha rappresentato il suo marchio politico più autentico.

Due linguaggi diversi per la stessa platea elettorale

Fico e De Luca rappresentano due modi diversi di parlare alla stessa platea.
Il primo costruisce il proprio consenso sull’etica pubblica e sul dialogo civico; il secondo sulla gestione e sulla concretezza dei risultati.
Entrambi, però, puntano a intercettare l’elettorato moderato e civico, decisivo in una regione in cui le tradizionali appartenenze politiche si stanno sfaldando.

La sfida del campo progressista sarà proprio quella di tenere insieme due culture politiche differenti: quella movimentista dei Cinque Stelle e quella amministrativa del deluchismo, senza alienarsi i voti del Pd tradizionale.

Le elezioni del 23 e 24 novembre 2025 si annunciano come una delle tornate più incerte e strategiche degli ultimi anni.
Da una parte, Roberto Fico cerca di dare al campo progressista un volto nuovo, più partecipativo e meno polarizzato; dall’altra, Vincenzo De Luca rivendica il suo decennio di governo e invita alla continuità.
La sensazione è che la convivenza forzata tra i due sia destinata a durare almeno fino al voto — o, se il risultato lo consentirà, anche oltre.

Intanto, in Campania, le piazze tornano a riempirsi, le promesse si moltiplicano e il clima politico si fa ogni giorno più acceso.
Il 24 novembre non si deciderà solo il futuro della Regione, ma anche l’equilibrio interno del centrosinistra nazionale, che proprio a Napoli sta cercando la formula del suo rilancio.

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