Bonus auto elettriche 2025
Requisiti, ISEE, rottamazione e procedura per ottenere gli incentivi 2025

15 Ottobre 2025

Redazione il Campano

Bonus auto elettriche, rinviato il click day: ecco la nuova data

Bonus elettrico 2025, rinvio all’ultimo momento per l’apertura della piattaforma, resta l’incertezza sulla nuova data. La comunicazione della Sogei e le ultime novità.

L’atteso click day per accedere agli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, previsto inizialmente per il 15 ottobre 2025, è rinviato a data da destinarsi. La piattaforma gestita da Sogei, su incarico dei Ministeri competenti, non sarà attiva nei termini previsti, lasciando cittadini, imprese e concessionari in attesa di certezze. Gli operatori che già avevano completato l’accreditamento sono stati informati del rinvio tramite comunicazioni ufficiali, ma al momento non è stata resa nota una nuova data certa. Alcune fonti indicano il 21 ottobre 2025 come ipotesi plausibile per il nuovo click day, ma nessuna conferma è ancora giunta dai ministeri incaricati.

Bonus
Rinviato l’accesso al voucher

Non è stata ancora stabilita la data di apertura della piattaforma per l’accesso ai beneficiari“, con questa breve comunicazione, alle ore 12.37 della giornata di ieri, la Sogei fa sapere di aver rinviato il click day. Inoltre, si legge nell’aggiornamento: “La data di apertura verrà comunicata successivamente nella sezione «Bandi e avvisi» del sito istituzionale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Al fine di effettuare la registrazione non dovrà essere allegato alcun documento sul sito, l’autocertificazione a cui si fa riferimento è già all’interno della piattaforma sotto forma di from da compilare“. Si è ipotizzato che uno dei motivi dietro lo slittamento potrebbe essere legato a ritardi nell’allineamento delle linee guida relative alle Aree Urbane Funzionali (FUA), che costituiscono un requisito imprescindibile per accedere agli incentivi.

Bonus auto elettriche 2025: importi, destinatari e condizioni

Nonostante il rinvio, il nuovo Ecobonus auto elettriche 2025 rimane una misura di forte impatto: si prevede che chi ha un ISEE fino a 30.000 euro potrà ottenere un incentivo fino a 11.000 euro, mentre per fasce più alte il contributo scenderà a 9.000 euro. Per poter beneficiare dell’incentivo, gli acquirenti dovranno rottamare un veicolo con classe Euro 5 o inferiore, posseduto da almeno 6 mesi, e mantenere il nuovo veicolo elettrico per almeno 24 mesi. Inoltre, per accedere al bonus occorre risiedere – o avere sede legale nel caso delle imprese – nella FUA di riferimento.

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I requisiti per accedere al bonus

I veicoli incentivabili sono quelli di categoria M1 (auto elettriche per uso passeggeri). Il regolamento stabilisce anche un prezzo massimo di listino per i modelli inclusi nel bonus, escludendo gli optional dal conteggio del limite. La misura copre un arco temporale fino al 30 giugno 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse stanziate. Quando la piattaforma diventerà operativa, i soggetti beneficiari dovranno registrarsi, mentre i concessionari accreditati saranno responsabili di validare le pratiche entro 30 giorni e inviare il veicolo usato a demolizione.

Incentivo rinviato e nuova data

Il rinvio del click day rappresenta un rallentamento non indifferente nel processo di incentivi all’elettrico. Molti cittadini avevano già predisposto acquisti basandosi sulla data del 15 ottobre e ora devono restare nell’incertezza. Le case automobilistiche e i concessionari, dal canto loro, dovranno rivedere i piani commerciali e le strategie promozionali in funzione delle nuove tempistiche. Dal punto di vista politico e comunicativo, resta fondamentale che il governo garantisca chiarezza e affidabilità nella fase operativa, altrimenti il rischio è la perdita di credibilità per una misura che punta a rilanciare il mercato e la mobilità sostenibile. Il 21 ottobre è oggi citato come possibile nuova partenza, ma solo un decreto ufficiale potrà sciogliere i dubbi e dare il via libera effettivo alle procedure.

In un momento in cui la transizione verso veicoli a zero emissioni è considerata strategica, ogni ritardo o incertezza può pesare sia sui conti del settore che sulla fiducia dei cittadini. L’elettrico non può permettersi esitazioni: serve un avvio concreto e ben gestito. Ma quello legato al mondo dell’elettrico non è l’unico bonus al quale possono fare riferimento i cittadini campani.

Un tassello del piano nazionale per la mobilità sostenibile

Il bonus auto elettriche 2025 si inserisce nel più ampio disegno di politiche per la decarbonizzazione dei trasporti previsto dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e sostenuto dal PNRR. L’obiettivo è ambizioso: raggiungere entro il 2030 un parco circolante con almeno 6 milioni di veicoli a basse emissioni, riducendo drasticamente le emissioni di CO₂ del comparto. L’Italia, tuttavia, è ancora indietro rispetto a molti Paesi europei: secondo i dati dell’ACEA, solo il 4% delle nuove immatricolazioni nel 2024 ha riguardato auto completamente elettriche, a fronte del 16% in Germania e del 18% nei Paesi Bassi.

In questo scenario, il nuovo Ecobonus rappresenta uno strumento cruciale per colmare il divario e incentivare la domanda interna, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno dove il rinnovo del parco auto è più lento e l’età media dei veicoli supera i 12 anni.

Confronto con gli incentivi precedenti

Rispetto alle versioni precedenti dell’Ecobonus, il piano 2025 introduce alcune differenze sostanziali: una maggiore attenzione all’equità sociale attraverso la soglia ISEE, il vincolo territoriale legato alle FUA e una procedura digitalizzata più rigorosa, affidata interamente alla piattaforma Sogei. Tuttavia, proprio questi elementi, pensati per garantire trasparenza e tracciabilità, potrebbero aver generato i ritardi tecnici che hanno spinto al rinvio del click day.

Le edizioni passate del bonus avevano già registrato un esaurimento quasi immediato delle risorse: nel 2023, ad esempio, i fondi per le auto elettriche furono esauriti in meno di 24 ore. È quindi probabile che anche quest’anno si assisterà a una corsa contro il tempo, una volta riaperta la piattaforma.

Le reazioni del settore e delle associazioni

La notizia del rinvio ha suscitato reazioni contrastanti. Le associazioni dei consumatori, come Codacons e Altroconsumo, chiedono “chiarezza immediata” e una data certa di apertura, denunciando che l’incertezza crea danni economici per chi ha già ordinato il veicolo confidando nella disponibilità dell’incentivo. Le associazioni di categoria dei concessionari, invece, parlano di “una frenata inattesa” che potrebbe rallentare le vendite di ottobre e novembre, mesi cruciali per la chiusura dell’anno fiscale.

Anche le principali case automobilistiche stanno osservando la situazione con cautela: molte avevano programmato campagne promozionali legate proprio alla partenza del bonus. L’assenza di una tempistica chiara rischia ora di creare una congestione di richieste tutte concentrate nella stessa settimana, quando il portale sarà operativo.

Focus Campania: un’occasione strategica per il Sud

Per la Campania e per il Mezzogiorno, il bonus auto elettriche rappresenta un’occasione concreta per accelerare la transizione ecologica. Nella regione, infatti, secondo i dati ACI, il 48% delle vetture circolanti è ancora Euro 4 o inferiore. Napoli, Salerno e Caserta figurano tra le province con i livelli più alti di inquinamento atmosferico, e l’introduzione di auto elettriche potrebbe contribuire a ridurre le emissioni urbane e migliorare la qualità dell’aria.

Inoltre, l’attivazione delle FUA campane, da Napoli a Benevento, consentirebbe di orientare parte delle risorse anche verso piccole e medie imprese locali impegnate nella filiera dell’elettrico, dai punti di ricarica alla logistica verde. Tuttavia, finché la piattaforma non sarà attiva, l’impatto resta sulla carta.

Serve una gestione trasparente e rapida

Il rinvio del bonus elettrico 2025 evidenzia la complessità di una misura che, pur essendo centrale per la politica industriale italiana, continua a scontrarsi con lentezze burocratiche e problemi tecnici. Una nuova data certa per il click day è attesa a breve, ma la credibilità del programma dipenderà dalla capacità delle istituzioni di garantire una comunicazione chiara, procedure fluide e tempi certi. Il mercato attende risposte e i cittadini meritano certezze: la transizione energetica non può permettersi altri rinvii.

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