Spiritilli teatro Napoli
Raimondi porta in scena l'opera di Moscato al teatro di Napoli
📍 Napoli

14 Ottobre 2025

Redazione il Campano

“Spiritilli e altri movimenti”: il sogno di Moscato al teatro Piccolo Bellini di Napoli

Tra favola, mito e memoria, il regista Costantino Raimondi questa sera riporta in scena i testi di Enzo Moscato trasformando il palco del Teatro Piccolo Bellini in un viaggio poetico tra sacro e profano. Un teatro che si fa gesto, corpo e linguaggio, dove Napoli diventa ancora una volta città dell’anima.

C’è una Napoli che vive tra sogno e ricordo, dove la lingua si fa corpo e la memoria si trasforma in teatro. È la Napoli che torna a respirare questa sera, alle 21, sul palco del Teatro Piccolo Bellini, con “Spiritilli e altri movimenti”, lo spettacolo diretto da Costantino Raimondi e dedicato all’universo poetico di Enzo Moscato.

“Spiritilli”, il progetto di Raimondi al teatro Piccolo Bellini

Il progetto unisce tre testi del celebre drammaturgo partenopeo – Spiritilli (1982), Guerra di religione (1989) e Trompe l’oeil (2004) – in un’unica esperienza scenica. In scena, cinque interpreti che si muovono tra reale e immaginario. Si tratta di Annalisa Arbolino, Liliana Castiello, Carlo Geltrude, Michele Ferrantino e Fiorenza Raimondi. Per Costantino Raimondi, si tratta di un ritorno a un mondo che conosce bene. Dopo Aquarium Ardent, messo in scena tra il 2004 e il 2006 in Francia, il regista riabbraccia Moscato con la stessa curiosità di allora, ma con una maturità nuova. «Con Spiritilli e altri movimenti – spiega – torno a un autore che considero un compagno di viaggio nell’animo. La sua scrittura non è solo testo: è corpo, gesto, respiro, un teatro che si sente sulla pelle».

Lo spettacolo è, in fondo, un racconto a più voci, dove le parole si intrecciano ai movimenti, e i movimenti diventano pensiero. Spiritilli, che dà il titolo all’intero progetto, è una favola sospesa tra ironia e mistero. Narra le vicende di Nannina, Totore e Tittinella, una giovane famiglia alla ricerca di una casa. Ma la casa, nel mondo di Moscato, è anche metafora. Un luogo abitato da “presenze buone, bonarie o malefiche”, un crocevia tra mondo visibile e invisibile.

opera di Enzo Moscato in scena
Raimondi porta in scena la trilogia di Enzo Moscato

«Il racconto – continua Raimondi – è un momento di affabulazione, un ritornare bambini. È la fascinazione della favola classica, ma filtrata attraverso le credenze popolari, le leggende che hanno cresciuto generazioni intere». Gli “altri movimenti”, Trompe l’oeil e Guerra di religione, si inseriscono come due variazioni sul tema: visioni oniriche, intrise di sacro e profano. Dove il confine tra vita e sogno si assottiglia fino a svanire. Sono testi che parlano di desiderio, fede, violenza, e di quella tensione continua tra partire e restare, tra la paura del cambiamento e il bisogno di appartenere.

Raimondi traduce tutto questo in una regia fisica, che privilegia il corpo come linguaggio primario. «Ho sempre usato un codice che parte dal gesto – spiega –. Il corpo, prima della parola, racconta emozioni e pensieri. È lì che nasce l’immaginario collettivo, in quei movimenti obliqui, nei soffi, nei sudori». È un teatro che non si accontenta di essere visto, ma pretende di essere vissuto. Non è un caso che Enzo Moscato venga descritto dal regista come “un visionario e viaggiatore instancabile dell’animo-mito”. «Enzo – dice Raimondi – è un poeta in continuo movimento, senza mezze misure. Nelle sue opere si percepisce il piacere fisico della parola, la forza figurativa delle immagini, la musicalità del dialetto. È un autore che non si può leggere: va ascoltato, va respirato».

spiritelli a teatro
Raimondi porta in scena “Spiritilli”

La sua lingua, intrisa di memoria e dolore, restituisce una Napoli lontana dalle cartoline e dai cliché. Una città viva, spirituale, spesso contraddittoria, ma sempre sincera. Moscato racconta i suoi fantasmi e, raccontandoli, racconta anche i nostri. E Raimondi li porta in scena come fossero anime inquiete che abitano un tempo sospeso, in cui la vita quotidiana si mescola al mito, e il sacro convive con il corpo.

La riflessione sull’abitare

Lo spettacolo, nel suo impianto complessivo, diventa una riflessione sull’abitare, sull’essere presenti nel mondo e al tempo stesso altrove. Un tema, questo, su cui è intervenuto anche il Sindaco di Napoli. La Campania è una delle regioni italiane dove il peso dell’urbanizzazione si fa più evidente. Secondo i dati Svimez, il 56% dei giovani campani vive in aree a forte disagio economico, e quasi il 40% della popolazione risiede in contesti urbani dove i servizi essenziali — trasporti, scuole, sanità — non sono equamente distribuiti.

Proprio la casa che Nannina e Totore cercano è, forse, il simbolo di una condizione umana universale: la ricerca di un posto da chiamare “proprio”, un equilibrio tra il bisogno di radici e la voglia di libertà. Il pubblico del Piccolo Bellini si prepara così a un’esperienza che va oltre il semplice teatro. Spiritilli e altri movimenti è un rito di memoria, un sogno collettivo che si nutre di gesti, voci e silenzi. È la celebrazione di una drammaturgia che, a più di quarant’anni dalla sua nascita, continua a parlare con forza disarmante, capace di farci ridere, commuovere e riflettere.

In un tempo in cui la velocità rischia di consumare tutto, Raimondi e Moscato invitano a rallentare, ad ascoltare. A lasciarsi attraversare dal teatro come da una corrente invisibile. Perché, come insegnano i loro “spiritilli”, le presenze che contano davvero sono quelle che non si vedono, ma si sentono. Per tutti gli amanti dell’arte una lieta notizia: il Teatro Instabile di Napoli apre il sipario su una nuova stagione ricca di emozioni, prime assolute e grandi ritorni.

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