Dopo l’esplosione che ha ferito gravemente tre operai in un’officina di autodemolizione, il deputato PD Marco Sarracino rilancia l’urgenza di norme più stringenti, controlli e formazione. L’incidente riaccende l’allarme sicurezza sui luoghi di lavoro in Campania e in Italia.
Un boato devastante stamattina a Pomigliano d’Arco (NA): in un’officina di autodemolizioni un’esplosione ha provocato feriti gravi tra gli operai. Due di loro sono ricoverati in condizioni critiche, uno in pericolo di vita. L’episodio riaccende l’allarme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, tema rilanciato dal deputato PD Marco Sarracino, che con tono forte chiede al Governo interventi urgenti per tutelare la salute e la vita dei lavoratori.
Le parole di Sarracino
«Ancora lavoratori che lottano tra la vita e la morte solo per aver svolto il proprio lavoro. A Pomigliano lo scoppio di un serbatoio di gas in un’autodemolizione ha provocato diversi feriti, due dei quali in gravissime condizioni. Da tempo denunciamo una situazione ormai insostenibile: non si può continuare così.
Servono più sicurezza nei luoghi di lavoro, più controlli, più formazione. Ogni vita spezzata o segnata da un infortunio è una sconfitta per tutto il Paese. Non ci stancheremo mai di chiedere al Governo e alle istituzioni competenti di intervenire con urgenza, mettendo finalmente la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori al centro delle priorità nazionali».
La dichiarazione è stata rilasciata nella giornata del 4 ottobre 2025, dopo che l’incidente ha messo in evidenza ancora una volta le fragilità della legislazione e dei sistemi di prevenzione in Italia.
Cosa sappiamo dell’incidente a Pomigliano d’Arco
Grazie alle ricostruzioni giornalistiche:
- L’esplosione è avvenuta in un’officina di autodemolizioni situata in via San Giusto, nel territorio di Pomigliano d’Arco.
- Erano in corso operazioni su un veicolo dotato di impianto GPL: l’apertura del vano bagagliaio poco prima avrebbe innescato la deflagrazione.
- I tre operai coinvolti sono di nazionalità ucraina. Due, di età 29 e 31 anni, sono ricoverati con ustioni gravi all’ospedale Cardarelli di Napoli; uno dei due è in pericolo di vita, l’altro è in prognosi riservata.
- Il terzo operaio, 39 anni, ha subito lesioni meno gravi ed è stato trasportato all’ospedale del Mare per accertamenti.
- Le indagini sono già state avviate da Carabinieri e Vigili del Fuoco per chiarire cause e dinamica (bombola non vuota, malfunzionamento dell’impianto GPL, errori nelle procedure di sicurezza).
Questo episodio si aggiunge al composito quadro di incidenti sul lavoro che continuano a segnare in negativo la cronaca italiana, con troppe vittime e infortuni gravi ogni anno.

Il contesto nazionale della sicurezza sul lavoro
L’Italia ha una normativa piuttosto complessa in materia (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche). Tuttavia, più volte si è messa in luce la distanza tra le norme e la loro applicazione concreta, soprattutto nelle microimprese, nei settori a rischio e nelle attività di manutenzione, edilizia, officine e produzione.
Tra le criticità principali:
- scarso controllo e vigilanza da parte delle autorità competenti (ASL, INAIL, ispettorati del lavoro);
- incompletezza o assenza di formazione per i lavoratori e i datori di lavoro;
- appalti e subappalti che comprimono i costi e spesso sacrificano gli standard di sicurezza;
- uso di attrezzature obsolete o mal mantenute, specialmente negli ambienti operativi a rischio gas, esplosioni, chimici;
- precarietà del lavoro, che genera ritmi pressanti, turni, mancanza di risorse per dotazioni di sicurezza.
Sempre più spesso, i deputati, sindacati e associazioni chiedono misure supplementari: maggiori controlli a tappeto, incentivi per le imprese che rispettano le norme, revisione delle pene per reati in materia di responsabilità colpose nei luoghi di lavoro.
Le richieste possibili: cosa può fare il Governo
Partendo dalle parole di Sarracino e dagli scenari attuali, alcune misure urgenti possibili:
- Controlli straordinari e ispettorati rafforzati nei settori a rischio GPL, demolizioni, officine, industrie leggere.
- Formazione obbligatoria e aggiornata per lavoratori e dirigenti con verifica periodica.
- Incentivi e sgravi per aziende che adottano sistemi di sicurezza avanzati (monitoraggio, sistemi anti-incendio, sensori gas).
- Revisione delle pene per le violazioni gravi: infortuni mortali devono avere una risposta giudiziaria efficace.
- Protocollo nazionale su esplosioni da GPL / impianti di auto: check obbligatori prima di demolire un veicolo.
- Fondi statali per adeguamenti, specie nelle aziende con limiti strutturali.
- Task force straordinaria nel Sud, dove il tasso di infortuni è spesso più alto, per ridurre il divario territoriale.
L’incidente di Pomigliano d’Arco, con tre operai gravemente feriti, è un monito che torna a scuotere la coscienza del Paese. Le parole di Marco Sarracino (PD) non sono semplicemente un appello politicamente utile, ma un richiamo urgente: la sicurezza sul lavoro non è un optional, ma una responsabilità collettiva.
Serve che il Governo e le istituzioni intervengano con serietà, rapidità e concretezza, trasformando tragedie potenziali in regole rispettate. Perché ogni vita spezzata non possa mai diventare normale, né l’indignazione un rituale vuoto.


