Con l’arrivo dell’autunno 2025, per molte famiglie italiane arriva una novità positiva sul fronte dei sostegni economici. L’assegno unico 2025 aumento interessa migliaia di nuclei con figli a carico: si tratta di una maggiorazione mensile fino a 34,40 euro che può essere richiesta all’INPS, ma che non viene riconosciuta in automatico.
Scopriamo nel dettaglio chi ha diritto, come funziona e quali sono i casi pratici.
Cos’è l’assegno unico 2025 e come funziona
L’assegno unico universale è la misura che dal 2022 ha sostituito diverse agevolazioni familiari. Spetta a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni, senza limiti di età per i figli con disabilità.
L’importo varia in base a:
- ISEE: più basso è l’indicatore, più alto l’importo.
- Numero dei figli: cresce con l’aumentare dei componenti a carico.
- Età dei figli: importo più alto per i minori di 18 anni.
- Condizioni particolari: maggiorazioni per figli disabili, madri under 21 e famiglie numerose.
Assegno unico 2025 aumento: la novità di ottobre
Tra le maggiorazioni previste, c’è quella destinata alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano.
- L’importo aggiuntivo arriva fino a 34,40 euro al mese per figlio.
- Si somma alla quota base già calcolata dall’INPS.
- Non è riconosciuto in automatico: serve una specifica autodichiarazione.
Chi può ottenere la maggiorazione
La maggiorazione dell’assegno unico 2025 aumento può essere richiesta in diversi casi:
- entrambi i genitori iniziano o riprendono a lavorare a ottobre 2025;
- uno dei due genitori riprende un lavoro, mentre l’altro già era occupato;
- famiglie con lavoratori stagionali che tornano in servizio;
- insegnanti con contratto a tempo determinato che riprendono le lezioni;
- disoccupati che trovano nuova occupazione.
In tutte queste ipotesi, la famiglia acquisisce il diritto all’aumento perché entrambi i genitori risultano percettori di reddito.
Come richiedere l’aumento dell’assegno unico 2025
La procedura è semplice ma va attivata dal cittadino:
- Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS.
- Entrare nella sezione dedicata all’assegno unico universale.
- Compilare la dichiarazione sullo stato occupazionale dei genitori.
- Salvare e inviare la richiesta.
Senza questa comunicazione, anche se si hanno i requisiti, l’aumento non viene applicato.

Esempi pratici di aumento
- Una coppia con due figli a carico e ISEE di 20.000 euro percepisce 180 euro al mese per figlio. Se entrambi lavorano, l’importo sale a 214,40 euro a figlio.
- Una famiglia con tre figli e un genitore stagionale che torna al lavoro a ottobre può ottenere oltre 100 euro in più al mese di assegno unico.
Perché si parla di aumento “nascosto”
Molti non sanno di avere diritto a questa maggiorazione perché l’INPS non la riconosce automaticamente. Serve un’azione attiva della famiglia, che deve segnalare la condizione lavorativa di entrambi i genitori.
Per questo motivo viene definito un aumento nascosto: esiste, ma rischia di andare perso senza consapevolezza e corretta domanda.
Consigli pratici per non perdere l’aumento
- Verificare regolarmente lo stato della propria domanda di assegno unico.
- Aggiornare l’ISEE se cambiano le condizioni economiche.
- Segnalare subito eventuali variazioni lavorative di uno o entrambi i genitori.
- Conservare contratti e buste paga in caso di controlli.
Box FAQ sull’assegno unico 2025 aumento
Chi ha diritto all’aumento di ottobre 2025?
Le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, anche se l’occupazione inizia o riprende nello stesso mese.
Quanto vale la maggiorazione?
Fino a 34,40 euro al mese per figlio.
È automatica?
No, va richiesta con autodichiarazione all’INPS.
Serve un nuovo ISEE?
No, l’aumento dipende solo dalla condizione lavorativa dei genitori.
Quando viene erogato?
Dal mese successivo alla domanda.
Assegno unico 2025 aumento: un’opportunità da non perdere
Il bonus nascosto dell’assegno unico 2025 aumento rappresenta un sostegno importante per le famiglie italiane. Con una semplice autodichiarazione, i genitori possono incrementare l’importo mensile percepito, alleggerendo le spese per i figli.
In un contesto di inflazione e redditi fermi, non perdere questa opportunità significa dare più respiro al bilancio familiare.


