Ultimo appuntamento della suggestiva rassegna teatrale lontana dalle luci della città e dal caos
Domenica 26 luglio ultimo appuntamento con “Amleto Annascunnuto”, presso il Giardino dell’Orco di Pozzuoli, alle ore 19:00. Si conclude cosi la grande rassegna teatrale “Teatro (alla deriva) al Giardino”, giunta alla sua quindicesima edizione, con la direzione artistica di Giovanni Meola. Un insolito Shakespeare, ultimo atteso regalo al pubblico.
L’evento
Ultimo appuntamento, come anticipato con la grande rassegna estiva “Teatro (alla deriva) al Giardino”, presso il Giardino dell’Orco di Pozzuoli. La manifestazione, ideata da Ernesto Colutta, con la direzione artistica di Giovanni Meola. Domenia 26 luglio, in scena un adattamento in napoletano di “Amleto” di William Shakespeare.

Per il quarto e ultimo appuntamento, Compagnia Indipendente presenta “Amleto annascunnuto” da ‘La traggedia de Amleto, prencepe de Danemarca’ di Antonio Piccolo, per la regia di Mario Autore, che è anche in scena con Giuseppe Cerrone, Melissa Di Genova e Domenico Pinelli.
Una riscrittura in napoletano dell’Amleto che dona al testo una musicalità antica, profondamente tragica, ma anche comica. L’immaginario partenopeo (culto dei morti, superstizioni, grottesco, teatro popolare) si innesta su quello shakespeariano, tra guarattelle, farsa e sceneggiata, mantenendo però un impianto essenziale, puntando sull’evocazione più che sul realismo. La scena come spazio mentale e instabile in cui i personaggi sono forse solo fantasmi.
Lo spettacolo conclusivo
“Il quarto e ultimo appuntamento, si legge in una nota diffusa dalla stessa organizzazione – è liberamente tratto dalla traduzione in napoletano di Amleto, realizzata da Antonio Piccolo (testo pubblicato da Guida Editore qualche anno fa). A partire da questo immane lavoro, Mario Autore (già candidato ai Nastri d’Argento 2021) decide di mettere in scena solo alcune parti dell’opera, traendone fuori una drammaturgia pressoché novella, nella quale verrà coadiuvato da Melissa Di Genova, Peppe Cerrone e Domenico Pinelli. In quattro daranno vita ad una sarabanda di personaggi, travestimenti, mistificazioni, viaggi nell’interiorità umana e nelle profondità dei suoi abissi, tra commedia sfrenata e tragedia dirompente. Come sempre quando si decide di maneggiare la materia shakesperiana”.
“I quattro lavori da me scelti – spiega Giovanni Meola – per il cartellone di quest’anno sono di fatto dei veri e propri debutti assoluti, anche se in qualche caso già andati in scena in forma di anteprima o rodaggio. Si è trattato di una scelta mirata, un’altra scommessa forte che vogliamo provare a vincere assieme al nostro pubblico, come felicemente accaduto nei primi tre appuntamenti finora“.
Giovanni Meola
Grande la soddisfazione del direttore artistico dell’evento Giovanni Meola, che in una ulteriore nota ha cosi dichiarato: “Quest’anno arriviamo ad un traguardo davvero importante: i primi quindici anni di questa scommessa. E torniamo per il secondo anno in una location che lo scorso anno si è rivelata vincente sotto tutti i punti di vista“.
‘Teatro alla Deriva (al Giardino) – spiega – ha cambiato pelle, passando dalla zattera all’interno delle Terme-Stufe di Nerone alla realtà verdeggiante del Giardino dell’Orco, trasformandosi ma confermando una vicinanza col pubblico formatosi nel corso degli anni che ha del sorprendente. Rivedere tante persone che hanno accettato l’azzardo del cambio di location ha colpito me e l’intero gruppo di lavoro. Anche perché proporre gli spettacoli non più in serale ma alle 19.00, in quella fascia della giornata che ci accompagna al tramonto, con una scenografia naturale tutt’intorno che smuoverebbe i sassi, è stato travolgente per tutti noi, pubblico, organizzazione e, ovviamente, artisti”.

