Complesso storico di San Pietro ad Aram
Basilica di San Pietro ad Aram

15 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Napoli, i frati minori donano il complesso storico di San Pietro ad Aram all’Arcidiocesi: nascerà un nuovo polo per solidarietà e inclusione

Il sito monumentale sarà destinato a progetti sociali, educativi, culturali e di inclusione per persone e famiglie fragili

Il complesso monumentale di San Pietro ad Aram, uno dei luoghi storici più antichi di Napoli, entra nella disponibilità dell’Arcidiocesi partenopea. I frati minori della Provincia di Napoli hanno sottoscritto l’atto di donazione dell’intero complesso alla Chiesa di Napoli guidata dal cardinale Domenico Battaglia. La donazione riguarda la basilica con la sua cripta, l’edificio conventuale e gli spazi annessi lungo via Santa Candida e corso Umberto. Il complesso continuerà a essere abitato e animato dalla presenza dei Frati Minori, che manterranno il proprio servizio all’interno della struttura.

Il complesso di San Pietro ad Aram affidato alla Chiesa di Napoli

L’accordo segna un passaggio importante nella storia recente di San Pietro ad Aram, luogo che custodisce una significativa memoria religiosa e culturale della città. L’atto è stato sottoscritto da padre Carlo D’Amodio, in rappresentanza della Provincia di Napoli di San Pietro ad Aram dell’Ordine dei Frati Minori, e dal cardinale Domenico Battaglia per l’Arcidiocesi di Napoli.

Alla firma erano presenti anche suor Marisa Pitrella, direttrice della Caritas Napoli, Gennaro Pagano, direttore di Casa Bartimeo, e don Federico Battaglia, segretario dell’Arcidiocesi di Napoli ramo ETS. La donazione comprende l’intero compendio monumentale, inclusi gli ambienti della basilica, della cripta e gli spazi collegati. Il passaggio di proprietà è accompagnato da un vincolo preciso: il complesso dovrà essere utilizzato stabilmente per attività sociali, assistenziali, educative, culturali e di promozione dell’inclusione.

San Pietro ad Aram diventa un presidio per fragilità e inclusione

Tra gli elementi centrali del progetto c’è la continuità con il lavoro svolto attraverso Casa Bartimeo, il polo della carità della Chiesa di Napoli ospitato all’interno del complesso. Gli spazi saranno destinati prioritariamente a iniziative rivolte a persone e famiglie in condizioni di fragilità, vulnerabilità o bisogno. Le attività previste riguarderanno l’accoglienza, l’ascolto, l’accompagnamento, la formazione e il reinserimento sociale. L’obiettivo indicato dall’accordo è fare di San Pietro ad Aram un luogo in cui il patrimonio storico e religioso della città possa essere messo al servizio della comunità.

Il vincolo stabilito nell’atto di donazione riguarda anche le eventuali entrate generate dalle attività ospitate nel complesso. Le risorse dovranno essere reinvestite integralmente nel funzionamento e nello sviluppo dei progetti sociali realizzati negli spazi di San Pietro ad Aram, senza possibilità di utilizzi diversi da quelli legati alla solidarietà e alla promozione della persona.

Premio cardinale Giordano a Napoli con l'arcivescovo Domenico Battaglia
Il cardinale Mimmo Battaglia

La valorizzazione della Cripta di Santa Candida

Nel progetto di rilancio del complesso trova spazio anche la valorizzazione della Cripta di Santa Candida, destinata a diventare un punto di incontro tra tutela della memoria storica e percorsi di inclusione sociale.

Uno degli interventi previsti riguarda il coinvolgimento degli ospiti di Casa Bartimeo nelle attività di accompagnamento dei visitatori alla scoperta della cripta. Il percorso punta a favorire nuove opportunità di inserimento lavorativo e, contemporaneamente, a restituire alla città la possibilità di conoscere e frequentare un luogo di particolare valore storico e culturale. La scelta di integrare attività culturali e percorsi sociali rappresenta uno degli aspetti caratterizzanti dell’accordo tra i frati minori e l’Arcidiocesi. Il complesso di San Pietro ad Aram viene così pensato come uno spazio aperto alla cittadinanza, capace di unire conservazione del patrimonio e attenzione alle situazioni di disagio.

La presenza dei Frati Minori continuerà nel complesso napoletano

Nonostante il trasferimento della disponibilità del complesso all’Arcidiocesi, i frati minori continueranno a essere presenti a San Pietro ad Aram. L’Ordine metterà a disposizione la propria vocazione e il proprio servizio per le attività che saranno ospitate nella struttura. La collaborazione tra la comunità francescana e la Chiesa di Napoli proseguirà quindi all’interno di un progetto comune, con l’obiettivo di mantenere vivo il ruolo religioso e sociale del sito.

San Pietro ad Aram, attraverso questa nuova fase, si prepara a un utilizzo che unisce dimensione spirituale, patrimonio storico e impegno sociale, con una particolare attenzione alle persone più fragili della comunità napoletana.

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