L'intervista al consigliere regionale Davide D'Errico
L'intervista al consigliere regionale Davide D'Errico

14 Luglio 2026

Cristina Siciliano

La Campania approva all’unanimità gli assorbenti gratuiti a scuola e sfida la “Tampon Tax” del governo. D’Errico: “Basta parlare di parità una volta all’anno: applicare l’art. 3 significa abbattere la povertà mestruale”

Il Consiglio regionale vota all’unanimità il progetto pilota contro la povertà mestruale negli istituti scolastici. Il consigliere D’Errico: “Risolviamo un problema concreto a chi non arriva a fine mese”



L’imbarazzo dei maschi nei corridoi della politica si è sciolto davanti a una provocazione d’aula impossibile da ignorare: “Se il ciclo lo avessero gli uomini, gli assorbenti sarebbero già gratis”. Da questa spallata culturale del consigliere Davide D’Errico è nata la svolta bipartisan della Campania, che ha votato all’unanimità per installare distributori gratuiti di assorbenti in tutte le scuole del territorio.

Fuori dai palazzi regionali, la realtà parla di una donna su sei in Italia che vive il dramma sommerso della povertà mestruale, un vuoto che al Sud, dove i salari medi sono di 6.100 euro più bassi che altrove, si traduce in isolamento, vergogna e aule vuote.

La Campania sceglie di ripartire da lì, dai banchi delle medie e delle superiori, dove le disuguaglianze di genere iniziano a scavare i primi solchi profondi. Davide D’Errico racconta così come una battaglia di civiltà possa scardinare consuetudini secolari, sfidare le scelte fiscali del governo nazionale e trasformare la scuola nel primo vero presidio di uguaglianza del Paese.

Oltre il tabù culturale: una questione di dignità e diritti

La mozione intende sottrarre il tema del ciclo mestruale al silenzio del pudore privato, trasformandolo in un dibattito aperto sulla parità di genere e sui diritti civili all’interno delle istituzioni del Mezzogiorno.

La proposta affronta anche un problema concreto che è la cosiddetta povertà mestruale, la difficoltà delle ragazze e delle donne di acquistare quelli che sono prodotti essenziali, con conseguenze che possono incidere anche sulla scuola, sulla salute e sulla libertà personale”. Secondo il consigliere, l’approvazione unanime rappresenta un primo passo concreto per scardinare consuetudini culturali radicate e superare l’indifferenza delle classi dirigenti.

Noi parliamo di parità tra uomini e donne tendenzialmente una volta all’anno, ma poi ci sono molto pochi gesti concreti per realizzare questa parità. Allora io credo che sia molto importante che un ragazzo di 34 anni maschio tolga un po’ il tabù su questo tema. Servono gesti concreti e serve un cambiamento culturale, serve uscire dall’imbarazzo, dalla vergogna, talvolta anche dal pudore che si ha di affrontare questi temi”.

assorbenti
Immagine di repertorio

Le fragilità economiche e i divari materiali del Mezzogiorno

Nelle aree caratterizzate da maggiore vulnerabilità sociale, le spese legate alla salute biologica femminile gravano su bilanci familiari già segnati da profonde asimmetrie occupazionali e salariali rispetto al resto del Paese. “In una Regione con così tante fragilità, lei pensi che addirittura un lavoratore dipendente in Regione Campania guadagna mediamente all’anno almeno di 6.100 euro rispetto ad un altro lavoratore dipendente nel nostro Paese. In un contesto del genere, essere donna sembra quasi per qualcuno una maledizione, alzi farcela da donna in una Regione così diventa un percorso quasi eroico. Dunque è per questo che è importante dobbiamo, consenta questa battuta, adottare un po’ il principio di San Bernardo, osservare tutto, sopportare molto e correggere una cosa alla volta”.

L’iter amministrativo e il ruolo della Giunta regionale

Il voto favorevole dell’Assemblea legislativa affida ora il provvedimento alla fase esecutiva, che vedrà il coinvolgimento diretto degli assessorati regionali competenti per la mappatura dei costi e degli istituti scolastici. “La mozione è un atto di indirizzo, del cui la Giunta adesso è obbligata ad attuare questo indirizzo. Adesso quello che succede è che i due assessorati competenti, quindi l’assessorato alla scuola e quello alle varie opportunità, stanno studiando quanto costa la misura per attuarlo in tutte le scuole della regione. I tempi della burocrazia purtroppo non li posso prevedere, ovviamente il sogno sarebbe che l’anno prossimo nelle scuole della regione ci siano questi distributori automatici”.

La decisione di concentrare la prima fase sperimentale all’interno degli istituti scolastici risponde alla volontà di intervenire nel luogo primario di formazione e socializzazione dei giovani. “Credo che la categoria più fragile e più colpita e talvolta anche più silenziosa sia proprio quella delle bambine, delle ragazze, le scuole medie e superiori. Le disuguaglianze si cominciano a vedere proprio nella scuola ed è proprio lì che dobbiamo intervenire, quando le persone, i ragazzi e le ragazze sono in formazione e quindi lì possiamo cominciare a seminare dei gesti concreti di parità e di opportunità”.

L’affondo fiscale contro l’innalzamento della Tampon Tax

Il dibattito locale si intreccia inevitabilmente con le recenti scelte di politica fiscale nazionale, contestando la scelta governativa di aumentare le aliquote sui prodotti igienici essenziali. “Io credo che le cose più importanti che sarebbe opportuno fare sia innanzitutto abbassare l’Iva perché nel 2024 il governo Meloni ha alzato l’Iva da 5 al 10% per tamponi, assorbenti e pannolini io considero questa una vergogna ma soprattutto un doppio schiaffo in faccia alle donne. Io credo che questo possa essere un bel gesto nuovo, concreto che spero che l’anno prossimo si voterà diventi non solo dipartito di campagna elettorale ma soprattutto uno dei primi gesti che il nuovo governo debba fare”.

I pilastri costituzionali contro la prevaricazione sociale

Di fronte alle ironie o alle resistenze del dibattito mediatico, il provvedimento regionale rivendica la propria natura di applicazione diretta dell’articolo 3 della Carta Costituzionale. “Siamo un paese dove aumentano le disuguaglianze tra uomini e donne tra ricchi e poveri che ha bisogno di gesti concreti di cura e quindi io considero questa misura non solo una misura di parità ma se me lo consente una misura di sviluppo economico. L’articolo 3 della Costituzione dice che le persone nel nostro paese sono uguali e che lo Stato deve rimuovere tutti gli ostacoli; dunque è un nostro compito costituzionale abbattere tutti questi ostacoli inclusa la povertà mestruale naturalmente”.

Un nuovo paradigma sul modello delle democrazie europee

L’obiettivo a lungo termine è l’allineamento della Campania e dell’Italia agli standard assistenziali già consolidati in diversi paesi europei, sul piano della tutela della salute riproduttiva. “Io spero e mi auguro che la campagna sia un laboratorio politico e sociale da cui parta un modello di parità nuovo. Sapere che in Scozia gli assorbenti sono già gratuiti da diversi anni che in Spagna c’è un congedo mestruale che in Francia ci sono assorbenti è un ulteriore motivo per comparare come siamo messi noi con come sono messi loro e a volte dire ma perché non cominciamo un po’ a copiare le cose belle che si fanno altrove”.

Gli indicatori di impatto culturale per un welfare di prossimità

La valutazione dell’efficacia dello stanziamento non sarà misurata su base puramente finanziaria, bensì sul grado di benessere emotivo e sul recupero della frequenza scolastica delle giovani. “Ci dobbiamo dare almeno un paio d’anni però credo che possa essere molto importante fare una valutazione corporativa tra quanto ci è costata questa misura e quanto abbiamo recuperato in termini di persone ragazze che sono rimaste nelle aule scolastiche. Immagino che questo sia un piccolo potentissimo simbolico segnale di un modo nuovo di intendere la cura delle persone e della comunità e quindi di una regione che via via deve diventare sempre più a misura dei suoi cittadini dei più piccoli dei più poveri dei più fragili”.

L’orizzonte finale punta alla definitiva normalizzazione del servizio per eliminare le asimmetrie sistemiche, valorizzando il percorso unitario compiuto dalle forze politiche campane. “La mia speranza è che non faccia più notizia una cosa come questa la mia speranza è che sempre più uomini ne parlino soprattutto la mia speranza è che si appianino un passettino alla volta le differenze le ingiustizie che abbiamo nella nostra società. È stata una misura passata all’unanimità quindi merito a tutta la classe politica regionale di aver avuto una sensibilità importante su un tema dove non è scontato che si potesse trovare l’unanimità”.

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