Cinzia Massa
Cinzia Massa

18 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Bacoli sfida il tabù degli assorbenti, l’assessora Cinzia Massa: “Abbiamo già registrato interesse, il tema è sentito”

L’assessora: “Così trasformiamo un bisogno invisibile in una risposta pubblica concreta”

A Bacoli gli assorbenti diventano un servizio pubblico. Il Comune flegreo è il primo in Campania ad installare distributori gratuiti negli uffici comunali e nelle scuole, introducendo una misura che interviene direttamente sulla cosiddetta povertà mestruale. Non un gesto simbolico, ma una scelta amministrativa che punta ad incidere sulla quotidianità di studentesse e lavoratrici. L’iniziativa, sostenuta dal sindaco Josi Gerardo Della Ragione, si inserisce in una linea politica che riconosce gli assorbenti come beni essenziali. A parlare del progetto, che mira a contrastare la period poverty e a promuovere la parità di genere, è l’assessora Cinzia Massa, che sottolinea: “Spero che questa iniziativa ispiri altre amministrazioni. Abbiamo già registrato interesse, il tema è sentito“.

“Il ciclo non è una questione privata”

La decisione di Bacoli di installare distributori gratuiti di assorbenti nasce dalla volontà di affrontare un bisogno reale ma spesso trascurato. “La proposta nasce dall’ascolto del territorio”, afferma Massa. Il punto, chiarisce, è culturale prima ancora che economico. “Il ciclo mestruale è ancora trattato come un tabù o una questione privata. Ma quando una studentessa o una lavoratrice si trova in difficoltà, non è più un fatto individuale: diventa una questione di dignità e di accesso ai servizi”. L’intervento del Comune si muove proprio su questo confine: portare dentro le politiche pubbliche ciò che per lungo tempo è rimasto invisibile. “Abbiamo intercettato un bisogno concreto: normalizzare l’accesso a beni sanitari essenziali”, aggiunge.

Dalla dichiarazione politica all’atto amministrativo

La definizione di “scelta politica chiara”, usata dal sindaco, si traduce in un impianto amministrativo preciso. L’obiettivo è integrare la misura in una strategia più ampia su diritti e inclusione. “Considerare gli assorbenti beni di prima necessità non è uno slogan. È un atto di pari opportunità” sottolinea l’assessora. Il riferimento è alla pressione economica che questi prodotti rappresentano per molte famiglie. “La period poverty non è astratta: è una spesa ricorrente che pesa soprattutto nei contesti più fragili”. In questo senso, l’iniziativa diventa anche un dispositivo di equità: ridurre una disuguaglianza che incide sulla frequenza scolastica, sulla serenità quotidiana e, in alcuni casi, sulla partecipazione alla vita pubblica.

Come funzionano i distributori

Il progetto prevede l’installazione progressiva di distributori in edifici pubblici e scuole. L’accesso sarà gratuito e immediato. Non è un dettaglio secondario la scelta dei materiali: gli assorbenti saranno compostabili. “Siamo un Comune attento all’ambiente e plastic free”, ricorda Massa. “Abbiamo voluto tenere insieme sostenibilità e inclusione”. La gestione sarà affidata agli uffici comunali, con rifornimenti periodici e monitoraggio del servizio. I costi, secondo l’assessora, restano contenuti. “Sono assolutamente sostenibili, soprattutto se rapportati all’impatto sociale”, precisa.

Josi Gerardo Della Ragione
Josi Gerardo Della Ragione

Un segnale che guarda oltre Bacoli

L’iniziativa arriva mentre a livello nazionale resta aperto il confronto sulla tassazione dei prodotti mestruali. In questo contesto, l’esperienza locale assume anche un valore politico più ampio. “Credo che le amministrazioni locali possano e debbano dare un contributo importante nel promuovere cambiamenti culturali e politici. Spero vivamente che l’esempio di Bacoli faccia da stimolo – spiega l’assessora -. Mentre a livello nazionale si discute ancora sulla tassazione, noi territori abbiamo il dovere di dare risposte immediate alle cittadine e ai cittadini. Se iniziative come questa si diffondono, possono certamente contribuire a rafforzare il dibattito nazionale”.

Il Comune sta iniziano già i primi segnali di attenzione. “Abbiamo ricevuto curiosità e interesse da altri amministratori. È un tema che evidentemente attraversa molti territori”. La diffusione di misure simili potrebbe contribuire a spostare il baricentro del dibattito, rendendo più concreta una riforma su scala nazionale.

“Il costo vero è non intervenire” Alle critiche che parlano di misura simbolica o di spesa evitabile, l’assessora risponde ribaltando la prospettiva. “Un Comune deve occuparsi dei bisogni quotidiani delle persone. Questo è un intervento concreto, non un segnale astratto”, spiega. Il nodo, per l’amministrazione, non è quanto si spende, ma cosa si ottiene. “I costi sono limitati, il valore sociale è alto”. Da qui una definizione netta del ruolo pubblico. “Amministrare significa mettere al centro dignità, inclusione e qualità dei servizi. Investire in parità non è mai una spesa, ma un guadagno in termini di coesione sociale e rispetto della persona”, conclude l’assessora.

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