Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata

14 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Sub trovato morto nelle acque di Marina di Puolo: disposta l’autopsia, due ipotesi al vaglio degli investigatori

L’esame autoptico dovrà chiarire l’origine delle ferite alla testa del sub 54enne e accertare se il decesso sia stato causato da un incidente in mare o da un malore

La Procura di Torre Annunziata ha disposto l’autopsia sul corpo di Luigi Belardo, il sub di 54 anni trovato morto nelle acque di Marina di Puolo, nel territorio di Massa Lubrense, lungo la Costiera sorrentina. Inoltre, l’esame medico-legale sarà determinante per ricostruire con precisione quanto accaduto durante l’immersione. Esso dovrà chiarire l’origine delle lesioni riscontrate alla testa. L’uomo, residente a Ravenna ma originario della Campania, stava partecipando a un’immersione autorizzata insieme ad altri subacquei. In quel momento, per cause ancora in corso di accertamento, è scomparso sott’acqua. Dopo l’allarme lanciato dai compagni, il corpo è stato recuperato a circa 30 metri di profondità.

La ricostruzione dell’incidente

La tragedia si è consumata nella giornata di domenica nelle acque di Marina di Puolo, uno dei tratti di costa più frequentati della penisola sorrentina, soprattutto durante il periodo estivo. Secondo quanto emerso finora, il gruppo di sub stava svolgendo un’immersione regolarmente autorizzata e la loro presenza era segnalata in superficie dall’apposita boa prevista dalle norme di sicurezza. Tuttavia, nel corso dell’attività, Luigi Belardo è stato perso di vista dagli altri componenti del gruppo. Resisi conto della sua assenza, i compagni hanno immediatamente dato l’allarme. In questo modo, sono scattate le operazioni di ricerca.

Le ricerche subacquee hanno consentito di localizzare il corpo dell’uomo a circa 30 metri di profondità. Una volta recuperata la salma, sono state riscontrate alcune ferite alla testa che rappresentano uno degli elementi centrali dell’indagine avviata dalla Procura.

L’ipotesi dell’impatto con l’elica di un’imbarcazione

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è quella di un possibile impatto con l’elica di un natante. Secondo questa ricostruzione, ancora tutta da verificare, il sub potrebbe essere riemerso in superficie durante l’immersione. Inoltre, sarebbe stato colpito da un’imbarcazione transitata troppo vicino alla costa, oltrepassando le distanze di sicurezza previste dalla normativa. L’incidente si è verificato in una domenica caratterizzata da un intenso traffico di imbarcazioni lungo la Costiera sorrentina. Questa circostanza è ora oggetto di valutazione da parte degli inquirenti nell’ambito degli accertamenti. Al momento, tuttavia, non risultano conferme definitive su questa dinamica. Pertanto, saranno gli esami tecnici e medico-legali a stabilire se le lesioni siano compatibili con l’impatto provocato da un’elica.

sub
immagine di repertorio

Non escluso un malore durante l’immersione

Accanto alla prima ipotesi, gli investigatori stanno valutando anche un secondo possibile scenario. Luigi Belardo potrebbe essere stato colto da un malore mentre si trovava sott’acqua, perdendo il controllo durante l’immersione. In questa eventualità, le ferite alla testa potrebbero essere state provocate da un successivo urto contro gli scogli presenti nell’area. In questo caso non ci sarebbe alcun coinvolgimento di altre imbarcazioni. Anche questa ricostruzione resta al momento priva di conferme. Perciò sarà sottoposta alle verifiche disposte dall’autorità giudiziaria.

L’autopsia sarà decisiva per chiarire le cause del decesso

L’autopsia rappresenta ora il principale strumento investigativo per ricostruire gli ultimi istanti di vita del sub. L’esame dovrà accertare se le ferite alla testa siano state la causa diretta della morte. Oppure dovrà verificare se il decesso sia avvenuto per annegamento o in conseguenza di un improvviso problema di salute. Gli accertamenti dovranno inoltre stabilire la natura delle lesioni. Infine, dovranno verificare se siano compatibili con un impatto contro l’elica di un’imbarcazione oppure con una collisione contro gli scogli.

Fino all’esito degli esami medico-legali, nessuna delle ipotesi formulate dagli investigatori può essere considerata definitiva. L’inchiesta della Procura di Torre Annunziata prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda. Così si potrà ricostruire con precisione la dinamica della tragedia che ha colpito la Costiera sorrentina.

Lascia un commento