La proposta approda in Consiglio regionale e punta a creare un organismo tecnico-scientifico per monitorare lo sviluppo dell’IA sul territorio
La Campania avvia il percorso per dotarsi di una propria disciplina sull’intelligenza artificiale. In Consiglio regionale è arrivata una proposta di legge che definisce principi per l’utilizzo dell’IA e istituisce l’Osservatorio Regionale per l’Intelligenza Artificiale della Campania, denominato Oriac. L’organismo avrà il compito di analizzare gli effetti delle nuove tecnologie, favorire ricerca e formazione e formulare proposte, senza però avere poteri di controllo o sanzionatori. La proposta è stata sottoscritta dall’intero gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale.
La Campania segue Toscana e Puglia nella regolazione dell’intelligenza artificiale
Dopo le iniziative avviate da Toscana e Puglia, anche la Campania sceglie di intervenire sul tema dell’intelligenza artificiale. Individua uno spazio di competenza regionale all’interno del quadro normativo nazionale ed europeo.
La proposta di legge nasce dall’esigenza di accompagnare la diffusione dell’IA nei settori strategici del territorio: ricerca scientifica, pubblica amministrazione, formazione professionale e sistema produttivo. L’obiettivo dichiarato è costruire uno strumento di conoscenza e coordinamento capace di osservare l’impatto delle tecnologie emergenti. Il testo è stato firmato dai consiglieri regionali del Partito Democratico Franco Picarone, Francesca Amirante, Bruna Fiola, Salvatore Madonna, Massimiliano Manfredi, Corrado Matera, Maurizio Petracca, Loredana Raia, Giorgio Zinno e Marco Villano.
La proposta individua nell’intelligenza artificiale una tecnologia destinata a incidere profondamente sui processi economici e sociali. Affida alla Regione un ruolo di accompagnamento, in particolare attraverso attività di monitoraggio e promozione della conoscenza.

ORIAC, un osservatorio tecnico senza poteri di vigilanza
Il cuore della proposta è la nascita dell’Osservatorio Regionale per l’Intelligenza Artificiale della Campania, previsto dall’articolo 4 del testo e collocato presso il Consiglio regionale. La scelta di affidarlo all’Assemblea legislativa, e non alla Giunta, viene motivata nella relazione illustrativa come una valorizzazione del ruolo del Consiglio regionale nella governance tecnologica. L’Oriac viene definito un organismo tecnico-scientifico permanente. È dotato di autonomia funzionale ma privo di personalità giuridica autonoma.
Tra i suoi compiti figurano il monitoraggio degli sviluppi dell’intelligenza artificiale, lo studio degli impatti sociali ed economici, la formulazione di pareri e proposte non vincolanti, la promozione della ricerca e la raccolta di segnalazioni. Il testo chiarisce anche i limiti dell’organismo. L’ORIAC non avrà funzioni di vigilanza, controllo, certificazione obbligatoria, accertamento di illeciti o applicazione di sanzioni. Questi compiti resteranno attribuiti alle autorità europee, statali e agli organismi indipendenti competenti. Un altro elemento previsto dalla proposta riguarda la gratuità degli incarichi. L’articolo 6 stabilisce infatti che presidente e componenti dell’Osservatorio non riceveranno compensi, gettoni di presenza o rimborsi spese.
Per il funzionamento dell’organismo è previsto un fondo regionale da 200mila euro annui per il triennio 2026-2028. La somma comprende 165mila euro destinati alle attività dell’Osservatorio e 35mila euro per la realizzazione del portale istituzionale.
Un ruolo centrale per università e ricerca campane
La struttura dell’ORIAC prevede tre organismi principali: un presidente, un Consiglio Scientifico e un Tavolo di raccordo istituzionale e territoriale. Il presidente sarà nominato dal presidente del Consiglio regionale tra personalità considerate di alta qualificazione scientifica. Il Consiglio Scientifico sarà composto da undici membri oltre al presidente. Inoltre, ci sarà una presenza significativa del mondo accademico: almeno sei componenti dovranno essere docenti, ricercatori o esperti appartenenti stabilmente a università o enti di ricerca con sede in Campania. Nel Tavolo di raccordo, con funzioni consultive, sono previsti rappresentanti di realtà come il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Confindustria Campania.
La composizione prevista riflette un’impostazione fortemente orientata alla ricerca scientifica. Tra le competenze richieste ai membri del Consiglio Scientifico vengono indicate aree come machine learning, intelligenza artificiale generativa, IA simbolica, IA neuro-simbolica, sistemi multi-agente, Agentic AI e Green AI. La proposta sottolinea quindi la volontà di non limitare il dibattito alla sola intelligenza artificiale generativa. Al contrario, intende considerare l’intero panorama degli approcci tecnologici oggi in sviluppo.
Intelligenza artificiale come bene comune e tutela delle decisioni pubbliche
Tra gli aspetti più rilevanti del testo c’è il riferimento all’intelligenza artificiale come possibile bene comune e alla necessità di valutarne gli effetti sulla società. All’Osservatorio viene affidato anche il compito di analizzare le conseguenze dell’automazione sul lavoro e sulle condizioni occupazionali. Ha la possibilità di proporre alla Giunta regionale interventi dedicati alla formazione, alla riqualificazione professionale e alla gestione dei cambiamenti prodotti dall’innovazione tecnologica.
Un altro punto riguarda il rapporto tra Intelligenza artificiale e pubblica amministrazione. L’articolo 10 stabilisce che le decisioni amministrative capaci di incidere su diritti soggettivi, interessi legittimi o accesso a prestazioni sociali, sanitarie o lavorative non possano essere assunte esclusivamente attraverso sistemi automatizzati.
La norma prevede che debba essere garantita una revisione da parte di un funzionario responsabile e identificabile, al quale spetterà la decisione finale. Si tratta del principio definito “human in the loop”, cioè della presenza di un controllo umano nei processi decisionali automatizzati. La proposta regionale si inserisce così nel quadro più ampio delle regole sull’intelligenza artificiale già delineate a livello europeo e nazionale. Ha l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo della tecnologia mantenendo centrale il ruolo delle persone nelle decisioni che producono effetti concreti sulla vita dei cittadini.


