Venerdì 3 ottobre 2025, alle ore 20, la Sala del Cenacolo del Complesso di San Michele ospita il concerto “Il Genio e l’infinito. Mozart e Salieri. Leggenda e verità”. L’evento chiude la rassegna “San Michele in Musica”, promossa dall’Associazione Gestione Musica in collaborazione con la Fondazione Carisal. Il progetto unisce ascolto, storia e gusto, grazie a un programma raffinato e a una degustazione dedicata alle eccellenze del territorio.
Il filo conduttore della serata è il rapporto tra due figure cardine del classicismo viennese. Da un lato Antonio Salieri, autore di corte e grande pedagogo. Dall’altro Wolfgang Amadeus Mozart, il genio che ha segnato un’epoca. Il concerto propone un dialogo musicale e culturale che supera la leggenda e torna ai fatti.
Un’idea di concerto che unisce verità storica e piacere dell’ascolto
Il titolo rimanda a due dimensioni complementari. Il “genio” indica la forza creativa che definisce l’opera di Mozart. “L’infinito” suggerisce la durata dell’eredità di entrambi i compositori. La rassegna sceglie così un taglio narrativo. Il pubblico potrà ascoltare, ma anche riflettere su una storia spesso raccontata in modo romanzesco.
La scaletta accosta due pagine esemplari. Il Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore di Salieri introduce un autore elegante e consapevole. Il Concerto K271 “Jeunehomme” di Mozart rivela un talento già maturo e liberissimo. L’abbinamento consente un confronto diretto. Inoltre guida l’ascoltatore dentro al cuore stilistico del Settecento mitteleuropeo.
Quando e dove
L’appuntamento è fissato per venerdì 3 ottobre, alle ore 20. La cornice è la Sala del Cenacolo del Complesso di San Michele, nel centro storico di Salerno. Lo spazio offre un’acustica raccolta e una scenografia architettonica di forte suggestione. Il contesto valorizza l’intimità del repertorio e favorisce un ascolto attento.
La rassegna “San Michele in Musica” conclude così la sua edizione. L’ente organizzatore conferma la vocazione a unire qualità artistica e sviluppo culturale della città. La collaborazione con la Fondazione Carisal ha reso possibile un cartellone curato nei dettagli.
Il programma musicale: due concerti, due visioni
Il programma propone due opere in dialogo. La prima è il Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore di Antonio Salieri. La seconda è il Concerto per pianoforte e orchestra K271 “Jeunehomme” di Wolfgang Amadeus Mozart. La scelta non è casuale. Mostra differenze, ma anche punti di contatto.
Il concerto di Salieri evidenzia costruzione limpida e controllo formale. Il pianoforte dialoga con l’ensemble in equilibrio. Le linee melodiche risultano chiare, senza eccessi virtuosistici. L’armonia si muove con misura. L’effetto complessivo è di eleganza, misura e consapevolezza.
Il K271 di Mozart segna un salto di maturità. L’opera nasce in un periodo di rapida crescita. La scrittura pianistica è ardente, ma sempre cantabile. Le idee tematiche sbocciano con naturalezza. Il rapporto fra solista e orchestra diventa teatrale, vivo, quasi scenico. Ne risulta un concerto brillante e profondamente espressivo.
Gli interpreti: Costantino Catena e l’Ensemble Salerno Classica
Il pianista Costantino Catena guida il viaggio. La sua lettura punta a chiarezza, colore e respiro lirico. L’artista unisce tecnica solida e attenzione al dettaglio. Per questo il suo Mozart risulta cantabile e curato. Anche Salieri beneficia di un fraseggio nitido e rigoroso.
Accanto al solista suona l’Ensemble Salerno Classica. La formazione riunisce strumentisti di esperienza e sensibilità. Ai violini ci sono Francesco Solombrino e Giuseppe Carrus. Alla viola suona Paolo Di Lorenzo. Al violoncello siede Francesco D’Arcangelo. Al contrabbasso c’è Gianluigi Pennino. L’organico da camera favorisce trasparenza e dialogo.
La compagine presenta un suono compatto, ma flessibile. Le dinamiche respirano insieme al pianoforte. Il carattere dei temi emerge con naturalezza. Il gesto collettivo sostiene l’eloquenza del solista. Di conseguenza l’insieme risulta coerente e incisivo.
Guida all’ascolto: il Concerto in do maggiore di Salieri
La pagina di Salieri esprime una poetica di chiarezza. Le frasi si articolano con ordine classico. La retorica musicale è sobria e luminosa. Il pianoforte si presenta come partner, non come dominatore. L’orchestra sostiene, risponde, incornicia.
Le idee melodiche privilegiano la logica. Le linee cantabili non rincorrono effetti. L’armonia resta vigile e dinamica. Il discorso si sviluppa con naturalezza. Così l’ascoltatore percepisce una scrittura onesta e concentrata. Il pregio sta nella costruzione, non nell’abbaglio.
Il risultato è un concerto da ascoltare con attenzione. Ogni dettaglio ha un posto preciso. Ogni passaggio serve la forma. Il pianoforte mostra eleganza di tocco e senso del fraseggio. Ne nasce un’esperienza di purezza classica.
Guida all’ascolto: il K271 “Jeunehomme” di Mozart
Il K271 è un’opera di svolta. La pagina introduce un Mozart pienamente consapevole. La vivacità ritmica e la fantasia melodica colpiscono subito. Il pianoforte prende la parola con decisione. Il dialogo con l’orchestra diventa serrato. La musica respira come teatro in miniatura.
La costruzione formale resta solida. Tuttavia il linguaggio si libera con slancio. I temi si rincorrono con naturalezza. Il fraseggio canta. La scrittura alterna luce e ombra. L’emozione scorre senza esagerazioni. L’equilibrio resta saldo. Perciò l’insieme convince sia il pubblico sia l’orecchio esperto.
Il concerto chiede un pianismo versatile. Serve brillantezza. Serve anche delicatezza. La mano sinistra deve sostenere. La destra deve cantare. L’interprete bilancia carattere e misura. Così la pagina rivela tutta la sua ricchezza.
Mozart e Salieri: oltre il mito della rivalità
La storia ha spesso raccontato una contrapposizione feroce. La letteratura ha spinto sul conflitto. Il cinema ha amplificato la leggenda. La realtà è più sfumata. Salieri fu musicista rispettato e didatta influente. Mozart possedeva un talento straordinario e una personalità libera. Le due carriere si incrociarono nella stessa città. Questo generò confronto, non necessariamente ostilità.
Oggi gli studi storici propongono un quadro meno romanzato. La musica di Salieri merita ascolto per se stessa. Non vive all’ombra di Mozart. Il suo stile valorizza misura e chiarezza. La sua opera teatrale conosce successi documentati. La sua attività didattica lascia tracce importanti. In questo senso il concerto di Salerno aiuta a riascoltare senza pregiudizi.
Il bicentenario di Salieri: perché conta
Ricordare Salieri significa riaprire un capitolo cruciale. Il classicismo viennese non è un monologo. È un coro di voci. Mozart è una stella luminosissima. Salieri è una costellazione di competenze e saperi. Le sue partiture raccontano un’epoca. La sua figura unisce teatro, corte, pedagogia. Di conseguenza la ricorrenza acquista valore culturale.
Il bicentenario invita a riguardare fonti e partiture. Invita anche a riascoltare con orecchio nuovo. Molte opere attendono ancora piena riscoperta. La loro qualità sorprende chi le incontra. La serata salernitana coglie questo spirito. La pagina scelta riassume virtù e metodo.
Costantino Catena: profilo in ascolto
Il pianista campano sviluppa una carriera attenta al repertorio classico e romantico. Le sue interpretazioni cercano equilibrio e chiarezza. La cantabilità riveste un ruolo centrale. Questo tratto appare decisivo per Mozart. Inoltre giova a Salieri, che richiede disciplina e grazia.
Catena lavora sul suono come colore. Il tocco deve vibrare, ma non strillare. La frase deve respirare. Il respiro deve guidare la forma. Il risultato cerca il giusto mezzo tra virtuosismo e poesia. La sua presenza in palco completa il profilo dell’evento.
Ensemble Salerno Classica: l’arte del dialogo
L’ensemble offre un impasto morbido e compatto. I violini aprono la via con timbro chiaro. La viola sostiene la fascia centrale. Il violoncello dipinge ombre e profondità. Il contrabbasso dona peso e direzione. L’insieme accompagna, ma sa anche rispondere. Il dialogo con il pianoforte risulta quindi naturale.
Il repertorio classico chiede precisione e flessibilità. La compagine salernitana lavora su intonazione, attacco, articolazione. Ogni dettaglio costruisce l’insieme. Le dinamiche seguono la retorica musicale. La forma si svela così con trasparenza.
La Sala del Cenacolo: spazio e ascolto
La Sala del Cenacolo unisce intimità e eleganza. Le proporzioni raccolte favoriscono la chiarezza delle linee. L’architettura incornicia il suono. L’occhio dialoga con l’orecchio. Il pubblico si sente vicino agli interpreti. L’esperienza diventa partecipata.
Il Complesso di San Michele ha vissuto una stagione di rilancio. Oggi accoglie eventi, incontri, mostre. La musica trova qui un habitat naturale. Il luogo racconta la città. La città sostiene il luogo. Ne nasce un circuito virtuoso.
La degustazione: dal concerto al gusto
La serata include una degustazione curata da Sabrina Prisco e Daniele Graziano. Il tema è il cece di Cicerale. Il menu propone hummus, falafel e zuppa. La scelta coniuga tradizione e leggerezza. Inoltre valorizza un prodotto simbolo del Cilento.
L’abbinamento enologico è firmato dalle Cantine Montresor. La selezione comprende Spumante Brut Millesimato, Lugana DOC Satinato e Valpolicella Ripasso Superiore. Le bollicine aprono il palato. Il Lugana dialoga con le note speziate. Il Ripasso aggiunge profondità e calore. Gli accostamenti seguono equilibrio e stagionalità.
Ceci di Cicerale: identità e territorio
Il cece di Cicerale è piccolo, saporito, resistente. La coltivazione rispetta tempi e suoli. La filiera valorizza comunità e saperi. Il prodotto racconta una montagna di storie. Il piatto restituisce gusto e memoria. L’incontro con la musica rafforza questo ponte. Il pubblico assaggia, conosce, comprende.
La cucina del Cilento lega mare e collina. I legumi costituiscono un pilastro. Le ricette trasformano semplicità in arte. Il concerto accoglie questa lezione. L’arte non vive da sola. Si nutre di luoghi, persone, stagioni. Così la degustazione completa la serata.
Perché ascoltare oggi Salieri e Mozart insieme
Il dialogo tra i due autori illumina forme e differenze. Salieri mostra chiarezza e misura. Mozart sorprende per inventiva e teatralità. Ascoltati insieme, rivelano un’epoca. La Vienna tardo settecentesca emerge come laboratorio. Le scritture si parlano. Le poetiche si confrontano. L’ascoltatore guadagna consapevolezza.
Inoltre la coppia libera da vecchi pregiudizi. Il mito della rivalità cede il passo alla musica. I suoni riportano al centro la qualità. Questo passaggio aiuta a scegliere. Aiuta anche a giudicare con le orecchie, non con i racconti.

Il pubblico: invito all’ascolto attivo
L’evento chiede attenzione, ma offre molte gratificazioni. Le forme classiche parlano chiaro. I temi si memorizzano con facilità. Il pianoforte guida senza arroganza. L’ensemble sostiene la parola musicale. Il tutto produce piacere, ordine, emozione.
Il consiglio è semplice. Arrivare con qualche minuto di anticipo. Sfogliare il programma di sala. Osservare lo spazio. Respirare la luce. Poi ascoltare. Infine condividere. La musica vive nella comunità che la ascolta. Perciò il concerto diventa esperienza collettiva.
“San Michele in Musica”: una rassegna che cresce
La rassegna ha proposto appuntamenti vari e curati. Il marchio unisce ricerca e accessibilità. Gli organizzatori puntano su qualità e continuità. La collaborazione con partner locali rafforza il radicamento. Di conseguenza il pubblico cresce e si fidelizza.
L’evento conclusivo sintetizza la linea artistica. Programma coerente. Interpreti di valore. Luogo identitario. Degustazione di territorio. Ogni elemento parla la stessa lingua. L’insieme risulta armonico.
Impatto culturale per la città
Eventi come questo generano valore. Portano pubblico in centro. Valorizzano luoghi storici. Diffondono pratiche di ascolto. Sostengono professionisti e filiere. In più creano racconto. La città si riconosce nella sua cultura. Questo riconoscimento diventa patrimonio condiviso.
Salerno vince quando unisce. Musica, storia, gastronomia e accoglienza si danno la mano. Il Complesso di San Michele diventa un faro. La rassegna conferma una direzione. La comunità partecipa e cresce.
Una conclusione che guarda avanti
“Il genio e l’infinito” non è un punto fermo. È una tappa. La rassegna si chiude, ma lascia un’eredità. L’ascolto educa. L’incontro rafforza. Il gusto racconta. La città registra e custodisce. Domani un nuovo progetto potrà partire da qui. Con la stessa cura. Con lo stesso desiderio di qualità.
La musica classica vive quando incontra luoghi e persone. Vive soprattutto quando propone senso. Il concerto di Salerno risponde a questa esigenza. Il programma parla chiaro. Gli interpreti la servono con stile. La cornice storico-architettonica amplifica il messaggio. La degustazione aggiunge leggerezza e gioia. Il pubblico completa il quadro.
Informazioni utili in breve
Titolo: “Il Genio e l’infinito. Mozart e Salieri. Leggenda e verità”.
Data: venerdì 3 ottobre 2025.
Ora: 20:00.
Luogo: Sala del Cenacolo, Complesso di San Michele, Salerno.
Interpreti: Costantino Catena, pianoforte; Ensemble Salerno Classica.
Programma: Salieri, Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore; Mozart, Concerto K271 “Jeunehomme”.
Degustazione: hummus, falafel e zuppa di ceci di Cicerale; vini Cantine Montresor.
Perché esserci
La serata propone un doppio viaggio. Il primo è musicale, fra misura e invenzione. Il secondo è culturale, fra storia e gusto. Il pubblico potrà uscire con un ricordo nitido. Un suono, un sapore, un luogo. Ognuno porterà con sé un frammento di bellezza. Questo è lo scopo. Questo è il senso.
Nota per chi ascolta per la prima volta
Se è il vostro primo concerto classico, non preoccupatevi. Sedetevi comodi. Spegnete il telefono. Lasciate che il pianoforte inizi a parlare. Seguite i temi con la mente. Notate come ritornano. Scoprite come cambiano. Alla fine battete le mani con convinzione. L’applauso chiude il cerchio.
Un invito alla curiosità
Dopo il concerto, provate a riascoltare le pagine a casa. Anche una registrazione aiuta a mettere a fuoco i dettagli. Cercate il primo tema. Cercate il secondo. Notate le sorprese dell’armonia. Ogni ascolto rivela qualcosa. La musica classica si dona a chi la frequenta. Perciò tornate in sala, appena possibile.
Riepilogo del valore artistico
Salieri offre architettura e chiarezza. Mozart offre luce e audacia. Insieme raccontano un’epoca. L’esecuzione di Salerno costruisce un ponte fra scuola e genio. Il pianoforte parla con voce limpida. L’ensemble risponde con misura. La sala accoglie e amplifica. La degustazione sigilla la memoria.
Ringraziamenti ideali
Un evento così richiede lavoro e passione. Gli organizzatori hanno curato ogni fase. Gli artisti hanno preparato con disciplina. I partner hanno sostenuto con fiducia. Il pubblico darà senso a tutto questo. Infine la città ospiterà con calore. È un gioco di squadra. Funziona quando ciascuno fa la sua parte.
Sguardo al futuro
La rassegna tornerà con nuove proposte. Il Complesso di San Michele continuerà a vivere di musica. La città resterà protagonista. Intanto godiamoci questa serata. Una pagina di classicismo, una sala storica, un assaggio cilentano. Elementi semplici, ma potenti. L’arte non chiede altro.
“Il genio e l’infinito” promette un ascolto ricco e limpido. La musica supera il mito e torna alla verità. Il pubblico incontra autori e interpreti in un clima di bellezza. La città ritrova una traccia di sé. Salerno saluta la rassegna con una sintesi perfetta. Forma, contenuto, luogo e sapore.


