Scatta l’emergenza balneazione in Campania: divieti per Pietrarsa e Spineta, nel mare scoperte tracce di Escherichia coli con dati che vanno oltre il doppio rispetto al limite massimo consentito
Le coste della Campania tornano sotto osservazione per un nuovo caso di inquinamento microbiologico che ha portato al divieto temporaneo di balneazione in due aree molto frequentate: la spiaggia di Pietrarsa, a Napoli est, e il litorale di Spineta, a Battipaglia. Le analisi dell’ARPAC hanno rilevato valori di Escherichia coli superiori ai limiti di sicurezza, facendo scattare le ordinanze delle autorità locali.
I dati ARPAC: batteri oltre il doppio del limite
I campionamenti effettuati il 22 giugno dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania hanno evidenziato concentrazioni di Escherichia coli pari a 1298 UFC/100 ml. Un dato che riporta più del doppio rispetto al limite massimo consentito di 500 UFC/100 ml. Si tratta di un indicatore chiaro di contaminazione fecale, che può derivare da scarichi non depurati, guasti alla rete fognaria o deflussi agricoli. In entrambi i casi, i valori riscontrati sono stati giudicati incompatibili con la balneazione sicura, imponendo interventi immediati.
Pietrarsa: stop ai bagni tra museo e litorale
Nel tratto di mare antistante Pietrarsa, vicino al Museo Nazionale Ferroviario, il Comune di Napoli ha disposto il divieto temporaneo di balneazione. L’area interessata si estende lungo il litorale tra Sannicandro e il museo stesso. L’ordinanza, adottata a tutela della salute pubblica, resterà in vigore fino a nuove analisi che certifichino il rientro dei parametri nei limiti di legge previsti. Nel frattempo, saranno effettuati ulteriori campionamenti per monitorare l’evoluzione della situazione e verificare eventuali miglioramenti.

Divieto anche nel Salernitano
Situazione analoga a Battipaglia, nella zona di Spineta, dove le analisi hanno rilevato gli stessi livelli critici di contaminazione. Il tratto interessato comprende l’area tra la foce del fiume Tusciano e la zona di via Spineta. Anche in questo caso, l’ARPAC ha informato il Comune che procederà con un’ordinanza di divieto di balneazione. Le autorità locali hanno previsto nuovi controlli nei prossimi giorni per valutare il possibile rientro dei valori nella norma e, di conseguenza, la revoca delle restrizioni.
L’episodio non è certamente isolato e si inserisce in un sistema di monitoraggio costante delle acque costiere campane. Durante tutta la stagione estiva, l’ARPAC continuerà a effettuare prelievi periodici lungo le spiagge della regione per garantire la sicurezza dei bagnanti e prevenire rischi sanitari. Il fenomeno mette in evidenza, ancora una volta, la fragilità di alcuni tratti del litorale, soprattutto in prossimità di foci fluviali o aree urbane densamente popolate, dove il carico antropico può incidere in modo significativo sulla qualità delle acque.
Questi episodi sollevano una domanda fondamentale: quanto siamo realmente in grado di proteggere il nostro mare? Il divieto di balneazione è una misura necessaria, ma arriva sempre dopo che l’inquinamento si è già verificato. La qualità delle acque non dipende solo dai controlli, ma anche dalla gestione delle infrastrutture, dalla manutenzione dei sistemi fognari e da comportamenti individuali e collettivi. Il mare non è un sistema isolato, ma riflette direttamente ciò che accade sulla terraferma.

