Guardia Costiera
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23 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Torre Annunziata, maxi sequestro in un cantiere nautico: scarichi abusivi nel mirino degli inquirenti

L’operazione è stata eseguita dalla Polizia Metropolitana di Napoli e dalla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia nell’ambito delle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno

La polizia Metropolitana di Napoli e la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia hanno eseguito il sequestro preventivo di un cantiere nautico nel comune di Torre Annunziata. L’intervento rientra nelle attività investigative coordinate dalla Procura di Torre Annunziata per l’accertamento delle cause dell’inquinamento del fiume Sarno. Sono stati contestati diversi reati ambientali. Tra questi, lo scarico abusivo di reflui industriali, la gestione illecita dei rifiuti e l’assenza di autorizzazioni per le emissioni in atmosfera.

Le indagini sul fiume Sarno e il coordinamento della Procura

L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle indagini finalizzate alla tutela ambientale del bacino del fiume Sarno. Da anni questa zona è al centro di attività di monitoraggio e accertamento delle fonti di inquinamento. Le verifiche sono state coordinate dalla Procura di Torre Annunziata e hanno visto la collaborazione di diversi enti tecnici e istituzionali. Inoltre, alle attività hanno preso parte la Polizia Metropolitana di Napoli e la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, con il supporto tecnico del personale dell’Arpa Campania e dell’Ispra di Roma. L’obiettivo è stato quello di ricostruire la possibile origine degli scarichi industriali e verificare la regolarità delle attività produttive presenti nell’area. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini preliminari, l’attenzione degli investigatori si è concentrata su un complesso produttivo situato nel territorio oplontino. Questo risulta riconducibile a un’attività cantieristica navale.

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata

Il sequestro del cantiere nautico e le strutture coinvolte

Il provvedimento di sequestro preventivo ha riguardato un’area complessiva di circa 14mila metri quadrati. All’interno del perimetro sottoposto a vincolo sono stati individuati un capannone di circa 5.700 metri quadrati, una vasca interrata e un impianto di depurazione collocato nell’area scoperta di pertinenza della società.

Durante l’intervento, la polizia giudiziaria ha accertato la presenza di un’attività cantieristica nautica pienamente operativa. Nel capannone erano presenti materiali e strumenti destinati alla costruzione e manutenzione di imbarcazioni. In aggiunta, vi erano una falegnameria attrezzata e una cabina di verniciatura risultata perfettamente funzionante. Le verifiche hanno consentito di documentare la continuità dell’attività produttiva, nonostante la mancanza delle necessarie autorizzazioni ambientali. Gli investigatori hanno inoltre rilevato la presenza di infrastrutture interne, potenzialmente utilizzate per la gestione dei reflui industriali.

Gli accertamenti tecnici e lo scarico dei reflui industriali

Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda gli accertamenti tecnici effettuati con l’ausilio di traccianti per verificare il percorso dei reflui industriali. Per di più, le prove di continuità idraulica hanno permesso di stabilire che le acque di scarico provenienti dalle superfici esterne del sito produttivo non venivano sottoposte ad alcun trattamento depurativo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i reflui sarebbero stati convogliati attraverso un bypass direttamente nella rete fognaria consortile. Così, venivano elusi i sistemi di depurazione previsti dalla normativa ambientale. Tale modalità di scarico è stata ritenuta irregolare e incompatibile con i titoli autorizzativi necessari per lo svolgimento dell’attività. Le contestazioni mosse riguardano anche la gestione dei rifiuti prodotti dal ciclo lavorativo e l’assenza delle autorizzazioni per le emissioni in atmosfera. Tutti questi elementi hanno portato la polizia giudiziaria a disporre il sequestro dell’intera area produttiva.

Le conseguenze del provvedimento e il quadro investigativo

Il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria interrompe temporaneamente l’attività del cantiere nautico, mentre proseguono gli approfondimenti per definire eventuali responsabilità penali e amministrative. Gli inquirenti dovranno ora completare la ricostruzione del ciclo produttivo e verificare la documentazione autorizzativa della società coinvolta. L’operazione si inserisce in un contesto più ampio di controlli ambientali sul territorio del fiume Sarno, area considerata particolarmente sensibile sotto il profilo dell’inquinamento industriale. Le attività di monitoraggio continueranno nei prossimi mesi con ulteriori verifiche mirate.

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