Le pietre parlano
Le pietre parlano
📍 Napoli

22 Giugno 2026

Paolo Marsico

“Le Pietre Parlano – Anime in Conflitto” progetto artistico in due momenti nell’ambito del Campania Teatro Festival 2026

Installazione performativa immersiva più un incontro di poesia in due distinti momenti

Una progetto artistico che si inserisce nell’ambito della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival. “Le pietre Parlano – Anime in Conflitto”, sarà strutturato in due diversi momenti, tra installazione performativa e immersiva, incontro di poesia e riflessione civile.

L’evento

Il progetto è curato da Francesco De Matteis e Rossella Pretto – regista e ideatrice del progetto scenico – e prodotto da Coop. Le Nuvole. Appuntamento il 23 giugno presso Sala Assoli Moscato con l’installazione performativa, immersiva (repliche alle ore 18.30, 20.00 e 21.30), per la prima parte del progetto, che coinvolgerà poi la giornata del 24 giugno, alle ore 18:30 al Bistrot Lazzarelle, all’interno della Galleria Principe Umberto di Napoli, con un incontro dedicato al rapporto tra poesia, realtà ed azione.

Il progetto di definisce come una tipologia di esperienza immaginata per un pubblico molto ristretto, chiamato non soltanto ad assistere ma anche a vivere in prima persona lo spazio scenico, fino a diventarne parte attiva, vivendo il tutto come intenso rito collettivo. Gli spettatori saranno accolti dalle performer Wanda Marasco, Rossella Pretto, Anna Bocchino e Clara Bocchino, e proveranno ad entrare in un universo sospeso dove la memoria dei morti, il trauma storico ed il destino individuale emergono in modo vivo.

Protagoniste, le parole del Premio Nobel Seamus Heaney, tradotte da Roberto Mussapi ed eccezionalmente concesse dall’Estate Heaney, su licenza di Faber & Faber e Mondadori Libri, in un dialogo con frammenti di Wanda Marasco, dando vita a una drammaturgia frammentaria e visionaria che annienta ogni confine tra vivi e morti, e non solo.

Gli autori

Il pubblico viene coinvolto in una fuga – riferisce in una nota Rossella Pretto – costretto a cercare riparo, a osservare da vicino la devastazione e a confrontarsi con il trauma del conflitto. Non si tratta di una rappresentazione realistica della guerra, ma dell’evocazione di una condizione di assedio permanente, dell’impossibilità di restare innocenti di fronte alla storia. È la premessa di un conflitto lacerante che minaccia di cancellare i nomi dati alle cose e agli uomini, lasciando il mondo popolato soltanto da fantasmi. Il percorso culmina in un rituale funebre collettivo dedicato alle vittime senza nome di ogni guerra, aprendo una domanda radicale e necessaria: può il teatro essere ancora il luogo in cui una comunità si raccoglie attorno a ciò che genera paura, per trovare il coraggio di guardarlo insieme?

A completare il team creativo Anna Orabona e Daniele Nicoletti per le scenografie, Livia Ficara per il videomapping, Simone Picardi per il disegno luci e Andrea Iacomino – Atelier Itaca per i costumi. L’appuntamento del 24 giugno, poi, approfondirà le questioni emerse dalla performance presentata presso Sala Assoli Moscato, con un incontro dedicato al rapporto tra poesia, realtà ed azione. All’incontro interverranno, in dialogo con Francesco De Matteis, Esther Basile, Gianfranco Pecchinenda e Silvio Perrella. Un momento davvero intenso di teatro ed arte performativa, per il Campania Teatro Festival 2026. Un appuntamento imperdibile per molteplici aspetti, su tutti, l’unicità del progetto artistico relativo. Una identità precisa ad un percorso che immagina di arrivare a riflessioni e considerazioni spesso lontane dalla grigia realtà.

Lascia un commento