Il governatore della Campania rivendica i risultati della sua giunta e attacca centrodestra e Roberto Fico: “Chi si candida rispetti il lavoro fatto e parli con chiarezza”
A due mesi dalle elezioni regionali in Campania, Vincenzo De Luca torna al centro del dibattito politico. Il governatore uscente, non più ricandidabile ma deciso a mantenere un ruolo centrale nello schieramento di centrosinistra, ha rivendicato i risultati della sua giunta e lanciato un duplice attacco: al centrodestra, definito un “circo equestre”, e a Roberto Fico, candidato del campo progressista. “Chi si propone – ha detto – deve riconoscere le cose fatte e parlare con chiarezza sul futuro”.
“Abbiamo fatto tanto lavoro, rischio sconfitta lontano”
De Luca ha aperto il suo intervento sottolineando la distanza tra il centrosinistra campano e l’opposizione:
«Abbiamo fatto tanto di quel lavoro in Campania che mi pare un rischio lontano, diciamo così, quello di perdere le elezioni. Ma per il lavoro che abbiamo fatto noi, non per quello che vedo agitarsi in maniera un po’ fumosa sulla scena politica».
Il governatore ha quindi rivendicato le politiche attuate in due mandati, dal potenziamento infrastrutturale all’utilizzo dei fondi europei, sostenendo che la continuità amministrativa rappresenti un valore imprescindibile per gli elettori.

Stoccata al centrodestra: “Un circo equestre”
Non sono mancate parole dure nei confronti dell’opposizione:
«Io non ho ancora capito che diavolo propongono. Sono in una situazione da circo equestre, da cabaret se volete. Non abbiamo ancora capito che cosa vogliano fare. Probabile che non vogliano proprio partecipare alla campagna elettorale. Non sarebbe male».
Con questa definizione, De Luca ha inteso mettere in risalto la frammentazione del centrodestra in Campania, ancora privo di una strategia unitaria e di una proposta chiara per la regione.
Il monito a Fico: “Rispetto per il 70% degli elettori”
Il governatore ha poi rivolto un messaggio diretto al candidato del centrosinistra, Roberto Fico, che in più occasioni aveva affermato di voler proseguire le esperienze positive della giunta regionale:
«E ci mancherebbe altro, che cosa altro vorrebbe continuare? Spero che qualcuno si informi sulle cose che abbiamo fatto. E poi dica con grande chiarezza che diavolo vuole fare. Vi ricordo che l’attuale governo rappresenta il 70% degli elettori della Campania. Quindi, se non altro per rispetto del 70%, bisogna dare continuità a questo lavoro».
La dichiarazione suona come un avvertimento politico: per De Luca, chi si candida con il centrosinistra deve riconoscere l’eredità amministrativa e costruire su di essa, senza ambiguità.

Le aree interne e gli investimenti già stanziati
Uno dei punti più discussi riguarda le aree interne, tema caro a Fico e indicato tra le priorità del suo programma. Su questo fronte De Luca ha risposto con fermezza:
«Ho sentito delle imbecillità in questi giorni. Questa giunta fece il primo programma di investimenti sulla viabilità, cominciando dalla provincia di Avellino e stanziando 200 milioni di euro. E abbiamo già destinato mezzo miliardo per le strade delle aree interne, più questi 500 milioni che sono destinati per il 95% alle zone interne della Campania, non a casa mia».
Il governatore ha voluto così rivendicare i risultati concreti ottenuti, respingendo al mittente le critiche di chi lo accusa di aver trascurato i territori più periferici.
I fondi di coesione e la solitudine istituzionale
De Luca ha infine ricordato le battaglie portate avanti per ottenere i fondi di coesione:
«Quando abbiamo combattuto per avere i fondi di coesione, abbiamo trovato vicini solo i sindaci, gli statisti non c’erano. Lo dico perché bisogna stare attenti alle parole che si pronunciano».
Un messaggio che unisce la rivendicazione del lavoro svolto al richiamo alla responsabilità: non basta, secondo il governatore, avanzare proposte programmatiche, serve avere la forza politica per concretizzarle.
Le dichiarazioni di Vincenzo De Luca riaccendono lo scontro politico in Campania a poche settimane dal voto. Da un lato l’attacco frontale al centrodestra, accusato di non avere una proposta chiara; dall’altro il monito al suo stesso campo, con un messaggio esplicito a Roberto Fico: il centrosinistra non può prescindere dal lavoro svolto negli ultimi anni.
La campagna elettorale entra così nel vivo, con il governatore uscente che, pur non candidabile, continua a esercitare un peso determinante sugli equilibri politici regionali.


