Il sorvolo notturno dell’istituto penitenziario di Secondigliano ha portato al ritrovamento di un involucro con quasi un chilo di droga
Intorno alle 22.30 di ieri 18 giugno, un drone è stato avvistato sopra il centro penitenziario di Secondigliano, a Napoli. In seguito al sorvolo, il personale della polizia penitenziaria è riuscito a individuare e sequestrare un involucro contenente quasi un chilogrammo di hashish. La sostanza stupefacente è stata rinvenuta incastrata lungo il muro di cinta. Precisamente, era tra la garitta 6 e la garitta 5, in prossimità dell’area del campo rom.
Il sorvolo notturno e il ritrovamento della droga
Secondo quanto ricostruito, il drone è stato avvistato dal personale in servizio durante le ore serali. L’attenzione degli agenti ha permesso di monitorare i movimenti del velivolo e di intervenire nell’immediato dopo la sua attività sopra il perimetro dell’istituto. Successivamente al sorvolo, gli operatori hanno effettuato una verifica lungo il perimetro esterno del carcere, individuando un involucro sospetto rimasto agganciato alla recinzione. All’interno è stata rinvenuta una quantità di hashish vicina al chilogrammo, immediatamente sequestrata e posta sotto controllo secondo le procedure previste.
Il ritrovamento conferma la dinamica già riscontrata in altri episodi analoghi. In questi casi, i droni vengono utilizzati per tentativi di consegna dall’esterno verso l’interno delle strutture detentive. Inoltre, sfruttano punti ciechi o difficoltà di intercettazione immediata.

L’intervento della polizia penitenziaria e le procedure di sequestro
Il sequestro è stato eseguito dalla polizia penitenziaria in servizio presso l’istituto di Secondigliano. L’attività rientra nei controlli ordinari e straordinari predisposti per garantire la sicurezza interna ed esterna del penitenziario. Gli agenti, dopo l’individuazione del drone, hanno messo in sicurezza l’area interessata e proceduto al recupero dell’involucro. La sostanza è stata successivamente sequestrata e affidata alle procedure di competenza per le analisi e gli accertamenti del caso.
L’episodio evidenzia la complessità crescente delle attività di controllo all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari. A ciò si aggiunge che le modalità di introduzione di sostanze illecite risultano sempre più diversificate e tecnologicamente avanzate.
Le dichiarazioni del Sappe e l’allarme sulla sicurezza
Sul caso è intervenuto il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe. In una nota, il vicesegretario regionale della Campania, Raffaele Munno, ha sottolineato come il fenomeno dei droni rappresenti una minaccia sempre più ricorrente. “Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come le organizzazioni criminali tentino ormai con continuità di rifornire i detenuti attraverso l’utilizzo di droni, sfruttando tecnologie sempre più sofisticate”, ha dichiarato Munno.
Il rappresentante sindacale ha inoltre evidenziato il ruolo operativo degli agenti. A proposito, ha affermato: “Il nostro personale di polizia penitenziaria continua a garantire, con professionalità e spirito di sacrificio, la sicurezza degli istituti, intercettando e sequestrando quanto viene lanciato dall’esterno”.
Secondo il Sappe, tuttavia, il fenomeno non può essere affrontato esclusivamente con le risorse umane attualmente disponibili. “Non è più accettabile che tutto questo ricada esclusivamente sulla capacità operativa e sull’attenzione degli agenti. Occorre dotare urgentemente gli istituti penitenziari di sistemi tecnologici di rilevazione, intercettazione e neutralizzazione dei droni”, ha aggiunto Munno.
Un fenomeno in crescita negli istituti penitenziari
Il sindacato segnala come episodi di questo tipo si stiano moltiplicando in diversi istituti penitenziari della regione. Questo fenomeno delinea una strategia criminale orientata all’utilizzo di tecnologie moderne per eludere i controlli. Per il segretario generale del Sappe, Donato Capece, non si tratterebbe più di casi isolati. Infatti, afferma: “Siamo davanti ad una vera e propria offensiva della criminalità organizzata, che utilizza tecnologie moderne per aggirare i controlli e compromettere l’ordine e la sicurezza negli istituti penitenziari”. Capece ha inoltre rivolto un appello alle istituzioni competenti, sottolineando la necessità di un intervento strutturale. Ha chiesto il rafforzamento delle misure di sicurezza perimetrale e l’introduzione di sistemi anti-drone nei penitenziari.

