Incidente a San Cipriano d’Aversa: i sindacati intervengono sulla tragedia di Paola Russo dopo la morte avvenuta in scooter durante l’orario di lavoro
Un incidente stradale avvenuto a San Cipriano d’Aversa ha causato la morte di Paola Russo, 35 anni, portalettere di Orta di Atella, durante il suo turno di lavoro. La vicenda ha riacceso, ancora una volta, il dibattito sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori del recapito postale. Non solo, di fondamentale importanza anche il tema della precarietà nei contratti a termine. L’episodio non è letto come un semplice incidente isolato, ma come parte di un problema più ampio che riguarda il lavoro quotidiano sulle strade.
La posizione dei sindacati e la denuncia sulla precarietà
I sindacati intervengono con una presa di posizione netta, chiedendo attenzione istituzionale e sociale sul caso. “Un’altra tragedia inaccettabile colpisce il nostro territorio. Un’altra vita spezzata sulle strade, durante una giornata di lavoro che avrebbe dovuto concludersi con il ritorno a casa. La morte di Paola Russo, dipendente a tempo determinato di Poste Italiane, in un incidente con lo scooter durante l’orario di lavoro, impone dolore, ma soprattutto impone verità. Perché non si può parlare di questa tragedia senza interrogarsi sulle condizioni nelle quali operano quotidianamente migliaia di lavoratrici e lavoratori del recapito postale e, in particolare, sui tanti Contratti a Tempo Determinato che continuano a garantire il funzionamento del servizio postale in condizioni di estrema precarietà”.
Le parole di Sonia Oliviero
Sulla vicenda interviene anche Sonia Oliviero, segretaria generale della Cgil Caserta, che richiama la necessità di una riflessione più profonda. “Di fronte a una tragedia come questa non possiamo limitarci al cordoglio. Dobbiamo avere il coraggio di porci domande scomode sulle condizioni materiali in cui si lavora oggi. La precarietà non è soltanto una forma contrattuale: è una condizione che spesso aumenta la fragilità delle persone, ne riduce il potere di rivendicazione e le espone maggiormente alle pressioni organizzative”.
Anche Francesco Natale, segretario generale della Slc Cgil Caserta, evidenzia le difficoltà del settore postale e le condizioni operative quotidiane dei portalettere. “I lavoratori e le lavoratrici del recapito svolgono un’attività complessa e usurante. Ogni giorno percorrono decine di chilometri sulle strade, affrontando traffico, condizioni climatiche avverse e responsabilità crescenti. Come organizzazione sindacale denunciamo da tempo che i carichi di lavoro e l’organizzazione del servizio necessitano di una profonda revisione, perché la sicurezza deve essere il primo parametro di valutazione di ogni scelta aziendale”.
Lo stesso sindacato denuncia inoltre la diffusione dei contratti a termine e la loro incidenza sulla stabilità dei lavoratori. “Da anni assistiamo a un utilizzo strutturale del lavoro a termine. Donne e uomini che garantiscono il servizio pubblico postale vengono spesso lasciati sospesi tra rinnovi e attese di stabilizzazione. Non è accettabile che un settore così strategico continui a poggiare su una condizione di precarietà diffusa. La stabilità del lavoro è anch’essa un elemento di sicurezza e dignità”, aggiunge Natale.
Sicurezza, responsabilità e modello organizzativo
Il tema della sicurezza viene ulteriormente ampliato da Oliviero, che richiama la necessità di interventi strutturali. “Ogni volta che una lavoratrice o un lavoratore perde la vita mentre svolge il proprio lavoro, è l’intera società a essere chiamata in causa. Non possiamo continuare a parlare di fatalità. Servono investimenti, prevenzione, formazione, organici adeguati e una lotta seria alla precarietà. La sicurezza non può essere un costo da comprimere né una responsabilità scaricata esclusivamente sui lavoratori”.
Le organizzazioni sindacali chiedono infine chiarezza sulle dinamiche dell’incidente e un’analisi più ampia del contesto lavorativo. “Cgil Caserta e Slc Cgil Caserta chiedono che venga fatta piena luce sulla dinamica dell’incidente e che siano accertate tutte le eventuali responsabilità, ma chiedono anche che questa tragedia non venga isolata dal contesto in cui è maturata. La sicurezza sui luoghi di lavoro è una battaglia di civiltà che riguarda la qualità del lavoro e il diritto di ogni persona a tornare a casa dopo una giornata di lavoro, viva”. Infine, il cordoglio: “Cgil Caserta e Slc Cgil Caserta “esprimono il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia di Paola Russo e alle colleghe e ai colleghi e all’intera comunità, che oggi condividono un dolore immenso e inaccettabile”.
La morte di una lavoratrice durante il proprio turno interroga non solo le istituzioni, ma anche il modello organizzativo del lavoro contemporaneo. La precarietà, i carichi eccessivi e la mancanza di tutele adeguate emergono come elementi che possono trasformare un’attività ordinaria in una condizione di rischio. La domanda centrale resta comunque aperta: quanto il sistema produttivo è disposto a investire realmente nella sicurezza delle persone che lo rendono possibile ogni giorno?


