La Procura di Napoli ritiene assenti responsabilità penali per il disastro del 26 novembre 2022
La Procura di Napoli ha nuovamente chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla frana che il 26 novembre 2022 devastò Casamicciola Terme, piccolo Comune dell’isola d’Ischia. L’evento provocò la morte di dodici persone e ingenti danni a edifici e infrastrutture. L’inchiesta aveva visto tra gli indagati quattordici persone, tra cui due ex sindaci, assessori e tecnici comunali. I reati ipotizzati erano omicidio colposo plurimo e disastro colposo.
La richiesta di archiviazione della Procura
La nuova richiesta di archiviazione, depositata l’8 giugno, è stata notificata alle parti offese, tra cui i familiari delle vittime, il Comune di Casamicciola Terme, la Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea) e il Codacons. Tali soggetti potranno estrarre copia del fascicolo. Inoltre, potranno presentare eventuali opposizioni.
Il gip del Tribunale di Napoli, Nicola Marrone, aveva ordinato lo scorso 2 dicembre una proroga delle indagini. Aveva evidenziato la necessità di approfondire le posizioni dei responsabili della mancata adozione, a partire dal 2012, di un piano di protezione civile adeguato. Inoltre, bisognava chiarire le attività di contrasto all’abusivismo edilizio. I pubblici ministeri, Stella Castaldo e Mario Canale, hanno proceduto all’iscrizione nel registro degli indagati delle quattordici persone individuate tra sindaci, assessori con deleghe alla protezione civile e responsabili di uffici comunali succedutisi dal 2012. Tutti sono stati ascoltati con i propri difensori. Successivamente, è stata presa la decisione di richiedere l’archiviazione.
La tragedia del 26 novembre 2022
La frana che investì Casamicciola Terme tra la notte del 25 e del 26 novembre 2022 rappresenta uno degli eventi più drammatici nella recente storia dell’isola d’Ischia. La colata di fango e detriti causò la morte di dodici persone, tra cui interi nuclei familiari. Numerose abitazioni furono distrutte o gravemente danneggiate. Veicoli e infrastrutture pubbliche furono travolti. Inoltre, alcune aree del territorio rimasero isolate. L’emergenza scatenata dalla frana richiese un immediato intervento dei soccorsi, con operazioni di messa in sicurezza del territorio e assistenza agli sfollati. Seguirono complesse fasi di ricostruzione e ripristino delle infrastrutture, insieme al sostegno alle famiglie colpite dalla tragedia.

Le fasi dell’indagine giudiziaria
L’inchiesta aveva inizialmente proceduto contro ignoti per i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Dopo la proroga delle indagini, sono stati iscritti nel registro degli indagati quattordici soggetti, tra i quali due ex sindaci e vari assessori e tecnici comunali. Questi sono stati chiamati a rispondere della mancata predisposizione di strumenti di prevenzione del rischio idrogeologico. Dovevano rispondere anche della gestione delle procedure di protezione civile.
La Procura, dopo aver raccolto dichiarazioni e documentazione, ha ritenuto insufficienti gli elementi per configurare responsabilità penali. Spetterà ora al Gip valutare la richiesta di archiviazione e le eventuali opposizioni delle persone offese, prima di decidere sul futuro del procedimento.


