Ospedale Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli

5 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Caso Domenico e il trapianto di cuore al Monaldi, i periti del gip acquisiscono nuovi esami e le comunicazioni con il Centro Nazionale Trapianti

Gli esperti nominati dal gip analizzeranno ulteriori documenti clinici e le comunicazioni tra ospedale e centri trapianti

Nuovi sviluppi nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dal gip di Napoli, Mariano Sorrentino, nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di quasi due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi. Il decesso è avvenuto dopo un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025. Il collegio peritale ha richiesto l’acquisizione di ulteriori atti e documenti ritenuti utili alle analisi tecniche.

Incidente probatorio e acquisizione di nuovi documenti

Nel corso delle attività peritali, gli esperti nominati dal gip hanno avanzato una richiesta di integrazione del materiale già disponibile agli atti. In particolare, verranno acquisiti i risultati di ulteriori esami diagnostici effettuati sul piccolo Domenico nel periodo precedente e successivo all’intervento. Su richiesta dell’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino, il collegio disporrà inoltre l’acquisizione delle comunicazioni intercorse tra le strutture sanitarie coinvolte nel percorso di trapianto. Si tratta dei rapporti tra l’ospedale Monaldi e il Centro Nazionale Trapianti, oltre a quelli con il Centro Regionale Trapianti, a partire dal giorno dell’intervento chirurgico. L’obiettivo è ricostruire in maniera puntuale la sequenza delle decisioni cliniche e amministrative che hanno accompagnato l’operazione e la successiva gestione post-operatoria. L’incidente probatorio si inserisce nel procedimento per omicidio colposo in concorso.

Le indagini dei Nas e le ipotesi accusatorie

L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Napoli, con il coinvolgimento dei magistrati Giuseppe Tittaferrante e del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nas di Napoli, che hanno raccolto documentazione sanitaria e testimonianze utili alla ricostruzione dei fatti. Attualmente risultano sette medici iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso. Per due dei sanitari è contestata anche l’ipotesi di falso in relazione alla compilazione della cartella clinica del minore. Gli accertamenti puntano a chiarire eventuali criticità nella gestione clinica del paziente, sia nella fase del trapianto sia nel decorso post-operatorio. Le verifiche riguardano anche la completezza e la correttezza della documentazione sanitaria prodotta.

Oppido caso Domenico
A sinistra Guido Oppido, a destra Patrizia Mercolino, madre di Domenico Caliendo

Il lavoro dei periti e le richieste della difesa

Il collegio peritale incaricato dal gip ha il compito di fornire una valutazione tecnica indipendente su tutti gli elementi sanitari e procedurali. L’analisi dei nuovi documenti richiesti potrebbe risultare decisiva per la ricostruzione della dinamica clinica e delle eventuali responsabilità. La difesa della famiglia ha sottolineato la necessità di un esame approfondito anche delle comunicazioni interistituzionali, ritenute fondamentali per comprendere i passaggi autorizzativi e le eventuali segnalazioni intervenute prima e dopo l’intervento. L’incidente probatorio rappresenta una fase centrale dell’inchiesta, in quanto consente di cristallizzare le prove tecniche prima dell’eventuale processo. I prossimi sviluppi dipenderanno dall’analisi del materiale acquisito e dalle conclusioni che i periti depositeranno nelle prossime settimane.

Le indagini dei Carabinieri del Nasdi Napoli, coordinate dalla Procura partenopea (pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci), hanno portato all’iscrizione di sette medici nel registro degli indagati per omicidio colposo in concorso. Tra questi, due sanitari, il cardiochirurgo Guido Oppido e la seconda operatrice Emma Bergonzoni, sono in attesa della decisione del giudice in merito all’eventuale applicazione di una misura interdittiva, come la sospensione temporanea dall’esercizio della professione.

Per entrambi, infatti, la Procura contesta anche l’ipotesi di falso, in relazione alla compilazione della cartella clinica del piccolo Domenico. I due medici sono stati sottoposti a interrogatorio preventivo in due occasioni distinte, il 31 marzo e il 21 maggio. La riserva del gip non è stata ancora sciolta.

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