Un evento tanto atteso e chiaramente fondamentale per l’analisi delle nuove stagioni teatrali
Tre cartelloni, tre percorsi artistici apparentemente differenti ma in ogni caso incentrati sulla costante necessità di comunicare un ambito artistico sempre in fermento e pronto a sorprendere anno dopo anno. San Ferdinando, Mercadante e Ridotto. Tre anime, profonde, della città di Napoli, pronte a coinvolgere centinaia e centinaia di spettatori.
L’evento
Un evento straordinario, organizzato presso lo storico Teatro San Ferdinando di Napoli. La presentazione ufficiale della programmazione 2026/27, dello stesso teatro che fu culla della produzione “eduardiana”. Inoltre, la presentazione del prossimo cartellone del Teatro Mercadante e del Ridotto Mercadante. Uno spazio, quest’ultimo prettamente dedicato ad un teatro per certi versi più sperimentale ed aperto alle nuove generazioni di artisti.

Si parte, come sempre, dai saluti istituzionali di rito. Il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, infatti, è giunto in teatro per palesare la sua vicinanza a tutto l’ambiente. In più, ha sottolineato tutto l’orgoglio per una produzione artistica di altissimo livello.
“In un tempo storico in cui troppo spesso il mondo della cultura viene raccontato attraverso conflitti, divisioni e polemiche –ha spiegato Manfredi – il Teatro Nazionale di Napoli vuole invece essere il simbolo di una comunità che dialoga, costruisce, include. Ed è esattamente ciò che il nostro teatro sta riuscendo a realizzare“.
Successivamente, uno dei momenti più importanti dell’evento. Un’analisi profonda della programmazione futura dei tre teatri affidata ad un dialogo a due tra l’autore Maurizio De Giovanni e il direttore artistico del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Roberto Andò.
La programmazione
Numerosissime le opportunità offerte dai tre teatri napoletani, offerte al pubblico per confrontarsi con ambiti specifici della produzione artistica nostrana. Un viaggio intenso tra classico e contemporaneo con protagonisti, di fatto, i migliori attori, registi e autori della scena contemporanea nazionale. Al Teatro Mercadante, per esempio, da sottolineare la messa in scena di “L’ultimo nastro di Krapp”, di Samuel Beckett, “Press Conference” di Harold Printer, con protagonista Renato Carpentieri e la regia di Roberto Andò. “La Vasca”, di Franco Marcoaldi”, di Andrea Renzi con Anna Bonaiuto e “Pirandello Pulp”, con Gioele Dix, Massimo Dapporto e Fabio Troiano, di Edoardo Erba.
Al Teatro San Ferdinando, tra gli altri, spazio a “Una piece spagnola”, testo inedito nel nostro paese, di Yasmine Reza, diretto da Paolo Coletta, con in scena Teresa Saponangelo. “Il Sindaco del Rione Sanità“, diretto e interpretato da Geppy Gleijeses. “L’isola”, di Juan Carlos Rubio, con Cristina Donadio e Bianca Nappi, per la regia di Marcello Cotugno e infine “Norbatolo, un uomo giusto”, di Dacia Maraini, diretto da Fausto Russo Alesi.
Al Ridotto Mercadante, tra gli altri, spazio a “Quaderni di Serafino Gubbio operatore”, tratto da Pirandello, con la regia e spazio scenico di Flavio Capuozzo Dolcetta. “Recita dell’attore invecchiato”, di Gianni Celati, con Tonino Taiuto e Flo, per la regia di Luca Taiuti e infine “Isolina”, di Dacia Maraini, con Silvia Ajelli per la regia di Luca Bargagna.
Il clima
Al Teatro San Ferdinando, nella giornata di ieri, il pubblico era quello dei grandi eventi. La platea, quasi interamente occupata da rappresentanti della stampa, artisti, abbonati storici del teatro ed anche curiosi dell’ultimo momento ha rappresentato alla perfezione le varie anime che generalmente caratterizzano un ideale “comparto spettatori” di un un tipico spettacolo teatrale napoletano.
Mugugni e qualche commento di quelli che sperano nell’altrui appoggio per il ritardo del Sindaco di Napoli Gaetano Mandredi. Precedentemente impegnato, quest’ultimo, nell’inaugurazione del Chiosco Nest in Piazza Garibaldi, “ponte ipotetico” tra periferia e centro per sensibilizzazione culturale e teatrale sul territorio. Basterebbe essere informati (trattandosi di rappresentanti della stampa per comprenderlo). Già, perchè il primo cittadino, o presiede a tutti gli appuntamenti di un certo rilievo o è inutile che intervenga solo ed esclusivamente in quelli che si potrebbero definire i “salotti buoni”.
Presenziare a certi appuntamenti offre di certo la possibilità di pesare, per quanto possibile, la qualità stessa di certa stampa. Salottieri che spesso e male si fingono intellettuali. Mestieranti che noti mentre lanciano commenti a destra e sinistra, preferendo considerazione e luce rispetto alla stessa produzione artistica da raccontare, quantomeno, a chi legge (si spera pochi). Collezionisti di presenze che, allegramente e con tutta la disinvoltura di questo mondo raccontano di preferire questo o quest’altro contesto. In questo modo, evidenziando in modo netto, un certo orientamento per l’appunto al salotto, e molto meno al teatro.
Il bello di certi eventi è anche questo, diciamolo serenamente, la possibilità di tastare il polso dei vari contesti interessati a certe situazioni. Un “prezzemolino” De Giovanni, autore di indubbio valore, ma ormai presente praticamente ovunque. Talmente inflazionato, nell’immagine, da non capire bene quale possa essere il suo reale ambito. In più, una stampa, spesso di facciata, salottiera e ben disposta verso il circoletto del momento, poco interessata al teatro, per l’appunto e molto a quella luce, a quei riflettori forse sognati in gioventù, chissà.


