Il teatro storico napoletano presenta la nuova stagione teatrale caratterizzata da numerose e interessanti sorprese
Il Teatro Nuovo di Napoli presenta a stampa e pubblico la stagione teatrale 2026/27. Il tema centrale sarà l’attraversamento, la necessità del teatro, il bisogno, naturale, autentico di un qualcosa che possa rappresentare quasi un nascondiglio nostalgico, uno spazio vivo dove attingere energia e non solo. Il senso, insomma, della nuova programmazione artistica sempre essere questo.
Il tema della nuova programmazione
Il teatro è parte della vita degli appassionati, per chi vive di esso, per chi ci lavora, per chi non può fare a meno di confrontarsi con esso periodicamente. Tutto questo alla base di una idea, centrale, che trafigge, praticamente, attraversa la stessa programmazione del Teatro Nuovo di Napoli. Il teatro stesso, la sua essenza, al centro di tutto.

Il cartellone della stagione 2026/2027 sarà profondamente articolato e fortemente incentrato sulla produzione contemporanea. Una sorta di dialogo ipotetico tra grandi testi e nuove scritture, un incrocio tra teatro civile e comicità, sperimentazione visiva e drammaturgie che si rendono capaci di interrogarci sui tempi che viviamo.
Quando si parla di teatro, al giorno d’oggi, è giusto ragionare in un certo modo, rendersi conto che questo è uno dei pochissimi luoghi dove ancora la gente si incontra e crea una sorta di comunità fisica, con l’intento di condividere una esperienza che in un modo o nell’altro sarà unica, diversa, volta per volta. Di questi tempi, non è certo poco.
I protagonisti del prossimo cartellone
La nuova stagione del Teatro Nuovo prenderà il via il prossimo mese di ottobre, fino ad aprile 2027. Un gialogo continuo, si diceva, tra contemporaneo e passato, in tutte le sue forme artistiche. Protagonisti in scena, artisti del calibro di Filippo Nigro a Emma Dante, Paolo Nani a Marta Cuscunà, Matthias Martelli a Enzo Gragnaniello, Luca Bizzari, Francesco Montanari, passando per Yasmina Reza, Dario Fo e il teatro fisico internazionale
Tra i progetti riguardanti il mondo della danza occhio a Open Fest e Open Dance, una rassegna di musica che si caratterizzerà per quattro incontri dedicati alla cultura musicale napoletana. Momenti di Stand-up comedy, alla ricerca di nuove sensibilità e spazio al progetto Napoli Queer Festival, in collaborazione con Casa del Contemporaneo. Inoltre La rete dell’immaginario, rassegna teatrale per studenti e Drag Ring, condotta da Priscilla con performer tra le più iconiche del momento.
Gli spettacoli in scena
Dal 5 all’8 Novembre, andrà in scena il Presidente di Davide Carnevali, con Filippo Nigro per la regia di Fabrizio Arcuri. Dal 26 al 29 novembre, invece, spazio a Figli, di Mattia Torre, con Edoardo Pesce, Silvia D’Amico, Carlo De Ruggieri e Cristina Pellegrino. La regia sarà di Fausto Paravidino. Il mese di dicembre si aprirà poi con Apocalipsync, di Luciano Rosso e Maria Saccone, in scena l’1 e 2.
Dall’11 al 13 dicembre sarà invece la volta di La Lettera, di Paolo Nani. Dal 17 al 20 dicembre spazio alla musica con Enzo per Enzo – Gragnaniello vs Moscato. Il uovo anno si aprirà poi con Le Volpi, di Lucia Franchi e Luca Ricci, con Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato, in scena dal 14 al 17 gennario.
Dal 22 al 24 gennaio, poi, in scena ci sarà Mistero Buffo, di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Matthias Martelli e diretto da Eugenio Allegri. Dal 4 al 7 febbraio, spazio a Le Dieu du carnage, di Yasmine Reza, diretto da Antonio Zavatteri, con FrancescaAgostini, Andrea Di Casa, Alessia Giuliani e Antonio Zavatteri. Il medico dei maiali, d Davide Sacco, farà poi il suo ingresso al Teatro Nuovo tra il 18 e il 21 febbraio, con interpreti, Luca Bizzarri, Francesco Montanari, David Sebasti e Mauro Marino. Dall’11 al 14 marzo, invece, toccherà a Emma Dante con Tango della capinere, con in scena Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco. Chiusura di stagione affidata a Sorry Boys, di Marta Cusunà, dall’8 all’11 aprile, interpretato dalla stessa Cusunà.
Una stagione tutta da vivere
Un nuovo viaggio artistico, insomma, per il Teatro Nuovo di Napoli, sempre in prima fila in quanto a proposta e qualità delle produzioni e sempre impegnato a collocare il proprio percorso artistico all’interno di una visione e di un discorso molto più ampi e percepibili. Non resta che vivere di quelle emozioni, di quelle sensazioni, di godere del potere del teatro e darsi a lui, per trascorrere momenti di intensa e unica passione.


