Il sindaco e presidente Anci interviene all’evento “Far crescere il Sud nella tempesta globale”: “Superare gli stereotipi e costruire un nuovo ruolo internazionale”
Il Mezzogiorno come snodo strategico del Mediterraneo in trasformazione, tra crisi geopolitiche, transizione energetica e nuove opportunità di sviluppo. È la visione rilanciata dal sindaco di Napoli e presidente dell’Anci Gaetano Manfredi intervenuto all’evento nazionale “Far crescere il Sud nella tempesta globale”, ospitato al Circolo nazionale dell’Unione. Parallelamente, in Consiglio comunale, Palazzo San Giacomo ha approvato il rendiconto della gestione 2025, confermando il percorso di risanamento finanziario dell’ente.
Il Sud nella fase di transizione globale
Nel suo intervento, Manfredi ha inquadrato la condizione del Mezzogiorno all’interno di uno scenario internazionale attraversato da profonde trasformazioni, dalla pandemia alla guerra in Ucraina fino alla crisi energetica. Una sequenza di shock che, secondo il sindaco, impone una lettura nuova dei processi economici e politici.
“Dopo il Covid abbiamo vissuto anni di grandi difficoltà”, ha ricordato, sottolineando come l’attuale fase sia segnata da una “transizione geopolitica ed economica” che richiede nuovi strumenti di interpretazione. In questo contesto, ha osservato, il dibattito sul Sud non può più essere ancorato a schemi del passato: “Non possiamo parlare del Mezzogiorno con i vecchi stereotipi”.
Al centro della sua analisi, la collocazione geografica del Sud Italia nel cuore del Mediterraneo, area definita come crocevia di conflitti ma anche di potenziali traiettorie di crescita. “Il Sud è al centro del Mediterraneo, dove avvengono grandi cambiamenti”, ha detto Manfredi, indicando la necessità di un protagonismo diretto dei territori: “Non dobbiamo chiedere agli altri cosa fare, ma dire cosa vogliamo fare”.

Napoli e i conti pubblici: il percorso di risanamento
In parallelo all’intervento politico, il Consiglio comunale di Napoli ha approvato il rendiconto della gestione 2025, documento che fotografa un progressivo miglioramento della situazione finanziaria dell’ente. Secondo quanto illustrato dall’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, il Comune continua nel percorso di riduzione dell’esposizione complessiva e di rafforzamento degli equilibri di bilancio. Al 31 dicembre 2025 il debito si attesta a circa 3,44 miliardi di euro, in calo rispetto all’anno precedente e in forte riduzione rispetto ai 4,9 miliardi del 2021. Il piano di risanamento prevede, nelle stime dell’amministrazione, la possibile uscita dal disavanzo entro il 2030, con un anticipo rispetto alle previsioni iniziali.
Tra gli elementi evidenziati, la crescita della capacità di riscossione e il miglioramento della gestione dei residui, oltre alla riduzione del Fondo crediti di dubbia esigibilità e a una più efficiente gestione dei pagamenti.
L’intervento del sindaco in aula e il dibattito politico
Intervenendo in Consiglio, Manfredi ha ripercorso la situazione ereditata nel 2021, quando il Comune presentava un debito vicino ai 5 miliardi e una procedura di pre-dissesto già avviata. Il sindaco ha sottolineato come il percorso di risanamento sia stato possibile grazie a un insieme di fattori, tra cui il rispetto degli impegni finanziari e il contributo dei cittadini.
Secondo quanto riporta Napoli Today, il debito è in progressiva riduzione e potrebbe scendere ulteriormente nei prossimi anni, con l’obiettivo di tornare a una condizione ordinaria tra il 2026 e il 2027. Una parte rilevante delle risorse, ha spiegato il sindaco, è oggi destinata al ripiano del debito pregresso, ma l’uscita dalla fase straordinaria consentirebbe di liberare fondi per investimenti e servizi.
Nel dibattito sono intervenuti diversi consiglieri, con valutazioni generalmente favorevoli al percorso di risanamento ma con richieste di maggiore attenzione alla qualità dei servizi, alla manutenzione urbana e alla gestione delle periferie. Criticità sono state sollevate anche sul fronte della riscossione e del contrasto all’evasione.
Le prospettive: tra rigore finanziario e sviluppo urbano
Nel suo intervento conclusivo, Manfredi ha ribadito che il risanamento finanziario rappresenta una condizione necessaria per rafforzare la capacità di investimento della città. Solo con il completamento del percorso di riequilibrio, ha osservato, sarà possibile destinare maggiori risorse a infrastrutture, servizi, verde pubblico e politiche occupazionali.
La seduta del Consiglio si è chiusa con l’approvazione di ulteriori delibere in ambito scolastico e socioeducativo e con un minuto di raccoglimento. Verificato il numero legale, l’Aula è stata successivamente sciolta su richiesta di una parte dell’opposizione.


