La Procura di Napoli indaga sui lavori eseguiti nei pressi del palco del teatro di via Chiaia: accertamenti tecnici sui reperti sequestrati dopo il rogo del 17 febbraio
A settantacinque giorni dal devastante incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro di Napoli, la Procura partenopea accelera sulle indagini per chiarire le cause del rogo che ha colpito uno dei simboli culturali della città. Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di incendio colposo: si tratta del gestore della struttura, Salvatore Vanorio, 49 anni, e di un operaio 48enne che nei giorni precedenti aveva effettuato lavori all’interno del teatro di via Chiaia. L’iscrizione, spiegano gli inquirenti, rappresenta un atto dovuto che consentirà ai due indagati di nominare consulenti tecnici e partecipare agli accertamenti irripetibili disposti dalla magistratura. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal sostituto procuratore Mario Canale.
Gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura
Le attività investigative si concentrano ora sull’analisi dei reperti recuperati nell’area del palco e del sottopalco, zone considerate cruciali per comprendere il punto di origine delle fiamme. Gli specialisti incaricati dalla Procura dovranno stabilire il luogo di innesco e le modalità di propagazione dell’incendio che, nel giro di pochi minuti, ha devastato l’intera struttura storica. I reparti erano già stati sequestrati nelle settimane successive all’incendio. Le operazioni di recupero e messa in sicurezza si sono rivelate particolarmente complesse anche per i vigili del fuoco, a causa delle condizioni in cui versava l’edificio dopo il crollo di parte delle strutture interne.
Gli investigatori incroceranno i risultati delle analisi con gli altri elementi raccolti nel corso dell’indagine, tra cui i rilievi effettuati con un drone che aveva sorvolato il teatro poche ore dopo il rogo del 17 febbraio. Fondamentali anche le testimonianze raccolte dalla Polizia di Stato, delegata dalla Procura alle indagini.
L’ipotesi investigativa sui lavori vicino al palco
Secondo la ricostruzione dei fatti, all’interno del Teatro Sannazaro erano in corso lavori di ristrutturazione proprio nei giorni precedenti all’incendio. Gli operai avrebbero lavorato nei pressi del palco fino al giorno prima del rogo. L’ipotesi al vaglio degli investigatori è che un utensile o un’apparecchiatura elettrica possa aver provocato un surriscaldamento o un corto circuito. Non si esclude che uno strumento possa essere stato lasciato collegato all’impianto elettrico al termine della giornata lavorativa, generando successivamente una scintilla capace di innescare le fiamme. Gli inquirenti mantengono comunque il massimo riserbo sulle conclusioni investigative, in attesa degli esiti delle consulenze tecniche. Al momento non risultano confermate altre piste alternative.

Un incendio che ha cancellato due secoli di storia
Il rogo del 17 febbraio ha colpito profondamente il patrimonio culturale napoletano. Il Teatro Sannazaro, storica struttura situata nel cuore di Chiaia di Napoli, rappresentava da decenni uno dei punti di riferimento della tradizione teatrale cittadina. Le fiamme si sono propagate rapidamente a causa della presenza di materiali altamente infiammabili nelle aree del palco e delle scenografie. In poco tempo il fuoco ha compromesso gravemente gran parte della struttura interna, causando danni ingenti a locali, attrezzature e arredi storici.
Il futuro del teatro resta ancora incerto. Dopo gli annunci delle scorse settimane relativi alla possibile ricostruzione e al recupero dell’edificio, non sono ancora stati definiti tempi e modalità degli interventi. La priorità, al momento, resta quella di accertare con precisione le responsabilità e le cause che hanno portato alla distruzione del teatro.


