Consiglieri di opposizione denunciano lo stato di degrado della struttura intitolata al giurista Caianiello
Ad Aversa, la Casa della Cultura Vincenzo Caianiello, edificio pubblico simbolo della città, versa in condizioni di grave abbandono. Tre consiglieri comunali di opposizione hanno denunciato la trasformazione della struttura in un vero e proprio “dormitorio clandestino”. Inoltre, nei loro rilievi, l’hanno definito anche un “supermercato del riciclo illegale a cielo aperto”. L’episodio è stato formalmente segnalato alla Procura di Napoli Nord, con richiesta di intervento della Polizia Scientifica.
Il sopralluogo
I consiglieri comunali Mauro Baldascino, Mario De Michele e Marco Girone hanno effettuato un sopralluogo all’interno della Casa della Cultura. Questa struttura è intitolata a Vincenzo Caianiello, giurista e presidente della Corte Costituzionale nel 1995. I tre esponenti dell’opposizione hanno denunciato una devastazione sistematica: grondaie in rame sradicate, impianti di condizionamento smantellati, l’auditorium distrutto e stanze allagate. All’interno è stata trovata persino un’auto comunale semidistrutta, utilizzata come giaciglio. Secondo quanto riferito dai consiglieri, non si tratta di un singolo atto di vandalismo. Infatti, si parla di uno smantellamento protrattosi per mesi, spesso sotto gli occhi dei residenti. “Un soggetto in pieno giorno faceva la spola caricando pezzi di patrimonio pubblico da rivendere senza che una sola pattuglia intervenisse”, hanno spiegato Baldascino, De Michele e Girone.

Il simbolo infranto: un nome, una storia
La Casa della Cultura porta il nome di Vincenzo Caianiello, nato ad Aversa nel 1932 e scomparso nel 2002. Fu un giurista di fama e ministro della Giustizia nel governo Dini. I consiglieri sottolineano l’ironia amara del destino della struttura. Per loro è un luogo simbolo di cultura e istituzioni repubblicane ridotto a scenario di degrado.
“Non è solo vandalismo: è il monumento al fallimento politico e amministrativo della maggioranza attuale”, dichiarano i consiglieri, che hanno chiesto al sindaco e all’assessore al Patrimonio di riferire in Consiglio comunale e di assumersi la responsabilità della gestione dei beni pubblici. A seguito del sopralluogo, i tre consiglieri hanno formalizzato una denuncia alla Procura di Napoli Nord. Di conseguenza hanno richiesto l’intervento della Polizia Scientifica per rilevare eventuali tracce di DNA sui resti dei bivacchi rinvenuti.
Verso un futuro per la Casa della Cultura
La vicenda solleva interrogativi sulla gestione e la manutenzione degli edifici pubblici ad Aversa. Il degrado della Casa della Cultura evidenzia la necessità di strategie più efficaci per proteggere il patrimonio culturale e garantire sicurezza e fruibilità. Restituire dignità all’edificio significa non solo ripristinarne la struttura fisica, ma anche riaffermare il valore simbolico legato al nome di Vincenzo Caianiello, figura di rilievo nel panorama giuridico nazionale. L’auspicio dei consiglieri di opposizione è che il Comune intervenga rapidamente. In questo modo si potrà evitare che la Casa della Cultura diventi definitivamente un simbolo di abbandono e incuria.


