L’assassino delle due donne a Pollena Trocchia, identificato come Mario Landolfi, ha deposto l’interrogatorio spiegando nel dettaglio cosa sarebbe accaduto
Mario Landolfi, di Sant’Anastasia in provincia di Napoli, ha confessato l’omicidio delle due donne, i cui cadaveri sono stati trovati ieri mattina in un cantiere edile abbandonato di Pollena Trocchia. Le due, entrambe prostitute, sarebbero state uccise dall’uomo per una questione di soldi. Nel corso delle ultime ore, durante l’interrogatorio, ha rilasciato alcuni dettagli in merito all’omicidio e al ritrovamento dei corpi.
La confessione e il ritrovamento dei corpi
Se non avesse voluto che i corpi venissero trovati, li avrebbe distrutti: avrebbe usato le bottiglie vuote che aveva già nell’auto, le avrebbe riempite di benzina e avrebbe usato il fuoco per renderli irriconoscibili. Sono queste le parole che emergono dall’interrogatorio di Mario Landolfi. “Invece ho deciso di farli trovare”, ha dichiarato subito dopo il 49enne di Sant’Anastasia, il comune vesuviano in provincia di Napoli. Fin da subito, l’uomo ha confessato l’omicidio delle due donne, una 29enne del Casertano e una 48enne ucraina.

Il movente dell’omicidio
I particolari emergono fin da subito dal decreto di fermo emesso dal pm della Procura di Nola, l’accusa è di duplice omicidio con l’aggravante di futili motivi. Stando alla ricostruzione, le due donne, sarebbero state uccise in giorni diversi durante un litigio sulla somma di denaro che lui avrebbe dovuto dare per una prestazione sessuale. Landolfi, disoccupato e tossicodipendente, è stato subito rintracciato dai carabinieri in seguito ad alcune informazioni fornite da due coppie di giovani. Questi, ieri sera, l’hanno visto entrare nel cantiere in compagnia di una donna e uscire, un quarto d’ora dopo, da solo. I ragazzi, insospettiti, hanno allertato i militari dell’Arma, fornendo descrizioni, targa e modello dell’automobile. Quando i carabinieri di Cercola sono entrati nell’edificio, hanno trovato i due cadaveri. Le donne avevano ferite e traumi che facevano intuire che la morte fosse avvenuta per una caduta dall’alto.
Il racconto dell’assassino
Una volta entrato in caserma, Landolfi (difeso dall’avvocato Aldo Maione) ha ammesso le sue responsabilità in merito all’omicidio della donna più giovane. Ha raccontato di averla conosciuta nel pomeriggio di domenica, 17 maggio 2026, a Napoli in zona Gianturco, dove si prostituiva. Si sarebbero accordati per 100 euro e lui l’avrebbe poi portata a Pollena Trocchia, nella palazzina al secondo piano. Lì, prima che avvenisse la prestazione, avrebbero avuto una lite. La ragazza, stando al suo racconto, avrebbe chiesto 150 euro. Tra i due ci sarebbe stata una colluttazione vicino alla tromba delle scale e lei sarebbe caduta. Landolfi avrebbe tentato di recuperare il corpo con una fune che aveva in auto, ma senza alcun risultato. Inoltre, ha aggiunto che prima di incontrarla avrebbe fatto uso di cocaina, acquistata a Sant’Anastasia.
La confessione sulla seconda donna
In merito all’altra donna non ha detto nulla. Anzi, pare che l’umo abbia continuato a negare, sostenendo di non saperne nulla e di non aver neanche visto l’altro cadavere. In seguito, nel corso dell’interrogatorio, ha cambiato versione. Ha raccontato di averla incontrata e di aver prelevato anche lei a Gianturco il 16 maggio. In seguito, l’avrebbe fatta salire sull’auto. Anche in questo caso si sarebbero accordati per 80 euro in merito alla prestazione e 35 per l’albergo. L’avrebbe, invece, portata nella palazzina di Pollena Trocchia e qui sarebbe nata la discussione con la donna. Quest’ultima, resasi conto che avrebbe voluto consumare nella palazzina fatiscente e non in albergo, avrebbe iniziato il litigio. Lei, a detta di Landolfi, lo avrebbe ferito con le unghie ai polsi. “L’ho aggredita perché voleva spingermi, allora io ho gettato lei”, ha sostenuto infine l’uomo.
Un racconto questo, che fa comprendere, al di là dell’uso di sostanze stupefacenti usate dall’uomo, quanto sia ancora poco considerata la donna, che sia una prostituta o meno. Anche in questo caso, che sia per mancanza di soldi o per il cambio improvviso (dall’albergo alla palazzina) si percepisce il totale desiderio di sopraffare, pur di avere la meglio sull’altra. Starà agli inquirenti, ora, capire bene le dinamiche di quanto accaduto e l’effettiva veridicità delle sue parole.


