Un progetto nato tra i banchi di scuola della città partenopea fino all’approdo alla vetrina nazionale
Un testo, un manuale, una guida, si potrebbe dire, utilizzando un termine forse troppo asettico per il caso, su come educare ai sentimenti, come considerare certi comportamenti e condannarne senza alcun’attenuante, altri. “Le parole per dirlo”, nasce insomma da una quasi esigenza si spiegare, in un modo ben preciso come si dovrebbe essere nella vita.
Il momento storico
Il periodo storico che viviamo è di per se molto particolare, per la mole di cronaca a volte surreale che ci investe. La violenza di genere, sovrasta troppe volte l’immaginario pubblico, rende ogni cosa incomprensibile, ogni notizia, ogni situazione. In alcuni momenti dagli organi d’informazione si possono leggere cinque o sei notizie in altrettanti giorni.

Violenza, discriminazione, l’incapacità di tenere a bada in modo sereno i propri sentimenti, le proprie delusioni. Ogni situazione, ogni esperienza, al giorno d’oggi sembra poter contenere qualcosa che non è possibile raccontare. Come si contrasta questa tendenza? Come si può evitare di leggere o ascoltare di specifiche tragedie? Educando, quello che insomma in certi contesti si prova a fare.
Il progetto
Educare ai sentimenti, questa l’iniziativa promossa da “La principessa azzurra APS”, caratterizzata da una serie di attività nate e promosse nel corso degli ultimi dieci anni all’interno delle scuole di Napoli. Il fine, unico, contrastare ogni tipo di violenza e discriminazione di genere. Il tutto, nel tempo è diventato poi un libro.
Sabato 16 maggio, il testo in questione, “Le parole per dirlo”, sarà presentato alle ore 12:15 presso il Salone Internazionale del Libro di Torino, presso il Padiglione Oval – Stand della Regione Campania. Il piccolo manuale, cosi come si preferisce definirlo è nato tra le aule dei licei Mercalli, Galilei, Mazzini e di alti istituti scolastici napoletani.
Pubblicato da Marotta & Cafiero editori, il testo nasce dalla esperienze, dai laboratori, dalle riflessioni e dagli scritti che hanno caratterizzato questi anni di esperienza presso le scuole. Tutto è stato pian piano costruito intorno all’ascolto, il confronto e la scoperta di se e dell’altro.
Presentazione
In occasione della presentazione del manuale al Salone del Libro di Torino saranno presenti la scrittrice, docente e attivista Marianna Di Gioia e l’editore Rosario Esposito La Rossa, impegnati in un dialogo a tema con Paola Borsacchi, Mara Fortuna e Laura Saffiotti, curatrici del volume.
“Quando, ormai quasi quindici anni fa – ha spiegato Mara Fortuna – il femminicidio si è finalmente posto all’attenzione nazionale come un problema da affrontare con urgenza, si è cominciato a parlare diffusamente di educazione all’affettività e ai sentimenti nelle scuole. Noi, un piccolo gruppo di docenti, abbiamo cercato di rispondere a quella che è a tutti gli effetti un’emergenza e ci siamo chieste in cosa potesse consistere questa particolare educazione e come praticarla”.
Un progetto opportuno, con alle spalle solide basi e la consapevolezza di poter arrivare con enorme probabilità al fine stabilito. Oggi, il tutto è diventato un testo, un manuale, come si preferisce definirlo. La presentazione al grande pubblico e la speranza che da oggi, si possa sperare di riuscire ad educare contro violenza e discriminazione, nel vero senso della parola.


