Il sindaco dimissionario replica alle parole del capogruppo regionale di Fratelli d’Italia dopo le dichiarazioni del procuratore Fragliasso durante la demolizione di Palazzo Fienga
Si accende lo scontro politico a Torre Annunziata dopo le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo. Al centro della polemica ci sono le dichiarazioni del procuratore capo Nunzio Fragliasso, pronunciate durante la cerimonia di demolizione di Palazzo Fienga, e la successiva presa di posizione di Gennaro Sangiuliano, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia in Campania. Cuccurullo ha risposto duramente alle parole dell’ex ministro della Cultura, accusandolo di adottare un “garantismo a corrente alternata” e contestando il tono utilizzato nei confronti dell’amministrazione comunale oplontina.
Le parole del procuratore e le dimissioni del sindaco
La vicenda nasce nel corso della cerimonia simbolica per l’abbattimento di Palazzo Fienga, edificio considerato per anni uno dei simboli della presenza della criminalità organizzata a Torre Annunziata. Durante l’evento, il procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, aveva dichiarato che nella città “ci sono ancora troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe ombre e troppe illegalità nel seno della stessa amministrazione comunale”. Parole che hanno avuto immediate conseguenze sul piano politico. Due giorni fa Corrado Cuccurullo ha annunciato le proprie dimissioni da sindaco, aprendo una nuova fase di incertezza amministrativa per il Comune oplontino. L’intervento del magistrato ha alimentato il dibattito pubblico sulla situazione politica e amministrativa della città, già da tempo al centro del confronto tra maggioranza e opposizioni sul tema della legalità e del rilancio del territorio.
L’intervento di Sangiuliano
A commentare la vicenda è stato Gennaro Sangiuliano, oggi capogruppo regionale di Fratelli d’Italia in Campania. In una nota, l’ex ministro ha espresso sostegno alle parole del procuratore Fragliasso, affermando che “ogni cittadino onesto e attento alla qualità dell’amministrazione pubblica in Campania dovrebbe essere grato” al magistrato “per aver squarciato il velo delle ipocrisie sulla città”. Sangiuliano ha inoltre sostenuto che “le doverose dimissioni del sindaco dovevano giungere già da tempo”, aggiungendo che Torre Annunziata sarebbe “ferma senza prospettive di rilancio economico e sociale”.
Nel suo intervento, il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia ha poi collegato il momento attraversato dalla città ai romanzi dello scrittore Michele Prisco, autore originario di Torre Annunziata. “I titoli dei suoi romanzi più famosi, ‘La provincia addormentata’ e ‘Spirale di nebbia’, sono quanto mai attuali”, ha dichiarato. Sangiuliano ha definito l’abbattimento di Palazzo Fienga “solo l’inizio di un risanamento materiale che deve accompagnarsi a quello morale con un cambio di classe dirigente”.

La replica di Cuccurullo
La risposta di Corrado Cuccurullo non si è fatta attendere. In una nota, il sindaco dimissionario ha accusato Sangiuliano di utilizzare un doppio standard sul tema del garantismo. “Quando le ombre del caso Boccia hanno toccato lui, il ministro Sangiuliano ha rivendicato, con pieno diritto, la presunzione d’innocenza, il rispetto del processo, l’attesa degli accertamenti”, ha dichiarato Cuccurullo. “Oggi, però, lo stesso Sangiuliano si scopre giustizialista di ferro”. Secondo l’ex sindaco, il garantismo “non può essere un mantello da indossare quando serve a sé e da strappare di dosso quando serve agli altri”. Cuccurullo ha inoltre criticato il sostegno espresso da Sangiuliano nei confronti del procuratore prima di eventuali accertamenti giudiziari.
Nella parte finale della nota, Cuccurullo ha anche richiamato un episodio che vide protagonista Sangiuliano durante il Premio Strega 2023, quando l’allora ministro della Cultura dichiarò pubblicamente di aver votato i libri finalisti senza averli letti. “Si comprende allora la passione odierna per i titoli dei romanzi di Michele Prisco. I titoli, in effetti, restano più maneggevoli delle pagine”, ha concluso.
Il clima politico in città
Lo scontro tra Cuccurullo e Sangiuliano si inserisce in un clima politico già particolarmente teso a Torre Annunziata. Le dimissioni del sindaco aprono ora interrogativi sul futuro amministrativo della città e sugli sviluppi istituzionali delle prossime settimane. La demolizione di Palazzo Fienga, considerata un momento simbolico nella lotta contro la criminalità organizzata sul territorio, avrebbe dovuto rappresentare un passaggio di rilancio per la città. Le dichiarazioni del procuratore e il successivo confronto politico hanno invece acceso nuove polemiche sul rapporto tra istituzioni, magistratura e amministrazione locale.


