Patrizia Mercolino incontrerà Papa Leone XIV durante la visita a Napoli. Rinviati al 21 maggio gli interrogatori dei due cardiochirurghi indagati per la morte del piccolo Domenico
«Sono molto emozionata, mio figlio sarà lì con me». Con queste parole Patrizia Mercolino ha raccontato l’attesa per l’incontro con Papa Leone XIV, previsto domani al Duomo di Napoli, in occasione della visita del Pontefice nel capoluogo campano. La donna è la madre di Domenico Caliendo, il bambino morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi dopo le complicazioni seguite a un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre. Un dolore che nelle ultime settimane si è trasformato anche in una battaglia di verità e giustizia portata avanti dalla famiglia del piccolo. L’incontro tra Patrizia Mercolino e il Papa si svolgerà prima dell’arrivo del Pontefice in Piazza del Plebiscito. Per la madre del bambino sarà un momento dal forte valore simbolico e spirituale. Questo momento sarà vissuto nel ricordo del figlio scomparso a soli pochi mesi dall’intervento chirurgico che avrebbe dovuto salvargli la vita.
Le indagini sulla morte del piccolo Domenico
La Procura di Napoli continua intanto a indagare sulle circostanze che hanno portato alla morte del bambino. Secondo le prime ricostruzioni, il cuore trapiantato a Domenico sarebbe stato compromesso a causa del ghiaccio prima dell’impianto. Sono sette le persone attualmente indagate per omicidio colposo. Tra queste figurano anche i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, che devono rispondere inoltre dell’accusa di falso in cartella clinica.
Gli interrogatori preventivi dei due medici, inizialmente previsti nei prossimi giorni, sono stati rinviati al 21 maggio. La decisione è stata presa dal gip del tribunale di Napoli, Mariano Sorrentino, accogliendo la richiesta avanzata dai legali dei professionisti coinvolti. Gli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge hanno rappresentato Oppido e l’avvocato Vincenzo Maiello ha rappresentato Bergonzoni.
Un primo confronto davanti al giudice si era già svolto il 31 marzo scorso. In quell’occasione la Procura di Napoli, con il pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, aveva chiesto l’applicazione di una misura interdittiva con la sospensione temporanea dalla professione medica per i due cardiochirurghi. Dopo le memorie difensive depositate dagli avvocati, il gip ha però disposto un nuovo interrogatorio. Questo accadrà prima di assumere eventuali decisioni sulle misure richieste dai magistrati.

La posizione della famiglia Caliendo
La decisione di rinviare gli interrogatori ha provocato la reazione della famiglia Caliendo. Attraverso il proprio legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, la famiglia ha espresso forte contrarietà rispetto allo slittamento. «Com’è noto, la dottoressa Bergonzoni è ancora in servizio presso il Monaldi mentre il cardiochirurgo Guido Oppido, sebbene sospeso dall’ospedale, può operare anche altrove. Questo è intollerabile e chiediamo che venga emessa nei loro riguardi una misura che li impedisca di operare», ha dichiarato il legale della famiglia. Parole che testimoniano la tensione e il dolore vissuti dai genitori del piccolo Domenico. I genitori sono ancora in attesa di risposte definitive su quanto accaduto durante il delicato percorso clinico del bambino. La vicenda ha suscitato grande attenzione anche nell’opinione pubblica napoletana. Inoltre, la storia ha riaperto il dibattito sui protocolli di sicurezza nei trapianti pediatrici e sulla gestione delle emergenze mediche in strutture altamente specializzate come il Monaldi.
Una giornata tra fede e dolore
Nel giorno della visita di Papa Leone XIV, il volto di Patrizia Mercolino diventa così anche il simbolo di una madre che continua a cercare conforto dopo una perdita devastante. L’incontro con il Pontefice rappresenterà per lei un momento profondamente personale, intrecciato alla memoria del figlio e alla speranza che venga fatta piena luce sulla sua morte. In una città che si prepara ad accogliere il Papa tra celebrazioni e sicurezza rafforzata, la storia di Domenico Caliendo resta una delle ferite più dolorose degli ultimi mesi.


