Ospedale Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli
📍 Napoli

7 Maggio 2026

Martina Sarracino

Neonato morto al Monaldi di Napoli: processo per 12 operatori sanitari. Pregliasco: “Evitare criminalizzazione dei medici”

Si riaccende il caso del piccolo Christian, neonato morto all’ospedale Monaldi di Napoli: rinvio a giudizio per 12 operatori sanitari, tra medici e infermieri: interviene Pregliasco

Un’altra vicenda giudiziaria che coinvolge l’ospedale Monaldi di Napoli, ultimamente sotto i riflettori dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo deceduto a seguito di un trapianto al cuore non riuscito. Il gup del Tribunale di Napoli Rosaria Maria Aufieri, ha rinviato a giudizio 12 sanitari indagati per la morte del piccolo Christian, nato da soli 6 giorni e deceduto in ospedale il 10 dicembre 2024. I sanitari in questione, all’epoca erano in servizio nei reparti di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale. Ora viene contestato di aver provocato la morte del piccolo Christian.

Le accuse al personale sanitario

Secondo l’accusa, i sanitari indagati non avrebbero monitorato la corretta posizione di un catetere venoso centrale applicato per alimentare il bambino, che era nato sottopeso. Il catetere, infatti, a seguito di perizie eseguite, avrebbe provocato una lesione cardiaca con fuoriuscita di liquido parenterale. Questo, avrebbe comportato a sua volta, a una situazione di insufficienza cardio-respiratoria e alla conseguente morte del piccolo Christian, nato da appena sei giorni. I legali che assistono la famiglia di Christian hanno espresso soddisfazione per il rinvio a giudizio dei 12 sanitari indagati. Un primo passo significativo, come dichiarano gli avvocati, verso l’accertamento della verità e la responsabilità della tragica vicenda. L’inizio del processo è fissato per il 13 luglio 2026.

Le parole di Pregliasco

In merito alla vicenda è intervenuto anche Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale. Non solo, anche past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International. Con una nota, ha subito commentato il rinvio a giudizio del giudice per l’udienza preliminare Rosaria Maria Aufieri. “Sulla vicenda del neonato deceduto al Monaldi bisogna mantenere grande rispetto sia per il dolore della famiglia sia per il lavoro dei professionisti coinvolti”, ha spiegato inizialmente.

In seguito, ha espresso la volontà di non criminalizzare l’attività medica prima di conoscere l’esito del processo. “Il rinvio a giudizio è un passaggio previsto dall’ordinamento e servirà ad accertare eventuali responsabilità, ma non equivale a una condanna. Allo stesso tempo, è evidente che il tema della responsabilità professionale in sanità meriti una riflessione più ampia: chi opera in contesti ad altissima complessità clinica, spesso in condizioni organizzative difficili, deve poter lavorare con rigore ma anche con serenità. Occorre evitare sia ogni forma di impunità sia il rischio di una continua criminalizzazione dell’atto medico, che alimenta medicina difensiva e rende meno attrattive professioni già oggi sotto forte pressione”.

Fabrizio Pregliasco
Fabrizio Pregliasco

Un sistema sanitario difficile

La vicenda del piccolo Christian rappresenta una ferita profonda e allo stesso tempo un punto di riflessione per l’intero sistema sanitario. Da un lato vi è il bisogno di giustizia e chiarezza per la famiglia, dall’altro la necessità di tutelare chi opera quotidianamente in condizioni complesse. Viene però da chiedersi: come può il sistema sanitario garantire al tempo stesso trasparenza nelle responsabilità e serenità operativa per i professionisti, senza che la paura della sanzione comprometta la qualità delle cure? C’è però l’esigenza al tempo stesso di garantire estrema sicurezza ai pazienti, garantendo attenzione, cura e tutte le tecnologie necessarie.

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