Il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri
Il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri

6 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Gratteri, il bilancio: “Nella lotta alla camorra risultati in crescita del 30-35% rispetto al passato”

Il procuratore della Repubblica di Napoli ha parlato all’Università di Salerno durante un incontro con gli studenti del Festival Internazionale di Pedagogia Generativa e Comunità Pensanti

Il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha dichiarato che l’attività di contrasto alla camorra ha registrato risultati “superiori del 30-35% rispetto agli anni precedenti”. Le dichiarazioni sono arrivate nel corso di un incontro con gli studenti dell’Università di Salerno, nell’ambito del Festival Internazionale di Pedagogia Generativa e Comunità Pensanti. Gratteri ha inoltre richiamato l’esperienza maturata negli ultimi anni e il lavoro svolto sul territorio.

I risultati dell’attività di contrasto alla criminalità organizzata

Nel corso del suo intervento, Gratteri ha sottolineato l’andamento dell’attività investigativa e giudiziaria nel distretto di Napoli da quando ha assunto l’incarico, il 20 ottobre 2023. “Io sono a Napoli dal 20 ottobre 2023 e sto conoscendo, sto imparando la camorra, ho visto, sto studiando tante camorre, tanti livelli di camorra e nel corso di questi anni abbiamo ottenuto risultati importanti, abbiamo dei risultati superiori del 30-35% rispetto agli anni precedenti”, ha dichiarato il procuratore.

Secondo quanto affermato, il sistema giudiziario e investigativo starebbe quindi registrando un incremento dell’efficacia operativa rispetto al passato recente. Gratteri ha evidenziato anche la necessità di un progressivo rafforzamento degli strumenti a disposizione della magistratura e delle forze dell’ordine, sottolineando come il lavoro sia orientato a una maggiore “efficienza” e “performance” complessiva.

L’incontro con gli studenti dell’Università di Salerno

L’appuntamento all’Università di Salerno ha rappresentato uno dei momenti centrali della giornata. Gratteri ha definito l’incontro “bellissimo”, soffermandosi sulla partecipazione degli studenti e sulla qualità del confronto. “È stato bellissimo incontrare questi ragazzi attentissimi con ragionamenti e riflessioni profonde che abbiamo fatto assieme”, ha spiegato. Il procuratore ha evidenziato il valore formativo dell’iniziativa, inserita nel Festival Internazionale di Pedagogia Generativa e Comunità Pensanti, sottolineando l’importanza del dialogo con le nuove generazioni. L’obiettivo, ha aggiunto, è quello di contribuire a una maggiore consapevolezza sul mondo del lavoro e sulle sfide legate alla formazione delle competenze. “Spero sia servito questo incontro schietto, sincero, senza infingimenti, proprio per proiettarli nel mondo, nel loro mondo del lavoro, che è quello di formare le nuove generazioni”, ha affermato Gratteri nel suo intervento.

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L’esperienza a Catanzaro e il riferimento ai risultati territoriali

Nel corso del suo intervento, il procuratore ha richiamato anche la lunga esperienza alla guida della Procura di Catanzaro, durata sette anni. In quel periodo, ha spiegato, il lavoro di contrasto alla criminalità organizzata ha prodotto effetti rilevanti non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello sociale e territoriale. Gratteri ha fatto riferimento anche a un docufilm registrato durante la sua permanenza in Calabria, dedicato all’evoluzione della ’ndrangheta e all’impatto delle attività di magistratura e forze dell’ordine sul territorio. “Abbiamo raccontato la ’ndrangheta, abbiamo incontrato l’evoluzione, abbiamo incontrato l’impatto che il nostro lavoro, quello delle forze dell’ordine e quello della magistratura, ha avuto sulla Calabria”, ha dichiarato. Il procuratore ha inoltre collegato l’esperienza calabrese a un risultato politico e sociale, citando il referendum nel distretto di Catanzaro. “I miei 7 anni a Catanzaro hanno consentito anche di far vincere il no nel distretto di Catanzaro”, ha affermato.

Prospettive e lavoro sul territorio napoletano

Guardando all’attuale incarico a Napoli, Gratteri ha ribadito la necessità di continuare a studiare e analizzare le diverse forme della camorra, evidenziandone la complessità e la stratificazione. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare ulteriormente la capacità di intervento degli uffici giudiziari e delle forze dell’ordine. Il procuratore ha descritto un contesto in evoluzione, caratterizzato da più livelli criminali e da una struttura organizzata articolata. In questo scenario, ha spiegato, il lavoro della magistratura si concentra sull’adattamento continuo delle strategie investigative e sul consolidamento dei risultati ottenuti.

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