Villa Sonrisa. Foto da Vanity Fair.
Villa Sonrisa. Foto da Vanity Fair.
📍 Sant'Antonio Abate

5 Maggio 2026

Martina Sarracino

Napoli, caso La Sonrisa: a luglio la Cassazione. I Polese tentano la revisione del processo

Dopo l’ordinanza dello sgombero, il caso La Sonrisa a Napoli è tutt’altro che chiuso: la famiglia Polese chiede la revisione del processo, a luglio la Cassazione

Non è conclusa la complessa vicenda giudiziaria legata al “Castello delle Cerimonie”, ossia il Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate. Nonostante la recente notifica dell’ordinanza di sgombero, la famiglia Polese prosegue la sua difesa con una nuova strategia legale, articolata su più fronti. L’obiettivo è quello di evitare la chiusura definitiva dell’intera struttura e la confisca degli immobili, già disposta nei precedenti gradi di giudizio.

Il doppio fronte giudiziario

La difesa, composta dagli avvocati Dario Dario Vannetiello, Veronica Paturzo e Andrea Castaldo, ha avviato una serie di iniziative sia presso la Corte di Cassazione sia presso la Corte d’Appello di Roma. Un doppio fronte giudiziario che mira a ribaltare o almeno mettere in discussione le sentenze emesse fino a questo momento. Il collegio difensivo punta prevalentemente su nuovi elementi che, secondo i legali, non sarebbero stati valutati adeguatamente nel corso del processo giudiziario.

L’appuntamento decisivo con la Corte di Cassazione

Un momento cruciale è atteso per il 9 luglio, quando la Corte di Cassazione si pronuncerà in merito ai ricorsi presentati contro la dichiarazione di inammissibilità di una precedente richiesta di revisione. Stando a quanto riporta la tesi definitiva, il reato di lottizzazione abusiva contestato alla famiglia Polese sarebbe insussistente, soprattutto tenendo conto di nuovi elementi emersi successivamente. In particolare, si sostiene che non si sia mai accertata in modo concreto l’incidenza urbanistica delle opere realizzate all’interno della struttura.

Inoltre, è stata depositata una nuova istanza alla Corte d’Appello di Roma, fondata su due principali aspetti procedurali. In tal caso, la difesa ha presentato otto nuovi elementi probatori, tra cui documenti fiscali, perizie tecniche e atti che riguardano procedimenti precedenti. L’obiettivo principale è quello di dimostrare che il reato contestato sarebbe già caduto in prescrizione prima dell’avvio del processo. Nel caso in cui questa interpretazione venisse accolta, si potrebbe annullare la confisca degli immobili e restituire le proprietà alla famiglia.

Un festeggiamento al Castello delle Cerimonie
Un festeggiamento al Castello delle Cerimonie

Le conseguenze sul territorio

La complessa vicenda non riguarda solo i diretti interessati, ma coinvolge anche tutto il tessuto sociale ed economico del territorio, a Napoli. La Sonrisa, infatti, rappresenta una realtà ben consolidata, conosciuta per eventi, cerimonie e produzioni televisive che ne hanno aumentato la fama nel corso degli anni. Inoltre, circa cento lavoratori vedono il proprio futuro lavorativo legato prevalentemente all’esto della controversia giudiziaria. Non è da escludere, dunque, che l’eventuale chiusura, potrebbe avere ripercussioni importanti sia sul territorio che dal punto di vista occupazionale.

La strategia di difesa si inserisce in un contesto piuttosto ampio, in cui casi simili hanno portato a esiti già favorevoli nei gradi successivi di giudizio. I legali, nel frattempo, confidano nella possibilità di ottenere una revisione delle precedenti decisioni, facendo lega principalmente sui nuovi elementi presentati. Sarà la magistratura a stabilire se tali argomentazioni saranno sufficienti o meno a modificare il corso della vicenda.

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