La mamma Patrizia con il bambino.
Mamma Patrizia con il bambino Domenico
📍 Napoli

2 Maggio 2026

Cristina Siciliano

La storia di Domenico Caliendo, la madre Patrizia scrive un libro: “Vivevamo in simbiosi”

Un dramma che ha scosso l’Italia, una madre che racconta la sua sofferenza e la sua forza dopo la perdita del piccolo Domenico

La sua vita era segnata da una simbiosi unica, quella di una madre e un figlio che condividevano ogni istante. Patrizia Mercolino non dimentica il suo piccolo Domenico, il bambino che ha lottato contro una malattia e che ha combattuto fino all’ultimo respiro dopo un trapianto di cuore che non è riuscito a salvarlo. Un dolore che oggi la madre racconta in un libro scritto insieme all’avvocato Francesco Petruzzi, per rendere giustizia a una battaglia che ha visto il suo piccolo guerriero diventare il simbolo della speranza, ma anche della tragedia.

La vita di Domenico: una madre, un amore indissolubile

«Vivevamo in simbiosi. Mio figlio ed io eravamo sempre insieme, giorno e notte. Dormiva nel mio letto, si addormentava solo con me. E quando si svegliava, ero io l’unica che riusciva a calmarlo». Così racconta in un’intervista esclusiva a la Repubblica, Patrizia, madre di Domenico, che ha dovuto fare i conti con una diagnosi difficile: miocardiopatia dilatativa. Una condizione che ha cambiato radicalmente la sua vita e quella della sua famiglia. Insieme al marito Antonio e ai suoi due figli maggiori, ha vissuto giorno dopo giorno con la consapevolezza che la vita del suo piccolo era appesa a un filo. Eppure, ogni istante trascorso insieme, anche nelle difficoltà, era per lei un dono.

«Domenico era una forza della natura. Con lui ho imparato a vivere con mille cautele, ma anche a dargli una vita il più normale possibile. Lo portavo al mare, lo coccolavo e lo facevo divertire. Nonostante le sue difficoltà, era un bambino pieno di vita», racconta a la Repubblica. La sua battaglia contro la malattia ha unito la famiglia, che ogni giorno trovava forza l’uno nell’altro, ma soprattutto in Domenico, che era sempre al centro di ogni gesto, di ogni pensiero.

La tragedia del trapianto: dalla speranza alla disperazione

Il 23 dicembre 2025, Domenico è stato sottoposto a un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. Quella data doveva essere un nuovo inizio, la speranza di una vita senza più paura. Ma il cuore che gli è stato trapiantato era danneggiato durante il trasporto, una disattenzione che si è rivelata fatale. Dopo mesi di lotta, il piccolo guerriero non ce l’ha fatta. La madre non ha potuto fare a meno di interrogarsi su quanto accaduto. «Mi sento in colpa per non aver ascoltato il mio cuore, per non aver seguito il mio istinto», ammette Patrizia. Un dolore che non si può spiegare, una sofferenza che si porta dentro ogni giorno.

Tuttavia, la madre ha trovato il coraggio di raccontare la storia di Domenico, con l’intento di far capire a tutti quanto sia stato grande il suo amore per lui, e quanto quel piccolo cuore avesse ancora tanto da dare. «Ho deciso di pubblicare le foto di Domenico per mostrare a tutti quanto fosse pieno di vita prima dell’intervento», spiega Patrizia. «Sentivo dire che mio figlio era già condannato, ma io volevo che il mondo vedesse la sua vitalità».

peluche Domenico Caliendo Monaldi
I peluche per Domenico Caliendo all’esterno dell’ospedale Monaldi

La sofferenza di una madre: la battaglia continua

La perdita di Domenico ha lasciato un vuoto immenso nel cuore di Patrizia. La sua vita è cambiata per sempre, ma il suo amore per lui rimane intatto. «Ogni giorno, vado al cimitero. Mi siedo sulla sua tomba, lo bacio, gli parlo. E piango. È il mio momento», racconta la madre, con una voce che tradisce il dolore di chi ha perso una parte di sé. Nonostante tutto, Patrizia trova la forza di andare avanti, di pensare ai suoi figli, di vivere per loro, come Domenico le avrebbe chiesto se fosse stato ancora con lei. «Non posso crollare, devo restare forte per loro. E questo è ciò che mi dà la forza di affrontare ogni giorno», aggiunge.

Anche i fratelli di Domenico vivono il lutto a modo loro. Il suo fratellino maggiore, quando ha saputo che il piccolo non ce l’aveva fatta, ha guardato la madre e le ha detto: «Mamma, fagliela pagare». La sorellina, invece, non smette di baciargli la foto e di piangere. Un dolore che si traduce in un silenzio carico di sentimenti, in uno struggente desiderio di giustizia. «Chi è responsabile deve mettersi una mano sulla coscienza. A me manca l’aria, ma a loro deve mancare il respiro», afferma Patrizia a la Repubblica.

La speranza di un cambiamento: il futuro di una famiglia

Il dolore che Patrizia e la sua famiglia stanno vivendo è indescrivibile, ma la madre non vuole arrendersi. Il suo libro, Un cuore bruciato, è un atto di denuncia, ma anche un tributo all’amore che ha legato lei e Domenico. «Scrivere è stato terapeutico. Quando racconto, mi sento bene, ma poi quando rileggo, mi vengono le lacrime», racconta sempre a la Repubblica. Nonostante il dramma, c’è ancora una speranza: che la storia di Domenico, il suo cuore e il suo coraggio, possano servire a migliorare il sistema sanitario, a evitare che altre famiglie vivano la stessa tragedia.

La sua battaglia legale continua, con l’obiettivo di fare chiarezza su quanto accaduto durante il trapianto, e di ottenere giustizia per il piccolo Domenico. La sua storia, però, non si ferma qui. Sarà un esempio di amore, lotta e speranza, un messaggio che resterà impresso nel cuore di chi l’ha seguita.

Lascia un commento