Il tema delle liste d’attesa nella sanità pubblica, a Benevento, torna al centro del dibattito: Rubano promette di sottoporre il problema al Parlamento
Torna al centro del dibattito il tema delle liste d’attesa eccessivamente lunghe nella sanità pubblica che costringerebbero, di fatto, i cittadini a rivolgersi al privato. La problematica evidenzia un’importante criticità che incide indirettamente sull’equità nell’accesso alle cure. A sottolineare questo problema è il deputato di Forza Italia, Francesco Maria Rubano. Insieme al consigliere regionale Errico, avvieranno una serie di consultazioni con il settore sanitario. Tempi sempre più lunghi per visite ed esami stanno mettendo in luce un problema sempre più preoccupate. Persiste una elezione implicita tra chi può permettersi di pagare per accedere rapidamente al privato e chi, invece, è costretto ad aspettare, spesso con gravi conseguenze anche sulla salute.
La denuncia politica sul sistema di sanità pubblica
Rubano, ha affermato con chiarezza: “Se oggi nel Sannio oltre un cittadino su tre è costretto a rivolgersi al privato per una visita o un esame, significa che il diritto alla salute rischia di diventare un privilegio. È un dato che impone una risposta politica immediata”. Ha poi esposto il suo prossimo obiettivo: “Per questo, insieme al consigliere regionale Ferdinando Enrico, avvieremo nelle prossime settimane una serie di consultazioni con il settore sanitario nel territorio di Benevento, coinvolgendo medici, operatori, strutture accreditate e rappresentanze civiche, per raccogliere dati, criticità e proposte concrete sulle liste d’attesa e sull’accesso alle cure”.
L’intervento del consigliere regionale
Il deputato di Forza Italia ha poi chiarito: “Ho chiesto inoltre a Enrico di presentare un’interrogazione urgente in Consiglio regionale per fare chiarezza sui tempi di attesa reali, sulla tenuta del sistema convenzionato e sul numero di cittadini che, per necessità o esasperazione, finiscono per pagare di tasca propria prestazioni che dovrebbero trovare nel servizio pubblico”. Infine, ha esposto la volontà di portare il problema al Parlamento. “Da parte mia porterò questo tema all’attenzione del Parlamento, perché difendere la sanità pubblica significa difendere un principio di giustizia sociale. Nessuno deve essere costretto a scegliere tra aspettare troppo o pagare per curarsi”.
Le parole del deputato mettono in evidenza un problema strutturale ormai ben evidente. Il sistema sanitario pubblico, pur restando formalmente universalistico, si sta evolvendo verso una dinamica in cui le possibilità economico incidono sempre di più sull’accesso alle cure. Le liste d’attesa, inizialmente usate come strumento organizzativo, stanno diventando sempre più un meccanismo di selezione sociale. Ne deriva che chi ha la possibilità economica può evitare l’attesa, mentre gli altri restano vincolati ai tempi del pubblico.

Il rischio per il diritto alla salute
Questa dinamica colpisce il principio costituzionale del diritto alla salute, che dovrebbe essere garantito in modo uguale per tutti. Se una prestazione arriva troppo tardi, infatti, rischia di perdere parte della sua efficacia. In questo modo, si finisce per trasformare un diritto di fatto solo teorico, in un servizio inaccessibile. Il problema, dunque, non è solo sanitario, ma anche sociale. Non mancano problematiche strutturali che alimentano il fenomeno. Carenza di personale, risorse limitate e crescita della domanda di prestazione sono solo alcuni dei punti essenziali sui quali fare luce.
In un contesto del genere, il ricorso al privato non è una scelta più libera, ma una vera e propria soluzione obbligata per chi non può permettersi di aspettare. Questo crea una frattura sempre più evidente tra i cittadini. Affrontare il problema delle liste d’attesa, specie in Campania e nel beneventano come in questo caso, significa intervenire in profondità sull’organizzazione del sistema sanitario.


