Rapina carabinieri a Napoli
Rapina carabinieri a Napoli

17 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Napoli, l’assedio dei clienti davanti alla banca rapinata: «Ci hanno svuotato le cassette di sicurezza?»

Dopo il colpo nella filiale di piazza Medaglie d’Oro, cresce l’ansia tra i correntisti in attesa di verifiche ufficiali

Napoli si è svegliata all’indomani di una rapina destinata a lasciare il segno nella cronaca cittadina. Nella serata di giovedì, decine di clienti si sono radunati davanti alla filiale di Crédit Agricole in piazza Medaglie d’Oro, chiedendo risposte sull’eventuale violazione delle proprie cassette di sicurezza. Le verifiche sono ancora in corso e l’entità del bottino non è stata quantificata.

La tensione davanti alla filiale

Con il passare delle ore, la preoccupazione si è trasformata in tensione palpabile. «Fateci entrare», «Voglio sapere se la mia cassetta è stata aperta», secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, sono alcune delle richieste rivolte dai clienti al personale e alle forze dell’ordine presenti sul posto. La piazza, al confine tra i quartieri Arenella e Vomero, è rimasta affollata fino a tarda sera. Molti correntisti hanno atteso per ore senza ricevere risposte immediate. Le informazioni diffuse nel corso della giornata, tra immagini circolate online e notizie rilanciate dai media, hanno contribuito ad alimentare l’incertezza. Le autorità hanno invitato alla calma, spiegando che le operazioni di verifica richiederanno tempo, data la complessità della situazione.

La dinamica della rapina

Il colpo è stato messo a segno nella mattinata di giovedì 16 aprile da un gruppo composto, secondo le prime ricostruzioni, da quattro o cinque persone. I rapinatori sarebbero entrati nella filiale attraverso un varco nel pavimento, sorprendendo clienti e dipendenti presenti all’interno. Durante l’azione, circa 25 persone sono state trattenute all’interno della banca per un periodo limitato, prima di essere messe in sicurezza grazie all’intervento dei vigili del Fuoco, che hanno aperto un accesso alternativo. L’allarme è stato lanciato da un passante che aveva notato movimenti sospetti. Le forze dell’ordine hanno circondato rapidamente l’area. Solo diverse ore dopo è stato disposto l’intervento del Gis dei carabinieri, giunto da Livorno. Tuttavia, al momento dell’irruzione, i responsabili erano già riusciti a fuggire, presumibilmente utilizzando un sistema di cunicoli sotterranei collegati alla rete fognaria.

Cassette di sicurezza aperte nella rapina Banca Credit Agricole - frame video Fanpage
Cassette di sicurezza aperte nella rapina Banca Credit Agricole – frame video Fanpage

Il caveau devastato e le cassette aperte

All’interno della filiale, gli investigatori hanno trovato segni evidenti del passaggio dei rapinatori. Il caveau risultava danneggiato e numerose cassette di sicurezza apparivano forzate. Secondo le prime stime, potrebbero essere state aperte decine, forse centinaia di cassette. L’esatta entità del bottino resta incerta. I carabinieri, nel tardo pomeriggio, hanno dichiarato che non è ancora possibile quantificare quanto sottratto. Una valutazione precisa potrà essere effettuata solo dopo il completamento delle verifiche insieme ai titolari delle cassette. La natura stessa delle cassette di sicurezza rende complesso il lavoro: il contenuto è noto esclusivamente ai proprietari, e non esistono registrazioni dettagliate custodite dalla banca.

Le indagini e le reazioni

Le indagini sono attualmente in corso e si concentrano sulla ricostruzione del percorso utilizzato dai rapinatori per entrare e uscire dalla filiale. Gli inquirenti stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo testimonianze. Nel frattempo, la vicenda ha attirato l’attenzione anche sul piano politico e mediatico. In piazza è stato presente il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha documentato quanto accaduto attraverso i propri canali social, contribuendo alla diffusione delle immagini e delle testimonianze. L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza degli istituti bancari e sulla vulnerabilità delle infrastrutture sotterranee nelle grandi città.

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