Il numero di ricoverati si riduce, ma il focolaio non è ancora estinto. Restano attivi i divieti e le raccomandazioni delle autorità sanitarie
Sono 29 i pazienti ricoverati per epatite A all’ospedale Cotugno di Napoli, un numero che segna una riduzione rispetto ai 41 ricoveri della settimana precedente. I dati aggiornati ad oggi, martedì 7 aprile, riportano un calo significativo delle ospedalizzazioni dopo il picco registrato intorno alla fine di marzo, quando i casi erano aumentati in modo preoccupante. Nonostante il miglioramento generale, il virus HAV continua a fare registrare circa due accessi al giorno al pronto soccorso, una media che suggerisce la persistenza del focolaio, seppur in fase di decrescita.
I dati post-Pasqua: una flessione dei contagi
Secondo quanto riporta Fanpage.it, l’aumento dei casi aveva avuto inizio già prima delle festività pasquali. Il 31 marzo, infatti, erano stati segnalati tre accessi al giorno al pronto soccorso, un trend che aveva allarmato le autorità sanitarie. La situazione, tuttavia, sembra ora stabilizzarsi, con una diminuzione dei ricoveri, pur non essendo ancora conclusa l’emergenza.
L’epatite A è una malattia virale che si trasmette principalmente tramite l’ingestione di cibo o acqua contaminata, ma può anche diffondersi tramite il contatto con superfici o oggetti infetti. Il periodo di incubazione del virus può variare tra i 15 e i 50 giorni, quindi i dati relativi ai contagi più recenti – inclusi quelli eventualmente contratti durante la Settimana Santa – potrebbero arrivare solo a metà aprile.
Frutti di mare crudi: divieto ancora in vigore
Per contrastare la diffusione del virus, il Comune di Napoli ha mantenuto in vigore l’ordinanza che vieta la somministrazione di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi. Questo provvedimento si è reso necessario a causa dei rischi legati alla contaminazione del cibo, specialmente in un periodo come quello pasquale, in cui i frutti di mare rappresentano una pietanza tradizionale. Pur restando consentita la vendita di frutti di mare, le autorità sanitarie raccomandano vivamente di consumarli solo se adeguatamente cotti.
In aggiunta al divieto, sono state ribadite le consuete raccomandazioni igieniche: lavarsi accuratamente le mani e pulire bene frutta e verdura prima del consumo. Questi accorgimenti sono essenziali per limitare la diffusione del virus, che si trasmette principalmente tramite la via oro-fecale.

Il focolaio di Epatite A tra Campania e Lazio
Il focolaio di epatite A che ha interessato Napoli e la Campania, ma anche alcune zone del basso Lazio, ha sorpreso le autorità sanitarie, poiché il virus di solito si manifesta con maggiore frequenza nei mesi invernali. L’epatite A, infatti, è tipicamente associata ai mesi da gennaio a marzo, ma quest’anno il virus ha iniziato a circolare con un certo ritardo, arrivando a colpire anche in primavera.
Al momento, le stime indicano che la situazione potrebbe normalizzarsi entro la metà di aprile, quando sarà possibile tracciare con maggiore precisione l’evoluzione del focolaio e determinare se il calo dei casi registrato in questi giorni è destinato a continuare.
Le prossime settimane: monitoraggio e prudenza
L’evoluzione del focolaio rimane sotto stretta osservazione. I nuovi contagi potrebbero subire variazioni significative nei prossimi giorni, a seconda dei comportamenti alimentari e delle misure igieniche adottate dalla popolazione. Resta quindi fondamentale il monitoraggio continuo e la prudenza nelle scelte alimentari. L’attenzione al rispetto delle norme igieniche, unita al rispetto delle ordinanze comunali, è cruciale per evitare nuovi picchi di contagi, soprattutto in un periodo dell’anno in cui i consumi di frutti di mare tendono ad aumentare.
Il prossimo mese di aprile sarà decisivo per capire se l’epatite A è effettivamente sotto controllo o se i casi potrebbero risalire, portando ad un ulteriore rafforzamento delle misure di contenimento.


